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Roma – Ottobre 2017: Il Tibet e la convention del Partito Radicale Transnazionale

Tibet, partito radicale, Thubten Wancheng

La testimonianza del monaco tibetano Thubten Wancheng sulla questione del Tibet

Il partito radicale ha organizzato a Roma, presso la sue sede di Largo Argentina, una preziosa e importante Convention che ha raccolto esponenti da tutto il mondo per discutere e formulare idee e proposte sull’attuale situazione globale a proposito dei temi quali la Guerra, la Fame e il mancato rispetto e affermazione dello stato di diritto e dei relativi Diritti Universali. Gli incontri si sono tenuti in una intensa tre giorni di incontri dal 27 al 29 ottobre in un proficuo fine settimana di dibattito pubblico che ha visto succedersi, in un programma ben delineato, molti esperti che hanno esposto le questioni trattate in merito a quei problemi che sembrano divenire di secondo piano rispetto alla narrazione condivisa come il terrorismo e che invece rappresentano un pericolo e una condizione inaccettabile rispetto ai buoni propositi contenuti nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

Tra i numerosi ospiti ha partecipato alla Convention quale relatore anche Thubten Wancheng direttore della House of Tibet a Barcellona e membro del parlamento tibetano in esilio. In questa occasione organizzata da partito radicale ha iniziato il suo intervento con un ringraziamento a Marco Pannella e al partito Transnazionale per l’invito e la costante attenzione fornita sul tema del Tibet ricordando anche il ruolo dei partiti Verdi a cui si avvicinato allo stesso tempo. Thubten Wancheng ha poi posto l’attenzione sul recente rinnovo del mandato a Xi Jinping ricordando l’assenza di diritto di voto in Cina e della persecuzione sia in Cina che in Tibet di quei cittadini che vorrebbero uno Stato democratico. Ha fatto menzione delle numerose carceri in cui vengono rinchiusi dissidenti ma anche semplici monaci e suore spirituali che amano pregare per la loro terra o anche solo quelle persone che desiderano cantare la bellezza della Regione anche attraverso delle innocue poesie. Insiste sulla resistenza alla propaganda cinese per la quale il Tibet di oggi sarebbe superiore al precedente e sulla volontà di eliminare la tradizioni e le origini di quella terra che può contare su 2000 anni di storia. Il religioso Tibetano è consapevole della ricchezza del suo Paese anche in termini economici come la presenza di numerose miniere di minerali preziosi come oro, argento, ferro e purtroppo anche uranio. Ricorda tuttavia che il popolo tibetano non era una nazione che commerciava con questi prodotti o sfruttava la madre terra, mentre ora i fiumi più importanti dell’Asia sono inquinati proprio da questa industria che rovina l’ambiente sin dalle sue sorgenti nell’altipiano del Tibet. Thubten Wancheng ama far sempre presente il ruolo di Sua Santità il Dalai Lama come rappresentante e missionario nel mondo della cultura tibetana e del messaggio di pace e armonia con i fratelli del pianeta in una visione fondata sull’importanza degli equilibri fra popoli e volontà pacifiche.

Qui l’intervento di Thubten Wangchen:

Qui tutti gli interventi:


Scarica qui il programma della Convention

Fonte: Convenzione del partito radicale