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Cina e America latina, arriva la Via della Seta (con danni all’Amazzonia)

Cina e America Latina

Cina e America latina unite sotto il segno dell’economia. In religioso silenzio, il governo di Xi Jinping ha portato avanti numerose opere di allestimento nella parte sud del continente americano. A riportarne i dettagli è l’edizione cartacea del 31 luglio 2019 di Panorama.

Cina e America latina, cosa sta succedendo?

Prima di cominciare, un breve riassunto. Com’è noto, la Via della Seta è un’imponente infrastruttura commerciale messa in atto dalla Cina per ampliare il proprio controllo economico al di fuori dell’Asia. Le ramificazioni della Belt and Road Initiative (BRI) sono arrivate ovunque, come in Europa (l’Italia è un partner ufficiale) e Africa. Senza, però, risparmiare lo stato di salute dei paesi (citofonare a Sri Lanka e Gibuti) o degli ecosistemi (chiamare Groenlandia) coinvolti nel progetto finanziario.

Insomma, la Repubblica popolare cinese sta espandendo i propri domini commerciali ovunque, pure in America Latina. Già dal 2013, per giunta, “con il placet dei governi locali”. Nel dettaglio, “Pechino nell’ultimo decennio ha superato Washington negli scambi commerciali con la stragrande maggioranza dei Paesi latinoamericani – da un giro d’affari di 17 miliardi di dollari del 2002 è passato ai 307 miliardi del 2018, con un investimento della Cina nel 2017 di oltre 200 miliardi di dollari”.

Come sarebbe la Via della Seta latinoamericana?

Per comprendere l’imponenza di tale progetto internazionale, basterebbe rifarsi all’idea che collega Europa e Asia. In questo caso, “ponti, dighe, ferrovie, porti e aeroporti, centrali elettriche e nucleari, con relative reti di trasmissione, e tanta tecnologia con il suo colosso Huawei” permetterebbero alla Cina di collegare Oceano Atlantico e Pacifico, tagliando in due la Foresta Amazzonica. L’obiettivo? “Consentire il trasporto di minerali di ferro, rame, petrolio e soia che da soli rappresentano oggi il 70% dell’export dell’America latina verso la Cina”.

Quali sono i paesi latinoamericano coinvolti?

Si potrebbe rispondere tranquillamente con “Tutti”. Di fatto, oramai, non c’è nazione del Sud America non inglobata nel sistema commerciale internazionale di Xi Jinping. Come se non bastasse, tra le varie compagini ‘compromesse’, troviamo Brasile, Argentina, Ecuador, Bolivia, Perù, Uruguay e Venezuela. Ognuno di loro è membro della Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture (fondata da Pechino nel 2014), la quale finanzia programmi per connettere Asia e Pacifico. Ma quali sono i tratti distintivi cinesi riguardanti gli stati latinoamericani? Studiamoli caso per caso.

La ferrovia e il mega porto di Panama

Primo paese del Sud America a entrare nella Via della Seta, a Panama stanno costruendo una linea ferroviaria che colleghi la capitale con la città occidentale di David, per una spesa di 5 miliardi di euro. Inoltre, si sta innalzando un mega porto, il Panamà Colòn Container Port, ad opera della China Landbridge Group.

La centrale nucleare dell’Argentina

Nell’aprile scorso, l’Argentina “ha firmato una lettera di intenti con l’amministrazione nazionale dell’energia di Pechino, il cui contratto include un prestito di 10 miliardi di dollari dalla Banca industriale e commerciale della Cina”. La somma sarà sufficiente per pagare l’85% dei costi dell’impianto nucleare Atucha III, operativo forse nel 2021.

Enormi prestiti al Venezuela

Uno dei paesi più chiacchierati delle ultime cronache internazionali, il Venezuela resta a galla anche grazie a numerosi e cospicui prestiti concessi dalla Cina: ben 16 da 60 miliardi di euro ciascuno.

Aeroporto internazionale dell’Ecuador

Un terremoto del 2016 causò ingenti danni in Ecuador, tra cui la distruzione dell’aeroporto internazionale di Eloy Alfaro. Presto, tuttavia, la ricostruzione di tale infrastruttura sarà completata, grazie ai finanziamenti di Pechino. In totale, lo stato ecuadoregno deve oltre 10 miliardi di euro al colosso asiatico.

Il coinvolgimento dell’Amazzonia brasiliana

Neanche il Brasile è esente da tutto ciò. Basti pensare che la compagnia cinese statale State Grid distribuisce l’energia prodotta dalla centrale idroelettrica di Belo Monte, proprio in piena Amazzonia, tra le polemiche di ambientalisti e comunità indigene locali.

Lo snodo principale della Via della Seta a Cuba

Brasile che è coinvolto anche nella questione cubana. In particolare, la Banca per lo sviluppo economico brasiliana ha finanziato con oltre 1 miliardo di dollari il mega porto di Mariel, snodo centrale per la futura Via della Seta.

Gli Stati Uniti restano a guardare (per ora)

L’enorme e imponente teatro commerciale ed economico messo in piedi dalla Cina ha già fatto imbestialire gli USA. Di fatto, Trump ha invocato la dottrina di Monroe per consigliare alla Cina di non immischiarsi troppo negli affari dell’America latinoamericana. La dottrina Monroe è un elaborato prodotto da John Quincy Adams e pronunciato da James Monroe nel lontano dicembre 1823, in occasione del Congresso annuale. Il documento stabilisce la primissima formulazione teorica imperialista degli Stati Uniti sulle nazioni del Sud America. Nonostante ciò, Xi Jinping non sembra volersi fermare. Problemi economici potrebbero profilarsi all’orizzonte per chi resterà coinvolto nella vicenda.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante