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30/07-09/08 Dharamsala

 


mercoledì 30 luglio
Partenza per Delhi

La partenza e’ fissata per l”ora di pranzo. Subito prima del volo rilascio una breve intervista a Radio Radicale in merito al progetto della mostra fotografica in corso e della nuova in programma. Curiosamente l’intervistatore mi cambia professione e nella confusione, gia’ dentro alla cabina, non c’e’ modo di replicare … Magari e’ un segno di buon auspicio perche’ le nuove foto siano all’altezza.


giovedì 31 luglio
DELHI –
Partenza da Patankot, in treno, per Dharamsala


venerdì 1 agosto
McLEOD GANJI (
DHARAMSALA)

 


sabato 2 agosto
McLEOD GANJI (
DHARAMSALA)

C’e’ un importante evento in calendario che riguarda l’arrivo della Torcia a Dharamsala. La torcia, partita da Atene il 10 marzo 2008, ha fatto la prima tappa a Roma, prima di iniziare il suo lungo viaggio intorno al mondo. Domani la fiaccola arrivera’, appunto a Dharamsala e ad essa saranno dedicati tre diversi momenti della giornata:

 

  • ore 10.00 – arrivo di fronte al Men-Tsee-Khang Institute e di qui una marcia fino a McLeod Ganj, all’altezza dell’Hotel Bhagsu, con pubblica conferenza
  • ore 14.45 – arrivo della torcia al Tibetan Children Village, con accoglienza da parte dei bambini e degli studenti
  • ore 19.00 – arrivo della torcia al TIPA, con performance degli studenti e visone del filmato della marcia

 

 

Tutti gli eventi in calendario, per i giorni successivi, sono stati organizzati di concerto dalle diverse Associazioni presenti che hanno inteso concentrare i loro sforzi per il raggiungimento di uno scopo comune. Gu Chu Sum (con il suo Presidente Ngawang Woebar), il National Democratic Party of Tibet (con il suo Presidente Chime Youndung), Students for a Free Tibet, Tibetan Women Association. Tutte le figure rappresentative delle Associazioni suddette dai Coordinatori, agli Speaker, ai volontari, oltre ai tre Coordinatori della Marcia verso il Tibet, tra cui Sherab Woiser, figlio del Portavoce del Governo Tibetano in esilio, hanno dato il massimo della loro energiepassione e del loro impegno per realizzare al meglio le iniziative in progetto.


La sensazione e’ stata quella di una grande energia, di un’intensita’ e di un desiderio incrollabili. Oltre che di una motivazione che andra ben oltre il termine dei Giochi di Pechino.

In serata la visita gradita e attesa di alcuni cari amici … Jampa, Tenzin Choeden, Wangyal Lama all’Hotel Him Queen.


domenica 3 agosto
McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

Mancano solo 6 giorni a queste Olimpiadi che, purtroppo, nessuno riuscira a fermare … Almeno ho il privilegio di trovarmi qui e condividere le emozioni che si susseguono, con i diretti interessati.

La giornata si e’ svolta come da programma ed è stata densa di emozioni, nei diversi momenti del suo svolgersi. Sin dall’arrivo di fronte al Men-Tsee-Khang Institute della fiaccola, bellissima, come quella che è partita da Roma. E poi nel suo passare di mano in mano, tra i marciatori che si sono alternati nel percorso – preceduti da un gruppo di motociclisti e seguiti da monaci e supporter – mentre tutta la popolazione di Dharamsala e tutti i turisti presenti – rispettosi, commossi e determinati – facevano da ali al suo passaggio.

Dalla piazza principale di McLeod Ganj, il corteo ha proseguito fino all’altezza dell’Hotel Bhagsu, dove alla presenza di un pubblico numeroso, la mattinata si è conclusa con una pubblica conferenza.

 

Subito dopo pranzo la torcia è arrivata al Tibetan Children Village, con una festosa ed emozionata accoglienza da parte dei bambini e degli studenti, che se la sono passata di mano in mano, prima di assistere allo spettacolo di musica e di danze appositamente organizzato.

La mia emozione, oltre che contestuale, è stata anche legata al ricordo di quando il 10 marzo ho ricevuto personalmente la stessa fiaccola e di quando l’ho accesa di fronte alla sede del CONI, scortandola lungo tutto il suo percorso. Come pure di quando l’ho spedita nella tappa successiva del suo giro intorno al mondo.

 

Infine, in tarda serata, la torcia, come previsto, è arrivata al Tibetan Institute of Performing Arts (TIPA), con una rappresentazione teatrale degli studenti e proiezione del filmato della marcia.

Al termine della serata un’interessante intervista, concessa da  Mrs. B. Tsering Yeshi, Presidente del Tibetan Women’s Association.

 


lunedì 4 agosto

McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

Nel corso della mattina si è svolta la prima parte degli insegnamenti del Dalai Lama, articolati anche nei tre giorni successivi.

 


martedì 5 agosto

McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

La mattina è stata dedicata alla consueta visita al Nyingtob Ling Tibetan Handicapped Children’s Craft Home dove Ngawang Lhamo, ci ha accolti con il suo solito calore e disponibiità. Pronta ad accogliere quanti condividono con lei lo stesso sorriso …

A seguire alcune ore trascorse al Norbulinka Institute, non solo per una visita, gradevole come sempre ma anche alla ricerca di Tashi … E alla fine, dopo decine di telefonate, in un idioma spesso incomprensibile, solo per la gentile e insperata collaborazione di un impiegato, ritrovo Tashi Phurpha! Il quale, di certo, non mi aspettava e si commuove nel rivedermi. A me non sembra sia molto felice. Le sue condizioni sono un po’ precarie e, forse, sta ancora cercando di adattarsi. Vive con un maestro che gli sta insegnando l’arte del cucire i piccolissimi pezzetti che vanno a comporre le thanka di stoffa. Auguri di cuore amico mio … Che la tua nuova vita da civile sia la migliore possibile e che ti possa dare la serenità che meriti, davvero.

 

Alla fine del pomeriggio, di ritorno a McLeod Ganji incontro, per un’intervista, Sherab Woiser, uno dei tre Coordinatori della “Marcia” verso il Tibet e membro del International Tibet Support Network (ITSN). Sherab, figlio del portavoce del Governo Tibetano in esilio Mr. Karma Choephel, è un ragazzo pieno di energia e di detrminazione. Ha un sorriso pieno e solare, che alterna a una profonda serietà, come se fosse più adulto della sua età reale. E’ stato un vero piacere condividere con lui, oltre all’amicizia, le sue toccanti esperienze e il suo parere sugli sviluppi possibili della situazione in attesa dell’inizio dei Giochi Olimpici e, soprattutto, dopo la conclusione dgli stessi.

In serata, infine, si è svolta una “Candle march, con un lungo corteo che si è snodato dalla piazza centrale di McLeod Ganji fino al Namgyal Temple.

 


mercoledì 6 agosto
McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

Con oggi si sono conclusi i tre giorni di insegnamenti del Dalai Lama.

Nel corso della giornata due interviste significative in merito alla situazione attuale in attesa dell’inizio dei Giochi Olimpici.La prima a Ngawang Norbu che, al termine del suo mandato triennale quale Representative del Tibetan Settlement di Mundgod, ha assunto da appena un mese l’incarico di Direttore dell’Office of the Reception Center. Ngawang Norbu, nella sua veste istituzionale ha riferito in merito alla sua esperienza e a ciò che ritiene di particolare rilievo per l’accoglienza dei rifugiati. Ha poi dato la sua disponibilità, in veste di “traduttore speciale”, per la seconda intervista, rilasciata da Kusang Sonam, di ritorno dal Tibet. Kusang Sonam ha risposto con generosità e partecipazione a tutte le domande e ha portato la sua importante esperienza di testimone oculare dei fatti recentemente occorsi a Lhasa.
La serata si è conclusa con una nuova “Candle march” che ha visto sfilare numerosissimi monaci e civili fino al Tempio. In testa alla marcia un piccolo monaco con l’immagine del Dalai Lama.
Al termine è stato proiettato un video dettagliato e toccante “Uprising in Tibet”, realizzato dal Tibetan Centre for Human Rights and Democracy (TCHRD). L’Associazione, con sede in Dharamsala, indipendente dal Governo in esilio, nata allo scopo di sottolineare la situazione dei diritti umani in Tibet e di promuovere, nella comunita’ tibetana, i principi democratici. Chi sa che le speranze, accese dalla luce della candela, negli occhi e nel cuore del piccolo monaco, non servono ad avvicinare – almeno un po’ – il sogno e il diritto di un popolo intero.



giovedì 7 agosto

McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

Un giorno prima dell’apertura dei Giochi Olimpici le migliaia di tibetani di Dharamsala sono diventati la voce di tutti i Tibetani condannati e uccisi durante la brutale occupazione da parte della Cina.Alle ore 9 di stamattina si e’ snodata una lunga marcia,  con migliaia di partecipanti che hanno coperto i 9 chilometri dalla piazza centrale di McLeod Ganji allo Tsuglakhang e poi fino alla parte bassa di Dharamsala.

La preparazione della marcia è stata curata nei minimi particolari dagli organizzatori, che si sono raccolti di fronte all’entrata del Namgyal Temple. All’interno dell’area del Namgyal Temple, sono stati distribuiti centinaia di cartelli e di fasce nere, indossate da donne, monaci e civili.

Molti gli slogan, non solo di  respiro generale, ma anche di dettaglio, come espressione di specifiche ed esaustive richieste. Scanditi con la voce, riportati sugli striscioni, sui cartelli, sui nastri di stoffa e anche sulla propria pelle …

Significativi poi i relatori che si sono alternati sul palco e che hanno condiviso con il pubblico presente l’impegno a continuare nel perseguimento dell’obiettivo comune, peraltro anche ben illustrato da molti degli slogan … Al termine degli interventi si è formato un lungo corteo diretto alla lower Dharamsala, composto da donne, numerosissimi monaci, persone anziane e molti ragazzi. Anche se la marcia ha mantenuto i suoi toni moderati e pacifici, non sono mancati i toni accesi e l’intensità di alcune manifestazioni di legittima e dolorosa protesta. Tra i marciatori, monaci e civili, molti stranieri, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno condiviso il percorso con grandissimo coinvolgimento.

Al termine, una folla straordinaria ha riempito la strada di accesso alla piazza di Lower Dharamsala, la piazza stessa e anche i tetti … E tutti i partecipanti si sono raccolti di fronte al palco da cui gli organizzatori, dopo gli ultimi interventi, hanno chiuso l’evento.

Alle 18 una folla straordinaria si e’ raccolta nella piazza centrale di McLeod Ganj dove sono state distribuite centinaia di candele e dove i JJJ Exile Brothers si sono esibiti in alcune delle loro piu’ toccanti  canzoni di sostegno al Tibet e alla pace.

Subito dopo si è formata una uova “Candle march” che, dopo una triplice kora dello stupa nella via principale, ha raggiunto il Namgyal Temple. Qui  i diversi speaker hanno portato la loro testimonianza e richiesto, con foza e determinazione, la continuità del sostegno da parte dei supporter stranieri. La serata si è conclusa con la proiezione di un video del Tibetan Uprising Movement.

Al termine della giornata la visita a un’amica … Me la ricordavo con i capelli lunghissimi. Che ha tagliati, simbolicammente, per il suo paese. Come al solito è molto orgogliosa dei suoi figli, dei quali è la prima supporter. E ci tiene a farmi vedere tutto il calendario degli eventi che hanno realizzato, con grande successo, anche in Europa.

Per la giornata di domani e’ prevista, in mattinata, una nuova marcia, dal Namgyal Temple fino alla parte bassa di Dharamsala. Poi alle 17 – ora locale corrispondente all’orario di apertura dei Giochi Olimpici – ci si raccogliera’, di nuovo, al Namgyal Temple, dove i rappresentanti di ciascuno dei Paesi stranieri presenti porterà nella propria lingua, un breve messaggio di buon auspicio per il Tibet.

 


venerdì 8 agosto
McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

Oggi nella via dove si trova l’Office of the Reception Center il cartello con il conto alla rovescia per l’inizio dei Giochi di Pechino si ferma sullo zero! Ci ha accompagnato per 365 giorni, fin dall’8 agosto del 2007. E anche sulla home page di questo sito, ogni giorno il numero dei giorni mancanti alle Olimpiadi della vergogna scalava di uno. Per me è stato un piccolo modo simbolico per non dimenticare – se mai avessi potuto. Da domani si dovrà cominciare, per forza, un altro conteggio. Non più quanti giorni mancano a Pechino ma quanti ne sono passati e cosa faremo per rinnovare il nostro contributo.

Alle ore 9 di mattina è iniziata l’accurata preparazione dell’a nuova marcia verso lower Dharamsala, sia fuori che all’interno del Namgyal Temple.

Poi, come da programma, una grande folla si e’ raccolta nel Namgyal Temple. Dove alle testimonianze dei relatori si sono aggiunte le preghiere dei monaci ed è stato intonato l’inno nazionale.

Tutte le persone erano vestite di nero. E neri erano pure i cartelli con gli slogano  a sostegno dei diritti umani, di denuncia per il Governo di Pechino e di invito a non sospendere le azioni e la lotta. L’unico colore nei cartelloni, era quello del sangue. Il sangue dei tanti tibetani massacrati che hanno testimoniato con la loro presenza muta l’orrore delle violazioni subite da un popolo intero.

Altrettanto coinvolgenti i grandissimi striscioni che sono stati affiancati alla bandiera del Tibet dalla balconata del Tempio. Striscioni in memoria delle vittime torturate e imprigionate. E di monito per tutti a non abbandonare la lotta. I relatori hanno esposto i loro progetti di mantenere attiva la lotta e tutela dei diritti violati di un popolo intero.

 

 

 

Al termine della cerimonia e’ partita dal Namgyal Temple una marcia davvero imponente composta da migliaia di partecipanti, tra monaci, civili, giovani, persone anziane e tanti bambini. Incluse tutte le persone, solidali alla causa, che si erano assiepate al bordo della strada.

L’evento e’ stato carico di commozione. Da parte dei marciatori che hanno espresso il loro profondo coinvolgimento, sia con l’intensità dei canti e delle preghiere, sia con la rabbia intensa ma controllata degli slogan che hanno accompagnato tutto il percorso. Tra questi, in aggiunta a quelli di lunga vita per il Dalai Lama, di ferma richiesta per il rilascio dei i prigionieri politici, di tagliente denuncia contro gli abusi del CIO e del Governo di Pechino, ricorreva la richiesta ai supporter internazionali di continuare nella forza della loro solidarietà e del loro impegno. Colpiva l’energia dei monaci, anche di quelli davvero giovanissimi, che sembravano indicare a tutti i presenti il dovere di mantenere, sempre, attiva la lotta. Come colpivano gli occhi delle donne e degli uomini anziani, ricolmi di un dolore antico ma con la luce della speranza ancora tenacemente accesa. La marcia si e’ conclusa, ancora una volta, nella piazza di lower Dharamsala dove gli organizzatori hanno parlato alla folla con un calore e con un’energia che rendeva testimonianza, emozione e voce al “never give up” del Dalai Lama.

Nel pomeriggio, alle 17 un nuovo appuntamento al Namgyal Temple. Per una cerimonia che definire toccante e’ riduttivo. Gia’ l’orario scelto – concomitante a quello di apertura dei Giochi Olimpici – caricava l’aria di forti emozioni. Poi le immagini. Uomini e donne vestiti di nero, con gli occhi chiusi e stretti, con le fasce nere sulla fronte o con i fazzoletti neri a chiudere la bocca.

E poi le candele. Il piazzale di fronte al Tempio completamente ricoperto da candele, a formare la scritta “One world, One dream, Free Tibet”. E  quelle prima strette nelle mani delle centinaia di presenti, apoi ppoggiate ovunque a scaldare l’aria – e le speranze – con la loro luce.E di fronte alle candele accese sullo spiazzo, quelle accese di fronte al tempio, tra le file dei monaci che cantavano le loro preghiere e i relatori che, di nuovo, si sono alternati con i loro appassionati discorsi.

Infine, la richiesta a un rappresentante per ciascuno dei paesi esteri presenti a McLeod Ganji di portare una breve testimonianza, o un messaggio, nelle propria lingua madre. Le nazioni presenti erano 20! Dall’India, alla Grecia, alla Francia, all’Italia, al Brasile, alla Germania, all”America, a Israele, all’Olanda, alla Polonia, alla Corea, al Giappone … E ciascuno, individualmente, ha condiviso con i presenti un messaggio di lotta, di speranza, di pace. Che tutti hanno compreso. Al di la’ delle parole e dei suoni diversi dei tanti linguaggi. Perchè ogni linguaggio non può che che essere lo stesso – e ugualmente comprensibile – quando è un linguaggio di pace. Al termine, tutto il gruppo degli “stranieri” si è stretto insieme – di fronte al grande poster “il muro della vergogna” –  in un unico gesto, un’unica parola e  un unico pensiero di giustizia per tutti.

 


sabato 9 agosto
McLEOD GANJI (DHARAMSALA)

Con oggi si conclude la mia permanenza a Dharamsala … Come ogni volta è difficile sapararsi dai tanti amici che hanno accompagnato le mie giornate. Non c’e n’è nessuno che non faccia di tutto per venirmi a salutare. E per lasciarmi un ricordo tangibile del proprio affetto … A volte anche rendendo un po’ complicata l’operazione di preparare i bagagli e di fare entrare nella valigia già ricolma tutti gli oggetti che, ad ogni visita, si aggiungono. Oggetti, comunque, preziosi. Anche se non saranno certo quelli che mi consentiranno di tenere nel cuore le persone che me li hanno voluti donare … Alla fine riesco a partire “solo” con un’ora e mezza di ritardo rispetto ai programmi. Ce la farò a prendere il treno da Patankot?

Non so in funzione di quale miracolo, arrivo in tempo. Nonostante il ritardo della partenza e nonostante, verso la fine del percorso un camion abbia bloccato la strada per un tempo lunghissimo. E, finalmente, il treno parte con un vagone semivuoto e una cabina tutta per me, munita anche di porte “vere” con tanto di lucchetto!