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La Grecia fa affari con la Cina, ma a che prezzo? Italia, stai attenta

Grecia e Cina accordi aref international onlus

La Grecia ha siglato con la Cina un “modello di accordo sino-europeo“, come l’ha chiamato Xi Jinping. Di fatto, però, il premier Kyriakos Mītsotakīs ha regalato a un prezzo stracciato l’entrata d’Europa alla Repubblica popolare cinese. A riportare la notizia è Linkiesta, che ripercorre i più importanti dettagli dell’intesa tra i due Paesi.

Grecia e Cina, un accordo negativo per gli ellenici

In pratica, Grecia e Cina hanno firmato “un protocollo di sedici accordi” riguardanti alcuni settori nevralgici, come servizi energetici e infrastrutturali. Cioè, la Cina potrà avvalersi di numerosi progetti sul territorio greco di enorme portata, mentre Mītsotakīs ha solo ottenuto “più esportazioni agricole e rotte turistiche“.

Come si legge nell’articolo, al centro della vicenda c’è l’azienda cinese Cosco Shipping, la quale possiede il 51% del porto del Pireo. Con questi nuovi accordi, tale società “potrà costruire un nuovo porto da crociera, quattro hotel e un terminal per container da 600 milioni”. Un progetto mastodontico che avrà numerose ripercussioni anche sul paesaggio circostante.

E se non bastasse, nell’accordo è riportato anche che “la Cosco dovrà finanziare altri 300 milioni di euro di investimenti nel porto greco entro il 2022 per l’estensione di un terminal automobilistico nel molo di Drapetsona e un terminal container. In cambio possiederà il 16% in più del Pireo”.

Preoccupano anche i diritti umani

All’interno dei protocolli è stato inserito anche un cavillo burocratico di cui si è tanto discusso recentemente anche in Nepal. Nel dettaglio, la Grecia “ha accettato di siglare un trattato di estradizione” verso la Cina. In questo modo, Xi Jinping si assicura la collaborazione di un Paese europeo “per far processare a casa funzionari e imprenditori considerati lontani dai valori cinesi”.

Anche l’energia è un tema caldo

A rendere ancor più devastante il quadro greco è il settore energetico – fuori però dagli accordi. Perciò, entra in campo la State Grid Corporation of China, “la più grande società elettrica al mondo che ha una quota di minoranza nella società Admie che gestisce la rete elettrica greca”.

Lo scorso 11 novembre, infatti, tale società “ha espresso il desiderio di entrare in un progetto da un miliardo di euro con cui Admie costruirà il cavo di alimentazione sottomarina per collegare entro il 2023 l’isola di Creta alla terraferma”. Come contropartita tecnica, la Grecia ha accettato di inviare nelle tavole cinesi più feta e olive. Un accordo non proprio equo.

Perché tutto ciò riguarda l’Italia?

L’Italia e la Cina sono partner commerciali per quanto riguarda la Nuova Via della Seta. Questo processo politico-finanziario, voluto dal Governo Conte 1, ha permesso di mettere gli occhi di Xi Jinping sul porto di Trieste, considerato dai cinesi un importante snodo commerciale verso l’Europa. La Grecia, però, come tanti altri paesi prima di lei, mette in apprensione ancora di più il già delicato equilibrio della nazione italiana.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante

Fonte immagine: Euronews