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Tibet …


Poche righe “neutrali” di Wikipedia …

“Lhasa (in tibetano “trono di Dio”) situata a 3650 m di altitudine nella valle del Kyi Chu, è la capitale del Tibet, territorio fin dal 1750 direttamente o indirettamente controllato dalla Cina (e ora dalla Repubblica Popolare Cinese). Attualmente Lhasa è quindi la capitale della Regione Autonoma del Tibet.

Era anche la residenza tradizionale del Dalai Lama.

Era già un importante centro amministrativo quando il sovrano Songten Gampo (618-649) proseguì nell’opera di unificazione del Tibet. Nello stesso periodo furono costruiti la fortezza del Palazzo del Potala e il tempio del Jokhang per ospitare le effigi del Buddha portate in dote dalle mogli, una cinese e l’altra nepalese. Da Lhasa i re di Yarlung governarono per 250 anni. Nel 1642 divenne capitale del Tibet quando il 5° Dalai Lama costruì la sua residenza sulle rovine del vecchio Potala.

Nel 1950 Lhasa e tutto il Tibet vennero invasi dalla Cina e assoggettati alla sua amministrazione. Durante il capodanno cinese del 1959, quando si scoprì che i cinesi avrebbero tentato di rapire il Dalai Lama, scoppiò una rivolta popolare. Il Dalai Lama dovette rifugiarsi di nascosto in India ed, in seguito a tre giorni di repressione, morirono circa 10.000-15.000 tibetani. Prima dell’occupazione cinese la città contava 20.000 – 30.000 abitanti. Oggi non si sa con esattezza quanti tibetani vivano nell’antica capitale: l’amministrazione cinese afferma che l’etnia tibetana rappresenti circa l’80% della popolazione cittadina, ma il buon senso di chiunque visiti la città porterebbe a concludere che i Tibetani rappresentino solo il 50-60% della popolazione urbana. Secondo il Governo Tibetano in esilio tale percentuale è destinata a scendere ulteriormente a seguito dell’inaugurazione nel 2007 della rete ferroviaria che ha collegato l’altopiano tibetano ai territori cinesi. È ciò che il Dalai Lama ha definito “genocidio culturale”.

In seguito all’occupazione cinese gran parte del patrimonio artistico di Lhasa è stato distrutto, ma il piccolo quartiere del Barkhor e l’area del Potala rimangono siti di inestimabile valore artistico e culturale. Lhasa moderna si sta invece sviluppando rapidamente secondo gli schemi di una qualsiasi periferia cinese, in netto contrasto con l’anima antica della città”.