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25 Aprile. Quale Liberazione per il Panchen Lama?

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Quale migliore circostanza dell’Anniversario della Liberazione italiana per ricordare e denunciare la mancata liberazione del Panchen Lama Gedun Choekyi Nyima? Rapito nel 1995 dalla RPC a soli 6 anni, con tutta la sua famiglia, Amnesty International l’ha definito il “prigioniero politico più giovane del mondo”.

La storia del Panchen Lama

I fatti. Il 25 aprile 1989 nasceva Gedun Choekyi Nyima a Lhari in Tibet, riconosciuto nel 1995 da Sua Santità il XIV Dalai Lama come la XI reincarnazione del Panchen Lama, seconda maggiore carica spirituale del Buddhismo Tibetano. Pochi giorni dopo, le autorità cinesi fanno sparire il piccolo Gedun. Al suo posto fu nominato un Panchen Lama di regime, Gyaltsen Norbu, figlio di funzionari governativi, poi educato nella completa adesione alle direttive del Partito Comunista Cinese.

Dal momento che dopo la morte del Panchen Lama, il Dalai Lama ne riconosce la reincarnazione e, viceversa, è evidente la natura e motivazione del rapimento. Affinché, alla morte dell’attuale XIV Dalai Lama, il falso Panchen Lama possa scegliere, come massima autorità del Tibet, una figura “fantoccio” gradita al Partito.

Che fine ha fatto?

Nonostante le pressioni dell’ONU, di organizzazioni umanitarie Internazionali, gruppi di sostegno alla causa tibetana, movimenti sindacali, partiti politici e parlamentari di numerose nazioni, le autorità dell’RPC hanno solo dichiarato che il bambino e i suoi genitori “sono stati affidati al Partito Comunista per essere protetti dai tentativi di rapimento messi in atto dai seguaci del Dalai Lama e della sua cricca”. 

I Tibetani chiedono da 25 anni la liberazione del Panchen Lama. E oggi, chiedono che le autorità cinesi pubblichino almeno un suo video messaggio che ne testimoni l’essere ancora in vita. Nell’occasione in cui l’Italia festeggia la liberazione dal nazifascismo – e all’indomani dell’accoglienza in Italia di Xi Jinping per gli accordi sulla “Via della Seta” – abbiamo voluto esprimere la nostra piena solidarietà ai martiri del Tibet e all’XI Panchen Lama. Anche ricordando agli italiani quali sono le modalità con cui operano i nostri “nuovi partner”.

Manifestazione a Roma

Per questo abbiamo partecipato alla manifestazione, tutta romana, della deposizione di una corona di alloro a Piazza Venezia, sulla Tomba del Milite Ignoto, da parte del presidente Sergio Mattarella. Proseguendo, poi, verso il Presidio in Piazza dell’Esquilino, organizzato da Comunità Tibetana in Italia, Tibetan Women Association e Italia Tibet, insieme a molte Associazioni e Istituti, attivi supporter della causa tibetana.