{"id":10103,"date":"2015-07-11T09:43:54","date_gmt":"2015-07-11T07:43:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arefinternational.org\/khata-the-auspicious-scarf\/"},"modified":"2015-07-11T09:43:54","modified_gmt":"2015-07-11T07:43:54","slug":"khata-the-auspicious-scarf","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arefinternational.org\/en\/gallery\/traditions-and-rituals\/khata-the-auspicious-scarf\/","title":{"rendered":"Khata, the auspicious scarf"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">The Khata is a white scarf, used mostly during civil and religious ceremonies, public or private of Tibetan Buddhism. It&#8217;s the symbol fo purity, goodwill, auspiciousness and compassion.<\/p>\n<p>It is usually made \u200b\u200bof white silk and contains the 8 auspicious symbols. Some khata ar also orange or yellow or blue or green or red. It can be till four meters.<\/p>\n<p>It &#8216;a versatile object. Is offered as a gift to the gods, to the Lama, to spouses, guests, for the birth of children in the various ceremonies, such as arrival and departure of guests. And in many other occasions when you want to offer a wish for prosperity and luck. It is also used to accompany a gift. In addition to being tied (along with prayer flags) to the stupa, the trees, the rocks where they will consume in the wind.<\/p>\n<p>[nggallery id=162]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Gli otto Simboli del Buon Auspicio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Gli Otto Simboli di Buon Auspicio, chiamati anche Otto Preziosi Simboli, costituiscono uno dei pi\u00f9 antichi e conosciuti gruppi di simboli della cultura tibetana. Sono presenti gi\u00e0 a partire dai testi canonici del Buddhismo Indiano, cio\u00e8 nei testi redatti in pali e in sanscrito.\u00a0 Gli otto simboli di buon augurio si trovano spesso ripetuti sulle khate e incisi sugli oggetti pi\u00f9 disparati. Possono inoltre decorare muri e travi, i lati dei troni e molti altri oggetti sia di uso religioso che profano. Vengono inoltre tracciati sul terreno con polvere bianca quando \u00e8 previsto il passaggio di qualche importante personalit\u00e0 religiosa o civile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">ll parasole: (in sanscrito chatta, in tibetano gdugs) \u00e8 il simbolo della dignit\u00e0 regale e rappresenta il potere spirituale. Derivato dall\u2019arte indiana, viene rappresentato in diverse forme e varianti. Semplice o triplo, di seta gialla, bianca o anche multicolore, viene rappresentato aperto e abbastanza ampio da accogliere quattro o cinque persone. Otto nastri di seta multicolore o di un colore solo, ornati da frange, pendono dal bordo superiore. Il significato simbolico del parasole deriva dalla possibilit\u00e0 che offre\u00a0 di proteggersi, possibilit\u00e0 che da sempre \u00e8 stata identificata come segno di ricchezza. Per questo \u00e8 divenuto simbolo del potere e della regalit\u00e0. Gli altri dignitari religiosi tibetani erano dotati di parasoli di seta. Il parasole simboleggia la compassione e la sua protezione di tutti gli esseri senzienti dal dolore, dalle malattie, dai veleni mentali e dall\u2019ignoranza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">I pesci d\u2019oro: (in sanscrito suvarnamamatsya, in tibetano gser-nya) sono un simbolo religioso usato fin dai tempi antichi. Originariamente in India si rappresentavano i fiumi sacri del Gange e dello Yamuna con dei pesci. I due pesci sono paralleli e si fronteggiano verticalmente o si incrociano leggermente. In Tibet i due pesci d\u2019oro si trovano rappresentati unicamente insieme agli altri otto simboli e non hanno un significato specifico. I pesci rappresentano il superamento di tutti gli ostacoli, la vittoria su tutte le sofferenze e il raggiungimento della liberazione, liberi nell\u2019avere acquisito consapevolezza della natura ultima, cos\u00ec come i pesci nuotano liberi nell\u2019acqua per loro propria natura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Vaso della ricchezza: (in sanscrito kalasa, in tibetano gter-chen-po\u2019i bum- pa) \u00e8 un recipiente tondo con il collo corto e stretto che poi si allarga formando un bordo decorato. L\u2019apertura del vaso \u00e8 chiusa con un grande gioiello che indica appunto che si tratta di un vaso della ricchezza. Il vaso della ricchezza simboleggia la realizzazione spirituale, la perfezione del Dharma, la longevit\u00e0 e la prosperit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Fiore di loto: (in sanscrito padm, in tibetano padma) non cresce in Tibet, per questo viene disegnato in modo molto pi\u00f9 semplice e stilizzato di quanto fatto nelle rappresentazioni d\u2019arte indiana o giapponese. Il fatto che sia presente in Tibet sta a indicare quanto il suo utilizzo iconografico sia strettamente simbolico e indichi purezza\u00a0 spiritualee bellezza in quanto, bench\u00e9 affondi le sue radici nel fango degli stagni, produce candidi fiori al di sopra dell\u2019acqua.\u00a0 Ed \u00e8 per questo che spesso le immagini di Buddha e dei Bodhisattva vengono rappresentate sedute sopra un trono a forma di fiore di loto. La simmetria dei petali del fiore di loto, da otto a dodici petali, rappresenta l\u2019ordine del cosmo e per questo viene utilizzata come modello per la realizzazione di mandala. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Conchiglia: (in sanscrito sankha, in tibetano dung gyas.\u2019khyl) viene rappresentata con dimensioni piuttosto grandi, di colore bianco, generalmente con avvitamento verso destra e con la parte terminale a punta. La conchiglia, oggetto naturale e non prodotto artificialmente dell\u2019uomo, \u00e8 stata per questo utilizzata fin dall\u2019antichit\u00e0 come strumento rituale. Era gi\u00e0 utilizzata in epoca pre-buddhista come simbolo delle divinit\u00e0 femminili, come contenitore e come strumento musicale rituale. Nel buddismo tibetano si utilizza spesso come strumento musicale e il suo potente suono viene utilizzato per richiamare i monaci alle riunioni, per fare offerte di suono durante le puje o anche come recipiente per l\u2019acqua con lo zafferano. Rappresenta la gloria dell\u2019insegnamento del Dharma, che come il suono della conchiglia si diffonde in tutte le direzioni, e l\u2019abbandono dell\u2019ignoranza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Nodo Infinito: (in sanscrito srivatsa, in tibetano dpal be\u2019u) \u00e8 un nodo chiuso composto da linee intrecciate ad angolo retto. \u00c8 uno dei simboli maggiormente utilizzati dall\u2019iconografia tibetana. Per il buddismo tibetano \u00e8 un simbolo classico del modo in cui tutti i fenomeni sono interdipendenti tra loro e dipendono da cause e condizioni che vengono rappresentate dalle linee geometrica che si intersecano tra loro. Non avendo n\u00e9 inizio n\u00e9 fine, simboleggia anche l\u2019infinit\u00e0 conoscenza e saggezza del Buddha e l\u2019eternit\u00e0 dei suoi insegnamenti.<\/span><\/p>\n<p>Vessillo di vittoria: (in sanscrito dhvaja, in tibetano rgyal-mtshan) si riferisce a diversi oggetti della cultura tibetana. \u00c8 fatto in legno e tessuto, ma ne esistono copie in metallo. Classicamente \u00e8 uno stretto cilindro di tessuto con tre o pi\u00f9 strisce di seta adornato con nastri di cinque colori (bianco, rosso, verde, blu, giallo). Funge da decorazione e generalmente si trova all\u2019interno di templi e monasteri, sospeso al soffitto come ornamento dei tetti o all\u2019estremit\u00e0 delle lunghe aste di preghiera. A volte viene utilizzato anche sul tetto di abitazioni private. Rappresenta la vittoria degli insegnamenti buddisti, la vittoria della conoscenza sull\u2019ignoranza e sulla paura, la vittoria del Dharma su tutti gli ostacoli e il raggiungimento della felicit\u00e0 ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ruota del Dharma: (in sanscrito chakra, in tibetano \u2019khor-lo) si compone di un mozzo centrale, di otto o pi\u00f9 raggi e di un cerchione esterno. Nella cultura buddista la ruota si associa immediatamente al concetto della ruota del Dharma messa in moto da Buddha in occasione della prima esposizione pubblica della sua dottrina a Sarnath, non lontano da Benares, l\u2019odierna Varanasi in cui si trova il parco delle gazzelle (per questo la ruota del Dharma viene spesso rappresentata da due gazzelle). I significati della ruota del Dharma possono essere molteplici. Secondo i tre insegnamenti della pratica buddista, il mozzo rappresenta l\u2019addestramento alla disciplina morale che rende stabile la mente. I raggi rappresentano la comprensione della vacuit\u00e0 di tutti i fenomeni che permette di eliminare alla radice la nostra ignoranza; il cerchione esterno, infine, identifica la concentrazione che permette di tenere salda la pratica della dottrina buddista. Rappresenta inoltre l\u2019Ottuplice nobile sentiero che porta alla liberazione, il Dharma e il Buddha Shakyamuni stesso. In senso pi\u00f9 generale, tra gli otto simboli di buon auspicio, la ruota del Dharma simboleggia l\u2019insegnamento buddhista nella sua globalit\u00e0. Ci ricorda che il Dharma abbraccia tutte le cose, non ha n\u00e9 inizio n\u00e9 fine, \u00e8 in movimento ed immobile.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Khata is a white scarf, used mostly during civil and religious ceremonies, public or private of Tibetan Buddhism. 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