{"id":10177,"date":"2015-07-11T09:43:56","date_gmt":"2015-07-11T07:43:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arefinternational.org\/the-tibetan-government-in-exile\/"},"modified":"2015-07-11T09:43:56","modified_gmt":"2015-07-11T07:43:56","slug":"the-tibetan-government-in-exile","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arefinternational.org\/en\/why-tibet\/the-tibetan-government-in-exile\/","title":{"rendered":"The Tibetan Government in Exile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong><span style=\"color: #cc0000;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;Amministrazione Centrale Tibetana<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Tra il 1949 e il 1950, i cinesi occuparono le regioni orientali del Tibet travolgendo la debole resistenza dell\u2019esercito tibetano, poco numeroso e male armato. Il 23 maggio 1951, Pechino impose con la forza\u00a0&#8220;l&#8217;Accordo in 17 Punti per la Pacifica Liberazione del Tibet&#8221; che sanciva la fine dell\u2019indipendenza del Paese pur nel riconoscimento della sua autonomia. Negli anni che seguirono, l\u2019Esercito di Liberazione arriv\u00f2 fino a Lhasa dove, il 10 marzo 1959, l\u2019insurrezione popolare dei tibetani fu stroncata nel sangue. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Dalai Lama, seguito da 80.000 tibetani, scelse la via dell\u2019esilio e, nella notte del 17 marzo, lasci\u00f2 il Palazzo del Norbulinka, dirigendosi verso l\u2019India attraverso le montagne himalayane. Accolto dal Premier Nehru, che gli assicur\u00f2 il sostegno del suo governo, il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio furono ospitati dapprima a Mussorie, una localit\u00e0 montana nello stato dell\u2019Uttar Pradesh. Nel maggio 1960, il governo tibetano in esilio, con il nome di\u00a0\u201cAmministrazione Centrale Tibetana\u201d, fiss\u00f2 la sua sede a Dharamsala, nell\u2019Himachal Pradesh.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Il popolo tibetano, all\u2019interno e al di fuori del Tibet, considera l\u2019Amministrazione Centrale Tibetana (CTA) il suo unico e legittimo governo., riconosciuto in quanto tale anche da parte dei parlamenti e dell\u2019opinione pubblica di tutto il mondo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Amministrazione Centrale Tibetana si adoper\u00f2 immediatamente non solo per garantire ai profughi alloggio, istruzione e autosostentamento ma anche per porre le basi di un sistema democratico in grado di funzionare in un futuro Tibet libero.\u2028Il 2 settembre 1960 venne istituito un Parlamento, denominato\u00a0Commissione dei Deputati del Popolo Tibetano, che gradualmente si trasform\u00f2 in un autentico potere legislativo: l\u2019Assemblea dei Deputati del Popolo Tibetano.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1990, il Dalai Lama, proseguendo nel processo di democratizzazione delle istituzioni tibetane in esilio, port\u00f2 a 46 il numero dei deputati componenti l\u2019Assemblea alla quale fu dato potere di eleggere il\u00a0\u201cKashag\u201d, il Consiglio dei Ministri. All\u2019Assemblea legislativa fu affiancata la Commissione di Giustizia. \u2028La nuova Assemblea eman\u00f2 una Costituzione denominata\u00a0\u201cCarta dei Tibetani in Esilio\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 2001, con un emendamento alla Costituzione, l\u2019Assemblea dei Deputati del Popolo Tibetano vot\u00f2 a favore\u00a0dell\u2019elezione diretta del Primo Ministro (il \u201cKalon Tripa\u201d, la pi\u00f9 alta autorit\u00e0 dell\u2019esecutivo) da parte dei tibetani in esilio. A sua volta il Primo Ministro designa i candidati responsabili dei vari ministeri la cui nomina deve essere approvata dal Parlamento.\u2028 Il primo \u201cKalon Tripa\u201deletto direttamente dal popolo \u00e8 l\u2019attuale Primo Ministro, il professor Samdhong Rinpoche. Il cui mandato scade nel marzo 2011.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Amministrazione Centrale Tibetana svolge oggi tutte le funzioni di un autentico governo democratico. Ciononostante, non \u00e8 destinata a governare in un futuro Tibet libero. Nelle sue \u201cLinee Guida per la Futura Politica del Tibet e Principali Aspetti della sua Costituzione\u201d, il Dalai Lama ha stabilito che l\u2019attuale governo in esilio si scioglier\u00e0 nel momento in cui il Tibet avr\u00e0 ottenuto la propria libert\u00e0. Saranno i tibetani residenti all\u2019interno del paese, in un primo momento guidato da un governo ad interim, a scegliere i propri rappresentanti. Il Dalai Lama ha inoltre pi\u00f9 volte espresso la propria intenzione di non voler ricoprire alcuna carica all\u2019interno di un Tibet libero, ma di voler essere soltanto un semplice monaco (1).<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel mese di marzo 2011 &#8211; 52\u00b0 anniversario dell&#8217;Occupazione di Lhasa &#8211; il Dalai Lama ha annunciato di voler trasferire il Suo potere Temporale a un esponente democraticamente eletto, mantendo quello spirituale. La Sua decisione, sebbene ampiamente motivata, non \u00e8 stata, inizialmente, accolta per il parere contrario espresso da molti parlamentari.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La decisione, per\u00f2,\u00a0 \u00e8 il compimento di un percorso iniziato decenni fa.  &#8220;Fin dagli anni Sessanta ho sottolineato che i tibetani hanno bisogno  di un leader, eletto liberamente dal popolo, a cui io possa affidare il  potere&#8221;, ha detto Tenzin Gyatso nel suo annuale discorso per ricordare  la sollevazione tibetana del 1959 contro il regime cinese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Un processo lungo e difficile, per citare il premier tibetano, che si \u00e8 concluso nel marzo 2008, quando fra i tre candidati (Lobsang Sangey, Tenzin Namgyal Tethong e Tashi Wangdi) Lobsang Sangay ha vinto le elezioni, succedendo al settantunenne Primo Ministro Samdhong Rinpoche. Lobsang Sangay, laureato ad Harward, in qualit\u00e0 di Primo Ministro e capo del Governo Tibetano in Esilio, ha assunto il Potere Temporale, per la prima volta nella storia del Tibet, il potere Temporale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il Dalai Lama continuer\u00e0 a essere la guida spirituale dei tibetani. Ma la sua futura reincarnazione \u00e8 gi\u00e0 al centro dell&#8217;attenzione di Pechino che negli ultimi mesi ha varato nuove norme secondo cui il bambino in cui trasmigrer\u00e0 l&#8217;anima dell&#8217;Oceano di  Saggezza dovr\u00e0 essere per legge riconosciuto all&#8217;interno del territorio  cinese attraverso organi controllati dal Partito comunista. Potrebbe  cos\u00ec aprirsi una nuova controversia tra Dharamsala e Pechino, come gi\u00e0  successo nel 1995 per il riconoscimento del Panchen Lama,  seconda autorit\u00e0 tibetana (2). <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><span style=\"color: #cc0000;\">La Costituzione<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">La Carta dei Tibetani in Esilio \u00e8 la legge suprema che governa le funzioni dell\u2019Amministrazione Centrale Tibetana. E\u2019 stata elaborata dal Comitato di Redazione della Costituzione e sottoposta all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea dei Deputati del Popolo Tibetano che l\u2019ha adottata il 14 giugno 1991. La Carta fa propri i principi della\u00a0Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo\u00a0e garantisce a tutti i tibetani l\u2019uguaglianza di fronte alla giustizia nonch\u00e9 il godimento di tutti i diritti e le libert\u00e0, senza discriminazione di sesso, religione, razza, lingua o appartenenza sociale. La Carta garantisce inoltre la separazione dei tre organi di governo, l\u2019esecutivo, il legislativo e i giudiziario.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Prima che la Carta Costituzionale entrasse in vigore, l\u2019Amministrazione Centrale Tibetana aveva governato sulla base delle direttive del Progetto di Costituzione Democratica per il Futuro Tibet, promulgata da Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama il 10 marzo 1963. Il Dalai Lama ha nuovamente delineato la sua visione politica della futura democrazia tibetana in un\u00a0documento del 24 febbraio 1992 nel quale, tra l\u2019altro, rende noto di non voler svolgere alcun incarico politico all\u2019interno di un futuro governo tibetano (1).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><span style=\"color: #cc0000;\">Il Potere Giudiziario<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">La  Suprema Commissione Tibetana di Giustizia \u00e8 il maggiore organo  giudiziario dell\u2019Amministrazione Centrale Tibetana. Secondo quanto  stabilito dalla Carta Costituzionale, la Commissione \u00e8 competente a  giudicare in merito a tutte le dispute civili all\u2019interno delle comunit\u00e0  tibetane ad eccezione dei casi in cui un suo intervento sarebbe  contrario alle leggi del pese ospitante. (ad esempio i casi di criminalit\u00e0).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">La Suprema Commissione di Giustizia \u00e8 presieduta dal Commissario Supremo di Giustizia affiancato da due Commissari<em> a latere<\/em>.  L\u2019intero direttivo \u00e8 nominato dal Dalai Lama ma necessita  dell\u2019approvazione dell\u2019Assemblea che pu\u00f2 altres\u00ec chiedere che vengano  sospesi dal loro incarico prima della scadenza del loro mandato (il  compimento del 65\u00b0 anno di et\u00e0) nel caso in cui i due terzi dei  componenti l\u2019Assemblea ritengano che siano venuti a mancare i necessari  requisiti di affidabilit\u00e0 professionale. I tre Commissari hanno uguali  poteri e responsabilit\u00e0: il Commissario Supremo figura come capo della  Commissione.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019amministrazione  della giustizia prevede tre ordini di apparati. Al vertice vi \u00e8 la  Suprema Commissione di Giustizia. Seguono le Commissioni  di Circoscrizione (in numero di cinque, a copertura delle sei diverse  zone territoriali in cui le comunit\u00e0 tibetane in esilio sono suddivise) e  le Commissioni Locali (sessantadue, distribuite nei pi\u00f9 importanti  insediamenti tibetani) (1).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #cc0000;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #cc0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Il Potere Legislativo<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Assemblea  dei Deputati del Popolo Tibetano \u00e8 il massimo organismo legislativo  della comunit\u00e0 dei rifugiati. E\u2019 stata istituita nel 1960.  Democraticamente eletta, l\u2019Assemblea \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti  innovazioni introdotte dal Dalai Lama. E\u2019 composta dia 46 membri  in rappresentanza delle tre province tradizionali tibetane (U-Tsang,  Kham e Amdo), ognuna delle quali elegge dieci propri rappresentanti, e  delle quattro scuole del Buddismo tibetano (compresa l\u2019antica tradizione  Bon), che designano ognuna due rappresentanti. Tre deputati sono eletti  dai tibetani residenti in occidente (due per l\u2019Europa e uno per  l\u2019America del Nord). Inoltre il Dalai Lama nomina  direttamente tre membri scelti tra eminenti personalit\u00e0 del nel campo  dell\u2019arte, delle scienze, della letteratura e del servizio per la  comunit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Assemblea  dei Deputati del Popolo Tibetano \u00e8 capeggiata da un presidente e da un  vicepresidente che i deputati eleggono tra loro stessi. Tutti i tibetani  che abbiano compiuto i venticinque anni hanno il diritto di contestare  le elezioni dell\u2019Assemblea. Le elezioni hanno luogo ogni cinque anni e  hanno diritto di voto tutti i tibetani che abbiano compiuto i diciotto  anni. L\u2019Assemblea  si riunisce due volte l\u2019anno, con un intervallo di sei mesi tra ogni  sessione. Tuttavia il Dalai Lama, in caso di situazioni di urgenza  nazionale, pu\u00f2 convocare delle riunioni straordinarie. Quando  l\u2019Assemblea non \u00e8 in sessione, \u00e8 in carica un comitato permanente di  dodici membri: due membri in rappresentanza di ogni provincia, un membro  di ogni scuola religiosa e un membro scelto direttamente da Sua  Santit\u00e0 (1).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><span style=\"color: #cc0000;\">Il Potere Esecutivo<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Il <strong> Kashag<\/strong> (Gabinetto) \u00e8 il pi\u00f9 importante organo esecutivo  dell\u2019Amministrazione Centrale Tibetana e i Ministri ne sono i membri. La  Carta dei Tibetani in Esilio stabilisce che il Kashag debba avere un  massimo di otto componenti, compreso il Kalon Tripa che \u00e8 il capo  dell\u2019Esecutivo della CTA.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Nell\u2019aprile  2001, il Parlamento Tibetano, su proposta del Dalai Lama, approv\u00f2 un  emendamento della Carta Costituzionale per consentire l\u2019elezione diretta  del Kalon Tripa da parte del popolo tibetano. L\u2019emendamento prevede una  prima tornata elettorale per la designazione di sei candidati e una  seconda per la scelta di uno di loro alla presidenza. A sua volta, il  Kalon Tripa eletto sottomette al Parlamento la lista dei candidati alla  carica di Ministro. I candidati la cui nomina \u00e8 approvata dalla  maggioranza del Parlamento sono eletti \u201cKalon\u201d (Ministri) e affiancano  il Kalon Tripa nella gestione del Kashag.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Il  Kashag si avvale dei servizi di un Segretariato e di un Consiglio. Il  primo ha funzioni di segreteria e logistica; il secondo \u00e8 un organo  consultivo in materia di sviluppo socio-economico (1).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dal Kashag dipendono i seguenti Dipartimenti o Ministeri:<\/span><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dipartimento della Religione e Cultura<\/span><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dipartimento dell\u2019Interno<\/span><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dipartimento delle Finanze<\/span><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dipartimento dell\u2019Educazione<\/span><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dipartimento della Sicurezza<\/span><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Dipartimento delle Informazioni e delle Relazioni Internazionali<\/span><\/span><\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\">1. http:\/\/www.italiatibet.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=72&amp;Itemid=86<\/p>\n<p>2. http:\/\/cindia.blogosfere.it\/2011\/03\/se-il-dalai-lama-lascia-politica.html<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Amministrazione Centrale Tibetana Tra il 1949 e il 1950, i cinesi occuparono le regioni orientali del Tibet travolgendo la debole resistenza dell\u2019esercito tibetano, poco numeroso e male armato. 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