{"id":10439,"date":"2015-07-13T12:30:55","date_gmt":"2015-07-13T10:30:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arefinternational.org\/?page_id=10439"},"modified":"2015-07-13T12:30:55","modified_gmt":"2015-07-13T10:30:55","slug":"201108-aref-international-in-india","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arefinternational.org\/en\/what-we-do-2\/inj-institutional-journeys\/201108-aref-international-in-india\/","title":{"rendered":"2011\/08 \u2013 Aref International in India"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Dal 29 luglio al 5 settembre 2011<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">AREF INTERNATIONAL realizza la propria attivit\u00e0 di:<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: xx-large;\"><strong><span style=\"color: #cc0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Cooperazione internazionale<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #cc0000;\"><span style=\"font-size: xx-large;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong> <span style=\"color: #cc0000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>a sostegno dei Rifugiati politici provenienti dal Tibet<\/em><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">di Marilia Bellaterra<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Come ogni anno l\u2019Associazione compie il periodico viaggio di verifica delle proprie attivit\u00e0, realizzate <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=68\">a favore dei rifugiati politici Tibetani che vivono in India<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E come ogni anno l\u2019intervento sar\u00e0 svolto in\u00a0 diverse tappe.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La  prima tappa \u00e8 in India del Sud, a Mundgod, nello stato del Karnataka,  dove l\u2019Associazione opera avendo come propri referenti locali il <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=53\">Tibetan Settlement<\/a> per i <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=53\">civili<\/a> e il <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=50\">Gajang Gyalrong Khamtsen<\/a> per i <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=50\">monaci<\/a>.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Quest&#8217;anno,    al consueto obiettivo di verifica, si \u00e8 aggiunta la gestione e     l\u2019avanzamento dei due Progetti, gi\u00e0 avviati nello scorso anno nel     Doeguling Tibetan Settlement di Mundgod:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La realizzazione e stampa del Numero 3 della Rivista \u201c<a href=\"..\/cosa-facciamo\/itl-iniziative-territoriali-locali\/the-quest-notizie-dallesilio-2\/\">THE QUEST<\/a>\u201d     predisposta da giovani monaci della Jangtse Thoesam Norling School     dell\u2019Universit\u00e0 Monastica di Gaden. Questo secondo numero della  Rivista \u00e8    stato stampato in una Tipografia locale (Hubli). Inoltre,  al fine di    rendere gli ideatori autonomi nelle operazioni necessarie  ai numeri    successivi \u00e8 stato donato alla Scuola Monastica un  computer, con    software dedicato e collegamento web.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La riedizione del progetto \u201c<a href=\"..\/cosa-facciamo\/itl-iniziative-territoriali-locali\/memorie-speciali\/\">SPECIAL MEMORIES\u201d<\/a>,     gi\u00e0 realizzato presso la Old People\u2019s Home, sia\u00a0 del Doeguling   Tibetan  Settlement, in due nuove realt\u00e0 istituzionali: il Tibetan   settlement di  Bylakuppe (India del Nord) e il Tibetan Settlement di   Nussorie (India  del Nord).<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">la   verifica dell&#8217;andamento dei  lavori per la realizzazione del progetto   &#8220;Le stanze della Memoria&#8221;,  finanziato dall&#8217;Associazione, per   l&#8217;attrezzatura dei locali finalizzata  alla terapia occupazionale degli   ospiti della Olde People&#8217;s Home<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La seconda tappa \u00e8 in India del Nord, a\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=49\">Dharamsala<\/a> dove l\u2019Associazione lavora avendo come propri referenti locali: l\u2019Ufficio del Dalai Lama e il <a href=\"http:\/\/www.aref-onlus.org\/Pagine.asp?cmd=View&amp;id=54\">NyingtobLing Institute<\/a>.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Quest&#8217;anno  si aggiunge alle attivit\u00e0 consuete, la  valutazione delle fasi iniziali  del progetto &#8220;Thap Sh\u00e9 Sarrp\u00e0 (Nuovo   metodo) &#8211; Insegnanti per la  Cultura Tibetana del terzo millennio&#8221;, sia con la   visita a Dharamsala  ai referenti del Governo Tibetano in Esilio che quella  ai Referenti  della Scuola di Manali per i contatti operativi  necessari   all&#8217;attivazione del progetto.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #cc0000;\"><strong>29 luglio &#8211; venerdi&#8217;<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In volo per Amman, dopo una partenza diciamo articolata \u2026 L\u2019universo degli umani non finisce mai di regalarmi sorprese, spesso sgradite. E il fatto che le sorprese provengano da persone, in teoria, amiche, contribuisce alla spiacevolezza del gesto. Arriver\u00f2 ad Amman alle nel pomeriggio, per ripartire in serata per Bombay, con arrivo prima dell\u2019alba e partenza per Hubli addirittura in serata. Quindi la pausa in Hotel sar\u00e0 necessaria, anche se ne farei volentieri a meno. E confido in una location confortevole, visto che l\u2019ultimo dei miei desideri \u00e8 quello di visitare ancora questa citt\u00e0, che non mi \u00e8 mai piaciuta.<\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Mi accompagna, gi\u00e0 da adesso, una preoccupazione leggera e mi domando se sar\u00f2 in grado di completare tutte le cose a Mundgod prima della partenza per Delhi. Lo scorso anno, essendo in due persone,\u00a0 abbiamo fatto la met\u00e0 delle cose che mi aspettano quest&#8217;anno, nel doppio del tempo. E quindi la preoccupazione mi pare dovuta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Innanzi tutto dovr\u00f2 &#8220;combattere&#8221; con i giovani monaci della Norling School per fare in modo di completare il terzo numero del Magazine \u201cThe Quest\u201d. Sempre nell\u2019auspicio che il nostro software vada d\u2019accordo con i font e con l\u2019impaginato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Poi trascorrer\u00f2 una giornata a Hubli per consegnare il file alla Tipografia e ritirare le copie della Rivista. Con l\u2019occasione mi auguro di riuscire a fare tutti gli acquisti programmati, sia per attrezzare la stanza per la Riabilitazione cognitiva alla Old People\u2019s Home, sia per contribuire al progetto del monaco Yeshi Gyaltsen che si occupa di realizzare un\u00a0 interessante \u201cdoposcuola\u201d: niente compiti ma storia del Tibet e la cura per la coscienza politica e sociale degli alunni delle tre classi che da lui sono state attivate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Nelle giornate restanti, fino al 5, il materiale andr\u00e0 consegnato e dovr\u00f2 visitare e salutare tutti i bambini e i nonni, a nome degli sponsor che li stanno aiutando.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Dubito che mi sar\u00e0 possibile realizzare a Bylakuppe lo stesso progetto dello scorso anno, di collegamento tra gli ospiti della Old People\u2019s Home, nati in Tibet e i bambini, nati in esilio. Mi sarebbe piaciuto molto e mi pesa anche un po\u2019 disattendere la richiesta pervenuta. Ma, a meno di non tornare a Mundgod dopo Dharamsala, non averei proprio il tempo materiale, neanche se andasse tutto perfettamente liscio, come non \u00e8 possibile che vada \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Sto pensando che questa \u00e8 la prima volta che non festeggio il mio compleanno a Mundgod e anche se sar\u00e0, comunque un bel compleanno con altri amici, mi mancher\u00e0 l\u2019allegria operativa dei monaci al Gayang Gyalrong Kamtsen, la vocina del piccolo Tenzin Gyatso che intona l\u2019inno tibetano al posto di Happy Birthday, le tremende torte al burro di imprecisati colori, il palloncini con la carta brillante dentro fatti scopiare con lo spillone. E la festa nel giardino del Monastero con tutti i bambini, le loro famiglie, gli amici adulti, privati e istituzionali, insieme agi attivisti tibetani e agli hunger strikers.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La partenza per Delhi, comunque, \u00e8 il 6 mattina! E partecipare alla cerimonia di insediamento del nuovo Primo Ministro Lobsang Sangay, mi sembra doveroso, oltre che un piacere. Non so cosa aspettarmi esattamente da questa cerimonia. Che sar\u00e0 decisamente particolare, vista l\u2019assunzione di quel potere temporale sinora detenuto dal Dalai Lama. Lobsang \u00e8 il nuovo Kalon Tripa (eletto allo scadere del secondo mandato del Prof. Sandong Rinpoche che ha ricoperto la carica per gli ultimi 10 anni), cio\u00e8 il c<em>hief executive<\/em> della <em>Central Tibetan Administration.<\/em> L\u2019inaugurazione avverr\u00e0 l\u20198 agosto (alle ore 9.00, 9 minuti e 9 secondi) data della nascita di Guru Rimpoch\u00e8 (Padmasamhava). Ci sar\u00e0 un evento pubblico al Tsuglakhang, il Tempio\u00a0del Dalai Lama a Mc Leod Ganj. A marzo scorso i Tibetani in esilio in 30 Paesi hanno eletto Lobsang Sangay, dopo la decisione del Dalai Lama di lasciare il potere temporale, mantenendo quello religioso. Lobsang Sangay \u00e8 un esperto di diritto internazionale e, al tempo della sua elezione, era <em>visiting research fellow<\/em> alla <em>East Asian Legal Studies Programme<\/em> alla Facolt\u00e0 di Legge di Harvard.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ovviamente l\u2019elezione di questo Primo Ministro segna una nuova fase nella storia della Comunit\u00e0 Tibetana in esilio e della sua lotta per la libert\u00e0. E\u2019 degno di nota che Lobsang Sangay sia stato definito un \u201cterrorista\u201d dal Governo di Pechino per la sua precedente attivit\u00e0 presso il Tibetan Youth Congress, notoriamente radicale \u2026 il suo programma include, come priorit\u00e0, il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019educazione, ampliare il network con la Comunit\u00e0 internazionale e Cinese sul problema del Tibet, salvaguardare l\u2019ambiente del Tibet, migliorare il benessere economico dei Tibetani che vivono nei Settlements e rafforzare i legami con il Governo Indiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">A Dharamsala, dopo la visita al Nyingtob Ling e al Tibetan Children Village, avr\u00f2 modo di rallentare i ritmi \u2026 E di trascorrere un po\u2019 di tempo con tutti quegli amici che mi aspettano e che anche io aspetto ogni anno di incontrare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Poi decider\u00f2 come proseguire. Anche in funzione del permesso per l\u2019Arunachal Pradesch che, sicuramente, sar\u00e0 problematico se non impossibile, visti i tempi, la situazione e anche il clima. Di sicuro passer\u00f2 qualche giorno tra Derhadun \u2013 per rivedere Tsering Paljor \u2013 e il Tibetan Settlement di Mussoorie, sempre per il progetto di collegamento tra persone anziane e bambini. Al contrario, per quanto ne so, l\u2019amministrazione locale ha il progetto di spostare la Scuola media e di allontanarla dalla Casa di Riposo, perch\u00e9 gli ospiti non vengano \u201cdisturbati\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E, di sicuro, passer\u00f2 almeno una giornata a Manali per visitare la Scuola dove, a breve, sar\u00e0 realizzato il progetto finanziato dalla Provincia di Roma. Una formazione specifica per un gruppo di studenti meritevoli, affinch\u00e9 apprendano a insegnare, ai loro futuri alunni, tutte le materie in lingua tibetana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Per il resto si vedr\u00e0 \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Intanto eccomi al Queen Alia Airport di Amman. Un posto bizzarro. Con due aree separate. Una wireless dove per\u00f2 non si pu\u00f2 tenere in carica il laptop e una serie di coffe shop, da Starbucks in avanti, dove ti fanno mettere in carica ci\u00f2 che vuoi, anche dietro al bancone, ma dove non ci si pu\u00f2 collegare \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Cosa che faccio rapidamente all&#8217;arrivo al Kohinor Hotel di Mumbai. Dopo un viaggio allucinante. Tra una\u00a0signora asmatica e un russatore da competizione &#8230; In un gelo polare, degno di miglior causa. Analogo a quello della stanza. Dove, forse, con un po&#8217; di impegno riuscir\u00f2 a spegnere tutto. E andare a dormire qualche ora, essendo ormai quasi le 7.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #cc0000;\"><strong>30 luglio &#8211; sabato &#8211; Mumbai-Hubli-Mundgod<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Posso dire che anche il volo da Amman Mumbai \u00e8 stato \u201carticolato\u201d. Con la cena identica al pranzo della tratta precedente solo servita da personale pi\u00f9 villano. Dopo aver optato per un rassicurante succo di frutta e dopo un po\u2019 di tv, confidavo in un giusto sonno. Niente di pi\u00f9 incauto, vista la collocazione: affianco alla madre iperansiosa di un adolescente asmatico. E al di l\u00e0 del corridoio un russatore da competizione \u2026 Il che mi ha fatto considerare una specie di paradiso la stanza ovattata del Kohinor Hotel, raggiunta alle 5 del mattino. E che, salvo il clima polare, mi \u00e8 sembrata\u00a0 il primo regalo di una Mumbai piovosa e caotica fina dalle prime luci dell\u2019alba.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Alla <em>reception<\/em> lo stesso omino di tutti gli anni, fermo in un tempo astratto, una specie di Highlander locale, piccolo, gentile\u00a0 e puntiglioso, quasi elemento immutabile di un arredo bizzarro. Fuori da questa ennesima cattedrale, in muratura antimuffa perfetta, il solito groviglio di cavalcavia in costruzione perenne, di teli di plastica tendenti al blu, unica casa possibile e conosciuta per oceani di esseri umani e di gesti che solo qui sembrano aver un senso. Come lavare i panni, accovacciati in strada, sotto una pioggia battente, con la testa protetta da un improbabile ombrello tenuto da un bambino tanto piccolo da scomparirci sotto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">L\u2019aeroporto per i voli domestici, raggiunto con una puntualit\u00e0 anomala, nonostante i lavori stradali,, il diluvio e il traffico, mi sembra piacevolmente anomalo. Uno dei pochissimi luoghi dove l\u2019aria condizionata \u00e8 semplicemente tale, invece di essere una diabolica prassi in competizione perenne con qualche calotta artica. E anche il volo procede liscio per consegnarmi a una Hubli un po\u2019 freddina ma almeno senza acquazzone.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ad accogliermi la solita piccola delegazione proveniente dal Monastero. Jigme Gyaltsen, identico a uno, due, tre, dieci anni fa, Yeshe Gyatso loquace e perennemente sorridente e il piccoloTenzin Gyatso, l\u2019ultimo (e per ora unico) bambino entrato nel Monastero. Il pulmino che ci trasporta ha un autista fenomenale: il mitico \u201cGeko Man\u201d di imperitura memoria! S\u00ec, proprio lui, quello che mentre capitombolava a terra dal tetto della sua vettura, continuava a sorridere ineffabile, civolando con le mani sul vetro del finestrino. E che continuava a sorridere mentre io, scesa tempestivamente dalla macchina per aiutarlo, avevo semiucciso aprendogli lo sport allo proprio sulla testa!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E, dopo un\u2019ora, eccomi di nuovo al Monastero. Anche lui sempre lo stesso, con nessuno dei lavori in progetto ancora iniziati\u00a0 ma con un tono di maggiore (sebbene un po&#8217; apparente) pulizia e cura. Addirittura sul mio letto campeggiano dei lenzuoli appena comprati, una fantastica coperta tibetana a fiori rossi e un cuscino asfissiato dentro una federa di due taglie pi\u00f9 piccola ma ancora con il cartellino addosso!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Mentre i monaci presenti al momento mi vengono a salutare, con in testa Ken Tsering in splendida forma e Lobsang Samphel in t-shirt adolescenziale e mentre Jigme Gyaltsen prepara, con la solita rapidit\u00e0 e competenza, una semplice cena, arriva la sorpresa pi\u00f9 bella: Yeshi Lungtok, direttamente da Delhi che mi fa le feste con il suo cuore a forma di tornado, con una lunghissima <em>katha <\/em>per me e che mi parla, come al solito in un dialetto cinese. E io, come al solito capisco ogni parola !!! E\u2019 ai sette cieli perch\u00e9 ha ottenuto una specie di passaporto, insomma un documento che gli permetter\u00e0 di entrare in Tibet, attraverso il Nepal e poi tornare indietro. Allo scopo di rivedere, dopo secoli di separazione, la madre. Alla mia domanda su quanti anni abbia, dice \u201ckarpo\u201d e per farmi capire meglio indica con una mano la sua testa e con l\u2019altra la <em>katha <\/em>che ho al collo. Che importa quanti anni pu\u00f2 avere una madre \u201ccon i capelli bianchi\u201d? E alla mia domanda sul padre, sorride e mette le mani giunte a fianco della guancia destra, chiudendo gli occhi ma senza perdere il sorriso. Dunque il padre \u00e8 morto e la madre si merita il regalo di vedere di nuovo il figlio, dopo anni infiniti e prima che lui debba rappresentarla con un analogo gesto di riposo sereno \u2026 Poi mi racconta degli esami che ha fatto, mi spiega che il nome sul passaporto \u00e8 quello di quando era bambino e che poi ha cambiato nell\u2019attuale quando \u00e8 arrivato in Monastero e di come far\u00e0 per tornare a casa, indicando i giorni sul mio cellulare: in treno fino a Delhi, in treno fino a Katmandu in Nepal e poi in aereo fino alle vicinanze di casa. Poi riconosce la mala che ho al polso e che lui 10 anni fa mi ha regalato. Mi ringrazia di portarla ancora \u2026 E mi chiede di Francesco mio figlio, di Roma, di come \u00e8 il tempo, di come va il mio lavoro. Per concludere, facendomelo capire perfettamente, al di la&#8217; delle parole: \u201cio sono felice e tu? Io prego sempre che tu lo sia\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ecco, adesso posso dormire sentendomi a casa. E\u2019 il momento buono per farlo, mentre si spengono tutte le luci e generatore interrome, in silenzio, il suo lavoro.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>31 luglio &#8211; domenica &#8211; <\/strong><strong>Mundgod<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Vorrei che potesse esser una tranquilla domenica indiana. Di quelle pigre in cui non si fa altro che sentire il caldo e la pioggia sottile sopra la pelle. Non lo \u00e8 \u2026 I primi problemi nascono dalla connessione. Che non ho. Nonostante abbia acquistato una fantastica penna di ultima generazione, nuova di zecca. E nonostante gli sforzi di Karma (del Karma internet point) che ce la mette tutta per ottenere qualche risultato. Inoltre la luce elettrica \u00e8 del tutto svanita. Pare stiamo facendo dei lavori (?). Dove e per quanto tempo rester\u00e0 a lungo un mistero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8590.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3950\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8590\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8590-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Approfitto dell\u2019inatteso tempo vuoto per salutare il mio amico Pema Wangdue. Per lui il tempo deve essersi fermato. Ha sempre lo stesso fantastico sorriso smagliante, a dispetto degli ultimi denti che gli sono rimasti: tre! E anche le poche cose che vende sembrano esere sempre le stesse. Come novit\u00e0 ci sono solo due \u201cvicini di bottega\u201d che dividono con lui il pezzetto di marciapiede e gli tengono compagnia. Si fermano molte persone di fronte a lui, gli fanno tirar fuori calze, portafogli, cappellini dalle scatole legate con lo spago e gli chiedono i prezzi di tutto. Ma non comprano nulla \u2026 Lui non si perde d\u2019animo, sorride sempre e ricomincia sempre da capo. Per non interferire nelle trattative faccio amicizia con il pi\u00f9 giovane dei suoi vicini. E\u2019 un ragazzino, meno ottimista di Pema. E mi da piena conferma di quanto sia duro stare tutto il giorno seduto per terra, all\u2019aperto, nell\u2019attesa di tornare a casa con qualche piccolo oggetto in meno \u2026 Facciamo le solite foto di rito, Pema si mette in posa, fiero del suo lavoro e si fa bello prendendo in mano una <em>mala<\/em> che un po\u2019 sgrana e un po\u2019 si poggia sul cuore. Ovviamente mi invita a casa sua per l\u2019indomani, anche per fare altre foto migliori, mi da notizie della moglie e mi dice che per loro va tutto bene (!). Prometto di andarlo a trovare ma sapendo gi\u00e0 che forse mi sar\u00e0 impossibile e mi sento come se stessi per tradire un bambino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Poi \u00e8 il momento di dedicarsi al Magazine \u201cThe Quest\u201d. Come prevedibile Ngodup Tsering non \u00e8 riuscito a mandarmi nulla di quanto richiesto e necessario. Tranne un file .pdf del tutto inutile e una serie di foto inutili altrettanto per l\u2019esiguit\u00e0 della loro dimensione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al Monastero mi aspettano due dei 12 monaci che hanno dto vita a \u201cThe Quest\u201d. Mi informano che Mr. Ngodup Tsering \u00e8 \u201cin treno\u201d. Per dove\/da dove\/fino a quando resta un mistero. Visto che ciascuna richiesta riceve risposte sempre un po\u2019 evasive e differenti. Facendo una sintesi fra tutte, deduco che non sar\u00e0 di ritorno prima del 3. E quindi non mi resta che assoldare i due baldi monachelli e decidere, come al solito, di fare tutto in regime autarchico totale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Nel frattempo giungono le prime piccole delegazioni alla spicciolata. Tutte con valanghe di mele (che non posso mai mangiare) e succhi di frutta. Il primo \u00e8 il monaco Gyaltsen, cui ho promesso aiuto per il suo progetto di un \u201cdoposcuola politico&#8221; per i bambini. E gli immancabili Gedun Gyatso e Palsang Gyatso, pieni di inviti (che devo declinare) e pieni di speranze che la loro sponsorizzazione non sia sospesa davvero. Come, purtroppo \u00e8. Visto che sono decisamente adulti e che pare nessuno voglia continuare ad aiutare altro che bambini. Possibilmente piccoli \u2026<\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>01 Agosto &#8211; luned\u00ec &#8211; Mundgod<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Questa giornata mi sembrava non dovesse mai finire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8450.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3951\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8450\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8450-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ho iniziato a lavorare alla Norling School ieri sera alla 18, insieme ai due monaci, Lobsang Samphel che ha deciso di darci una mano e un plotone accanito di di zanzare. E, per incredibile che possa sembrare, ne sono uscita stamattina alla 5. E ne ho le prove \u2026 Anzi ne siamo usciti. Visto che alla fine siamo rimasti soltanto in due, io\u00a0 e il monaco Kelsang. Decisamente i pi\u00f9 determinati e operativi. Salvo qualche caduta di stile \u2026 Una vale tutte le altre. Al termine della prima revisione prego uno dei monaci di stampare una copia per sicurezza e di salvare tutto il lavoro. Resiste. Insisto. Resiste ancora (la stampa fa consumare toner). Insisto di nuovo. Alla fine la spunto io e ho le mie belle 50 paginette calde di stampa. L\u2019ultima delle quali esce con un cigolio sinistro proprio mentre il monaco, invece di salvare il file lo cancella e, in un secondo netto, vuota anche il cestino! Lui stesso rimane attonito. E nessuno sapr\u00e0 mai il senso della sua azione. Non ci resta da fare altro che partire dal file originale e rifare tutte le correzioni, da capo, aderenti alla copia in stampa. Quattro ore di lavoro buttate &#8230; Arrabbiarsi sarebbe poco. Ma risulta impossibile di fronte allo stupore di Kelsang, alla sua valutazione dell\u2019irrilevanza e della rimediabilit\u00e0 dell\u2019evento\u00a0 e alla risata che accompagna le sue parole \u201cohhh, non so some ho potuto fare, \u00e8 successo!\u00a0 Non importa, ricominciamo?\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Facendo un bilancio complessivo potrei dire, comunque, che abbiamo concluso abbastanza. Cio\u00e8 re-impaginato tutto il numero, corretto i moltissimi errori, cercato altre foto di dimensione adeguata, dato al tutto una parvenza di ordine e di impostazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Alle 9,30 \u2013 rianimata da un sole amichevole e mite \u2013 ero gi\u00e0 pronta a ricevere di nuovo il Ven. Gyaltsen per definire le parti operative del nostro aiuto al suo progetto. La sua idea \u00e8 quella di attivare una sorta di doposcuola, dedicato a far approfondire agli studenti aspetti delle cultura tibetana e aiutarli a comprendere il senso dell\u2019attuale situazione politica e delle azioni conseguenti da poter intraprendere nel futuro. Il progetto inizier\u00e0 in tre Campi di Mundgod e Aref International contribuir\u00e0 alla realizzazione della classe nel Campo n. 9, acquistando il materiale e gli arredi necessari. Il che avver\u00e0 gi\u00e0 domani nella caotica Hubli, a un\u2019ora di macchina da Mundgod.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Subito dopo aver parlato anche con il referente del Doeguling Tibetan Settlement in merito al progetto per gli ospiti della Old People\u2019s Home, mi \u00e8 stato possibile completare il breve articolo da inserire nella Rivista. E incontrare di nuovo Mrs. Chonyi Dolma dello staff per definire le modalit\u00e0 operative del nostro sostegno. Che sembra aver mutato un po\u2019 lo scopo. Di riabilitazione cognitiva, per ora, non se ne parla. Pare che gli ospiti non ne abbiano bisogno (?) o non siano pronti. Il che sembra una traduzione piuttosto elegante della &#8230; realt\u00e0 dei fatti. Dalla trattativa susseguente deriva un accordo a met\u00e0 strada. Niente tappetini individuali perch\u00e9 tutti gli anziani possano pregare (come chiesto da loro). E niente esercizi e strumenti di potenziamento cognitivo (come auspicato da parte mia). Ci incontriamo sulle strategie e strumenti per conservare al massimo possibile l\u2019autonomia e le competenze di base per la vita di relazione. Tradotto, domani, sempre nella caotica Hubli, cominceremo con l\u2019acquistare deambulatori, bastoni, sedie che da noi si chiamano &#8220;comoda&#8221; e \u2026 anche qualche tappeto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Alle 17 sono di nuovo alla Norling e miracolo vuole che entro un&#8217;accettabile ora di cena tutto sia completato. Mi sfugge il come ci siamo riusciti e garantisco davvero poco sulla qualit\u00e0 dei risultati. Naturalmente appena si \u00e8 fatto buio, anche la corrente elettrica ha reputato il suo compito esaurito. Quindi, giusto per mantenere il rito dello scorso anno, abbiamo concluso con l\u2019accompagnamento musicale del generatore. Ma, stavolta, mancavano anche le due candele. Il che vuol dire che le ultime pagine sono state composte illuminando la tastiera con il cellulare \u2026!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al rientro al Monastero sono stata rapita dal <em>debate<\/em> nella piccola sala di preghiera. I giovani monaci c\u2019erano tutti, compreso il piccolo Tenzin Giatso, cui spetta l\u2019onore di servire il the al latte (buonissimo). Devo dire che l\u2019impegno che tutti i monaci mettono nel rispondere e nel fare domande, pur essendo molto elevato e carico di energie, non impedisce a nessuno di loro di scoppiare in fragorose risate e di divertirsi, sempre e comunque, qualunque circostanza ne dia l\u2019occasione.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">02 Agosto &#8211; Marted\u00ec &#8211; Mundgod-Hubli-Mundgod<br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Sveglia alle 7, si parte per Hubli \u2026 ma gli imprevisti non mancano mai.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il primo \u00e8 gradito e si presenta sotto forma di Pema Wandue che tutto arzillo, nonostante la veneranda et\u00e0, mi aspetta sul balcone, di fronte alla porta della mia stanza. Le chiacchiere sono inevitabili, come la <em>khata<\/em> e un suo particolare dono. Una bella sciarpa di lana molto pesante e <em>over size.<\/em> Mi vergogno un po\u2019 di aver pensato \u201ce adesso dove la metto???\u201d ancor prima di farmi commuovere dal suo regalo. Che per le sue sostanze \u00e8 impegnativo, specie in considerazione del fatto che l\u2019Ufficio centrale di Dharamsala, ancora non ha spedito i soldi che Aref International ha inviato da svariati mesi. Pema tiene in una mano il bicchiere vuoto del the che gli \u00e8 stato offerto e nell\u2019altra due sportine insieme a un ombrello, cos\u00ec quando gli offro dei succhi di frutta per la moglie, il resto del the finisce per terra. E lui, in mille scuse, si piega per ripulire, con le dita (!!!) il pavimento. Non posso farne a meno, ogni cosa che fa questo nonnino mi mette di buon umore e, insieme, mi trasmette una tenerezza infinita, mista a un po\u2019 di vergogna e un po&#8217; di dolore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il secondo imprevisto \u00e8 neutro. Mi aspettavo solamente Yeshe Gyaltsen, il monaco che mi ha presentato il progetto per la classe. E invece si sono con lui il Leader del Campo 9 e un suo segretario. Mi va anche bene ma, considerando che ci sar\u00e0 anche Chonyi Dolma con il suo piccolo di appena 5 mesi, come ci staranno 7 persone, autista compreso nell\u2019auto? Ci staranno stipate! I due monaci e l\u2019autista davanti, io Chonyi e il Segretario dietro e il leader nel retro sedile, insieme ai pacchi \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il terzo imprevisto\u00a0 \u00e8 decisamente sgradito. All\u2019appuntamento preso ieri, con gran dovizia di raccomandazioni e particolari, per le ore 8,30 tra me e il giovane monaco, Kelsang \u00e8 disatteso. Nemmeno Ngodup, l\u2019insegnate di Ingelese, fortunosamente raggiunto al cellulare da Jigme, sa dove sia. Quindi niente foto nuova\u00a0 da inserire nel Magazine e circa un\u2019ora persa. Glisso sui miei toni telefonici con Ngodup. Visto che \u00e8 arrivato tranquillamente a cose fatte e che ancora proponeva di spostare l\u2019andata a Hubli e incontrarci in fine mattina &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Cos\u00ec, alla fine, si parte. E quel che avviene a Hubli, sotto una pioggia torrenziale, \u00e8 un po\u2019 troppo \u201carticolato\u201d per poter essere descritto. Le cose che riusciamo a fare, comunque, sono tantissime. I negozi visitati almeno una decina. E la merce acquistata in quantit\u00e0 tale da riempire interni e portabagagli sul tetto della nostra macchina, pi\u00f9 un\u2019altra appositamente noleggiata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Gli arredi includono tavolini, sedie per gli scolari, due rotoli di linoleum per i pavimenti delle classi, un armadio di metallo, due sedie a rotelle per i nonni, sei deambulatori e cinque cassapanche di metallo. Gli oggetti sono molteplici: quaderni, libri, penne, un mappamondo, carte geografiche, cartelloni didattici, ecc. ecc.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Due le scene di maggior rilievo. L\u2019attesa esagerata in ciascun negozio (accompagnata da un <em>loop<\/em> estenuante di: \u201c<em>please, have a seat, please have a the, please wait for the owner<\/em>\u201d), non tanto per gli acquisti quanto per l\u2019emissione delle ricevute relativa, degli aspetti pi\u00f9 svariati e multicolori. E, soprattutto, il carico di tutti i bagagli \u2026 Specie se si aggiunge che uno degli autisti \u00e8 sempre l\u2019ineffabile \u201cGeko Man\u201d, quello che quasi moriva, essendo precipitato, durante un\u2019operazione analoga, gi\u00f9 dal tetto, senza smettere di sorridere mai!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Una nota a parte merita la Rivista. Il fantastico Abdul che lo scorso anno, sempre sorridendo, ci aveva stampato un centinaio di copie della \u201cnumero due\u201d, \u00e8 svanito. E la sua tipografia, pi\u00f9 simile a un rifugio antiatomico devastato che a un negozio, \u00e8 inesorabilmente chiusa. La nuova tipografia sembra \u201cvera\u201d. Con le macchine al loro posto e qualche computer. Ma nessun sorriso. Il proprietario \u00e8 odioso, il ragazzino che far\u00e0 il lavoro \u00e8 perso, con la mente chi sa dove e il Tipografo sembra una statua di sale, triste e ostile\u00a0 Alla consegna del file, mi trattengo. Ma alla visione della bozza di stampa non ci riesco proprio. La copia che dovrei verificare \u00e8, in pratica, un origami, cio\u00e8 una serie di fogli A4 ripiegati in otto, a formare i sedicesimi &#8230; Solo che essendo messi uno dentro l\u2019altro, per simulare il numero intero, non sono sfogliabili e visibili tanto meno. E il tipografo si urta pure perch\u00e9 apro tutto e controllo le foto una per una. Che siano sbagliate mi fa quasi felice, cos\u00ec posso fargli rifare tutto da capo. Oltre al colore della copertina che, da quello del modello scelto, \u00e8 diventato di una tonalita&#8217; intermedia tra un uovo e una banana \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Quando finalmente, in serata si parte, il peggio sembra passato. Ma dopo una mezz\u2019ora di viaggio l\u2019imprevisto ci presenta il conto. Sotto forma della prima macchina (quella pi\u00f9 carica di oggetti) inesorabilmente in <em>panne<\/em>, in mezzo alla strada. Riparte a spinta: di quattro dei nostri pi\u00f9 una piccola folla, crescente, di volontari, curiosi, passanti e bambini. Per fermarsi ancora, dopo qualche chilometro, quando incautamente la avevamo gi\u00e0 sorpassata. Mi sfuggono i dettagli della toponomastica locale e quindi non so motivare il perch\u00e9 della successione degli eventi a seguire. So solo che il nostro autista, per tornare indietro, trova comodo girare la macchina e basta. Incurante di trovarsi su una delle poche strade a scorrimento veloce della zona. E, soprattutto, incurante che la stessa sia a senso unico \u2026 A domanda, risponde laconico che non ci sono altre vie e che il tratto da precorrere \u00e8 breve. Dove &#8220;breve&#8221; vuol dire 10 chilometri, nel buio pi\u00f9 totale, solo interrotto dai fari delle altre auto \u201cregolari\u201d, dagli scarti dei camion, e dagli scossoni\u00a0 coerenti con un percorso inclinato, met\u00e0 in carreggiata e met\u00e0 in banchina. Mentre Chony, senza battere ciglio, continua ad allattare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ecco, all\u2019arrivo a Mundgod (alle 23 passate), vorrei baciare la terra. Ma mi astengo. Sia per ragioni igieniche che di visibilit\u00e0. La luce manca di nuovo e anche il generatore ha qualche difficolt\u00e0 nell\u2019accensione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Domani vorrei che, almeno, ci fosse il sole.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>03 Agosto &#8211; Mercoled\u00ec &#8211; Mundgod<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E invece le piggia, inesorabile, continua. Diciamo, almeno, che non mi faccio prendere dalla fretta &#8230; tanto che il piccolo Tenzin Gyatso, vedendomi scendere a quella che per lui \u00e8 ora di pranzo si fa una bella risata e mi dice &#8220;good morning!!!&#8221;, con tutta l&#8217;ironia di cui \u00e8 capace.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8702.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3952\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8702\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8702-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Faccio un tentativo di collegarmi con il mondo. L&#8217;internet point \u00e8 ostinatamente chiuso. Non mi resta altro che andare alla Central Administration del Gaden Jangtse per incontrare Pema Wangdue. Che non c&#8217;\u00e8 &#8230; Gli lascio un biglietto e opto per un mini divertimento personale: andare a trovare il piccolissimo monaco che lo scorso anno teneva la bandiera del Tibet per la copertina del DVD. L&#8217;indimenticabile &#8220;squared face&#8221;, cui voglio fare un regalo. Il moastero dove abita \u00e8 a due passi e lo trovo che saltella in giardino. Non \u00e8 cambiato di molto e, all&#8217;inizio, fa fatica a riconoscermi. Ma appena gli mostro la <em>cover <\/em>si ricorda tutto e rimane come stupito di essermi rimasto nella mentee che io lo sia andato a trovare. Poi, dopo le foto di rito, mostra la <em>cover<\/em> ai suoi piccoli amici e sembra fiero di portare quella bandiera, nelle sue piccole mani, in giro per il mondo &#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">All&#8217;improvviso Tsering Wangdue\u00a0 arriva a sorpresa alle mie spalle e ci facciamo un sacco di feste, ridendo sulla casualit\u00e0 degli eventi e sul loro intrecciarsi in modo sempre inatteso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Mentre esce dallo steso cancello il giovane monaco, Tenzin Delek, amico di Nyima, quello che aveva contratto una forma di paralisi da bambino e che, fino allo scorso anno era magrissimo, quasi trasparente. Adesso \u00e8 cos\u00ec in carne che quasi non lo riconoscevo. ma gli occhi sono tristi mentre mi dice, mentendo, che va tutto bene. Gli chiedo di passarmi a trovare se pensa di potermi dire qulcosa di pi\u00f9 e che io possa dargli un aiuto. So che non lo far\u00e0 e che per lui deve essere dura. Forse sta attraversando gli stessi tormenti di Nyima e vorrebbe andare via dal Monastero ma, come Nyima, non ne ha n\u00e8 le possibilit\u00e0 n\u00e8 il coraggio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ma il tempo a disposizione stringe e arriva, come da accordi Ngodup, l&#8217;insegnante di inglese, a bordo della sua moto. Abbiamo un&#8217;ora per parlare, per spiegarci e per &#8220;fare pace&#8221; &#8230; Alla presenza dell&#8217;ineffabile Lobsang Yeshi, sempre maestro di computrer (!!!) e sempre pi\u00f9 confuso &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Prendiamo un sacco di decisioni operative per il prossimo numero che, gia&#8217; so, verranni allegramente disattese. E prendiamo un appuntamento per dopodomani, per la consegna del Magazine. Su questo almeno ci conto &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il tempo vola e mi aspettano due impegni in sequenza: la consegna del\u00a0 materiale acquistato, prima alla Old Peoples&#8217; Home e poi alla Classe del Camp 9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8752.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3953\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8752\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8752-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Chony Dolma, che mi sarebbe dovuta passare a prendere mi da buca &#8230; e con la longa manus di Jigme Gyaltsen trovo una bellissima macchina che mi acconpagna dai nonetti, non prima dell&#8217;acquisto di 130 mele! Che, come mi aveva spiegato ieri Chonyi sono la cosa migliore e piu&#8217; preziosa da portare in dono. Una per ciascun anziano. Buone per la salute e qui carissime, altro che biscottini &#8230; La distribuzione e&#8217; rapida, il numero giusto per ciascun Leader dei 6 padiglioni. Sotto l&#8217;occhio vigile della sempre simpatica direttrice e di Chonyi, arrivata con calma e in maglietta, sopra la gonna tibetana. Seguono le foto di rito e appuro che anche il materiale acquistato e arrivato in sede durante la notte !!!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8979.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3957\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8979\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8979-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Magari in seguito aggiungero&#8217; altro perche&#8217; qui pare siamo in chiusura &#8230; Quindi solo due parole per la Scuola del Campo 9. C&#8217;e&#8217; un&#8217;intera delegazione che mi aspetta: insegnanti, genitori, un sacco di bambini, dai piccolissimi della Primary School ai piu&#8217; grandi. Tra questi Tenzin Tsering, con cui faccio subito amicizia, gia&#8217; al momento delle presentazioni quando mi dice: &#8220;ho 10 anni e sono un lottatore nato, continuero&#8217; a esserlo sempre per il Tibet!&#8221;. Seguono i discorsi, gli applausi, i ringraziamenti, le foto. Mentre sulla lavagna campeggia &#8220;Bod Gyallo&#8221; e tutti i bambini scandisco in coro &#8220;Free Tibet!!!&#8221;. Mentre il Ven. Gyaltsen, che all&#8217;inizio mi aveva lasciata un po&#8217; perplessa, mi piace sempre di piu&#8217;, anche per il suo discorso infuocato e battagliero. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8887.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3955\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8887\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8887-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8855.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3954\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8855\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8855-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8900.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3956\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8900\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8900-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"152\" height=\"152\" \/><\/a><span style=\"color: #ff0000;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>04 Agosto &#8211; giovedi&#8217;\u00a0 &#8211; Mundgod<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Ieri sera, all&#8217;arrivo in Monastero mi apsetta una gradita sorpresa: uno scatolone di dimensioni ragguardevoli, contenente le 500 copie della Rivista\u00a0 &#8220;The Quest&#8221;. A una prima occhiata sembra carina,\u00a0 quanto meno stampata meglio dello scorso anno. Diciamo che non ci voleva molto &#8230; almeno la stampa resta sulla pagina anche dopo averci passato sopra le dita! E poi, per la prima volta e&#8217; a colori! Oddio, la dire il vero le foto sembrano scattate tutte di notte &#8230; ma diciamo che ci si puo&#8217; accontentare. Magari tra qualche anno riusciremo amche\u00a0 a produrre una copia semi perfetta!<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8996.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3961\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_8996\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_8996-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Pensavo mi aspettasse una mattinata di\u00a0 semi relax &#8230; e non avevo affatto considerato l&#8217;arrivo inatteso di Tsering Wangude (Central Tibetan Administration)\u00a0 che\u00a0 viene a fare quattro chiacchiere e che mi trovo davanti mentre esco in accappatoio dalla doccia! Ma qui e&#8217; una cosa normale, lui si fa una bella risata e mi dice, serafico, che puo&#8217; tranquillamente aspettare &#8230; Veramente avevo un altro programma, pazienza, vuol dire che lo ritardero&#8217; un pochino. Tanto, in nessun luogo come questo, e&#8217; vero che il tempo e&#8217; solo una &#8220;categoria della mente&#8221;. E poi devo dire che Tsering Wangdue mi sta simpatico davvero. <\/span><\/span>Ogni volta parlare con lui mi mette di buon umore. Sembra avere le idee\u00a0 molto chiare e anche se non sono esattamente in linea con le mie non cerca mai ne&#8217; di nasconderle ne&#8217; di farmi cambiare opinione. E poi ha girato in lungo e in largo, anche in Europa e negli USA, accumlando una discreta esperienza sulla questione tibetana. Quando dopo un&#8217;oretta gli dico che mi aspettano altrove e che, quindi per oggi, il nostro tempo e&#8217; finito, si fa un&#8217;altra risata delle sue e mi saluta con l&#8217;affetto di sempre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il secondo step e da Yeshi Gyaltsen. il Geshe che mi ha invitato ieri a casa sua, per definire meglio i parametri del nostro nuovo progetto. Tra le parole e il\u00a0 succo di mango, due ore volano via.\u00a0 Ci\u00a0\u00a0 scambiamo idee, esperienze, indirizzi e le cose che abbiamo scritto. Se quello che dice corrisponde del tutto al suo pensiero, mi piace. Vediamo che sviluppi prendera&#8217; questa situazione &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Nel poco tempo che trascorro all&#8217;internet point di Karma, faccio un altro dgli incontri buffi che qui sono consueti. La Direttrice della Old People&#8217;s Home, Mrs Tamdin Dolma. Dopo un\u00a0 po&#8217; che chiacchieriamo mi dice, infatti, di essere la moglie di Karma !!! E che il picolo che sta giocando con lui e&#8217; il loro figlio. Pare che, per un verso o per l&#8217;altro tutte le persone che conosco siano tra di loro in connessione stretta &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9054.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3962\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9054\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9054-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ora mi aspettano al Monastero alcuni del bambini che Aref International sta aiutando. Quindi vado a fare collezione di biscotti, mele e caramelle &#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Magari domani ho la fortuna di un\u00a0 nuovo collegamento. Poi vedro&#8217; di incontrare qualcun altro dei bambini. Cosa che si presenta difficile quest&#8217;anno, visto non solo il pochissimo tempo a disposizione ma anche il fatto che Chonyi e&#8217; appena partita, per non so quale convegno, insieme a tutto lo staff del Doeguling Settlement &#8230; <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il  programma di domani, comunque, prevede la consegna delle copie di The  Quest sia Norling School\u00a0 che al Representative del Doeguling Tibetan  Settlement.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>05 Agosto &#8211; venerd\u00ec &#8211; Mundgod<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9114.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3963\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9114\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9114-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Diciamo che anche questa giornata comincia a sorpresa &#8230; con un invito, impossibile da rifiutare, da parte dello staff del nuovo &#8220;Office&#8221; di Jigme Gyaltsen. Dopo un sacco di chiacchiere e circa un&#8217;ora non ho ancora capito benissimo di cosa si occupi esattamente questo Ufficio. E, soprattutto, non ho capito come mai non riceva un <em>grant<\/em> ufficiale per il lavoro che svolge. Che dovrebbe essere quello di coordinare l&#8217;operato degli insegnanti. Ogni tanto mi intestardisco a voler capire, per forza, cose che sono al di l\u00e0 della <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">ragionevolezza e della <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">comprensione. Dando per scontata la buona fede (&#8230;). Altre volte rinuncio e quando le domande lineari ricevono risposte a cespuglio, al secondo tentativo mi scema la motivazione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_91282.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3966\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9128\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_91282-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Comunque dire &#8220;no&#8221; mi viene sempre pi\u00f9 facile e naturale. Come definire i limiti del possibile (e desiderabile) intervento. Al di fuori da ogni sfumatura religiosa o meramente assistenziale. Vediamo, comunque, quale progetto potr\u00e0 venire fuori per un eventuale finanziamento pubblico. Il tutto per dire che la bellissima statua di Bhudda, con tutte le protezion interne al suo posto, che mi viene offerta con mille cerimonie, ha un sapore meno intenso di altri regali, anche se, decisamente, meno preziosi.Comunque lo spettacolo di Jigme sulla moto rossa, nuova fiammante, non \u00e8 di quelli che si perderebbero volentieri &#8230;Al <em>meeting <\/em>partecipa anche l&#8217;efficentissimo Tsering Wangdue che svolge il suo compito in modo perfetto, non solo qello di traduttore ma anche di mediatore tra esigenze, bisogni e motivazioni differenti. E la sua efficienza \u00e8 davvero preziosa per moltissime ragioni, oltre che per non essere a sproposito campanilista. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9164.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3967\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9164\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9164-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>In primis il fatto che, sotto una pioggia torrenziale, mi accompagni con la sua macchina alla ricerca di una paio di famiglie &#8220;sfuggite&#8221; allo scorso incontro la Monastero. Una delle quali presenta un quadro decisamente problematico. Si tratta del piccolo che aveva trascorso molti mesi degli ultimi due anni al Karuna Hospita di Bylakuppe. Ora \u00e8 diventato decisamente &#8220;grande&#8221;, pesa la bellezza di 80 chili e ha perso la possibilit\u00e0 di camminare &#8230; Inoltre, essendo la sua una malattia genetica che viene trasmessa soltanto ai maschi, la sorellina ne \u00e8 immune, mentre il fratello minore gi\u00e0 presenta i segni premonitori. Il primogenito, vista l&#8217;et\u00e0 \u00e8 stato dimesso dalla scuola, nessun&#8217;altra struttura sembra disponibile ad accoglierlo e quindi, oltre alla stazione eretta ha person ogni possibilit\u00e0 di contatto coi suoi pari. Il futuro che gli si presenta \u00e8, dunque, quello delineato dal perimetro di una stanza molto piccola, di una prospettiva che parte dal basso e di una rapida evoluzione non solo dei sintomi della sua malattia ma anche delle trasformazioni caratteriali che verranno prodotte da questi &#8220;arresti domiciali&#8221; cosi&#8217; imbarazzanti. La madre, sempre senza perdere il suo instancabile sorriso, dice che gi\u00e0 ha cominciato a diventare aggressivo (e ci credo &#8230;). A me offre, pero&#8217;, solo una toccante dimostrazione di come la sua mente, prigioniera di un corpo sbagliato, sia ancora prontissima e attiva. E ne sono un piccolo esempio le foto che scatta con centratura e fuoco perfetto e il quaderno che gira verso di me, preoccupandosi che il verso sia giusto, con un&#8217;automatica prontezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9274.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3968\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9274\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9274-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Alle 14, con sciocca puntualita&#8217; di tipo svizzero, arrivo alla Norling School per la<\/span><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_9300.jpg\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/a><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> consegna delle 500 copie della Rivista &#8220;The Quest&#8221;. Mi mette di buon umore una fila inattesa di 4 monachelli, condotta da Tenzin Gyatso, che portano in testa le copie della Rivista, cento ciascuno. Il resto mi mette di malumore. Intanto l&#8217;attesa, incongrua, di oltre mezz&#8217;ora. E poi l&#8217;atteggiamento un po&#8217; guardingo e poco solare. Si vede che Ngodup se la deve essere presa per la reprimenda. Dalla quale, non avrei potuto astenermi comunque. Alla fine ci lasciamo con mille ringraziamenti da parte loro e con mille promese di una inecepibile efficenza per il prossimo anno. Voglio proprio vedere &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_93001.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3970\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9300\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_93001-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Segue la visita di rito al Tibetan Settlement. Anche se il <em>Representative <\/em>non si trova a Mundgod per una serie di <em>meeting<\/em>. Ad accogliermi c&#8217;e&#8217; una efficentissima Tenzin Yanga che si prende tutti gli appunti di dovere e con la quale condivido il disappunto per il ritardo della spedizione dei soldi da Dharamsala, con tutti i problemi che ha comportato e che sta comportado. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il pomeriggio si conclude con la visita di altre due famiglie al Monastero. E con il racconto di storie sempre piu&#8217; penose che, peraltro, non si presentano di souzione\u00a0 facile o possibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In serata, nel bel mezzo della preparazione dei bagagli e delle buste con le offerte per tutti i monaci, si presenta Tenzin Delek cui avevo, incautamente, detto di cercarmi se pensava che io potessi esergli di aiuto. Mi sembrava di non poter farea altro, avendo visto in fondo ai suoi occhi una tristezza infinita. Certo non mi aspettavo che arrivasse proprio alle 9 dela sera prima della partenza &#8230; Ed eccoci con un altro caso durissmo di malasanita&#8217;, come si direbbe dalle nostre parti. E di sfortuna. Che messe insieme hanno fatto si&#8217; che una banale caduta di molti anni fa, curata a suon di massaggi invece che con un&#8217;appropriata ingessatura, si trasformasse, per lui, in un&#8217;andatura dolorosa e inquietante. Con una gamba che va per conto suo e che sembra, ogn volta, dover sprofondare nel nulla. Potrebbe essere una nuova &#8220;storia&#8221;. Come quella di Tenpa. Nell&#8217;auspicio che qualcuno o quanche istituzione possano restituirgli il &#8220;diritto&#8221; di procedere senza intoppi aggiuntivi nella sua vita, gia&#8217; cosi&#8217; tanto travagliata e dura.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>06 Agosto &#8211; sabato &#8211; Mundgod-Hubli-Delhi<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_93812.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3975\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_9381\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_93812-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Dopo lo scambio di offerte e di <em>khata <\/em>con tutti i monaci del Monastero, si parte per Hubli. Il volo per Mumbai e poi per Delhi e&#8217; alle 9.45. Il che trasforma l&#8217;autista in una scheggia volante. Cosa che mi lascia per nulla tranquilla, trattandosi sempre del solito Dakpa. Anni addietro ribattezzato Geko Man, e stamattina, da Jigmer, &#8220;short cut&#8221; per le sue prodezze contromano al ritorno da Hubli. La compagnia e&#8217; allegrissima e scanzonata: Jigme Yaltsen in gran forma, Yeshi Gyatso e Lobsang Samphel al top della loro contagiosa allegria. Il che contribuisce a farmi distogliere lo sguardo dalla strada. Ma non di sentire il concerto di clacson e di sobbalzare a ogni inchiodata.Pero&#8217; arriviamo, tutti interi &#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E riesco anche a partire in tempo. E sbarcare nel primo pomeriggio, via Mumbai, in una Delhi che nemmeno voglio guardare, se non di striscio dai finestrini del taxi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La cena piacevolissima e la serata, adeguata, penso che siano il minimo che io mi possa meritare &#8230;<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>07 Agosto &#8211; domenica &#8211; Delhi-Gagol-Dharamsala-McLeod Ganj<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Mi dispiace partire. Non solo per quello che lascio ma anche per l&#8217;incertezza di quanto mi aspetta. Non ho chiaro come si svolgeranno le cose domani mattina e, stranamente, mi sento sospesa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">All&#8217;areoporto un piccolo imprevisto. I voli sono stati bloccati per un black out e quello per Gagol e&#8217; a rischio. La riserva si scioglie dopo un po&#8217; di batticuore e, finalmente siamo in linea per l&#8217;imbarco. A un metro di distanza da Matteo, con i suoi familiari e da Tempa Tsering che rivedo con molto piacere e che condividono con me il volo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il sole che mi ha accolto a McLeod Ganj e&#8217; del tutto sparito. In cambio, la pioggia e&#8217; torrenziale e rende tutto grigio in questo piccolissimo agglomerato in cui sembra non si riesca piu&#8217; nemmeno a camminare. Ormai i supermercati abbondano e le macchine sfrecciano via con una velocita&#8217; del tutto inadeguata. Anche il piccolo spazio, nascosto da una tenda gialla, che occupava lo strano vecchietto, fino allo scorso anno e&#8217; stato risucchiato nel vortice. Tra gente distratta, giovani strampalati in cerca della felicita&#8217;, monaci seduti ai <em>coffee shop<\/em> con il cellulare perennemente in mano e attivisti tibetani con gli occhi pieni di rabbia e di desiderio. In mezzo a mille botteghe <em>cheap <\/em>dove anche i venditori, una volta voraci, sono diventati distratti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Non mi sento comoda affatto. E l&#8217;unica cosa che mi concilia di nuovo con questa &#8220;riserva&#8221; una volta rifugio e oggi mescolanza di odori stridenti, e&#8217; la telefonata con Dawa Punky, General Administrator del Delek Hospital. Che mi dice di aver predisposto tutto, per me, nella giornata di domani. Autorizzazione compresa per la macchina fotografica, incontro con il Dalai Lama e che conclude la telefonata con un festoso &#8220;ciao, ci vediamo&#8221;. Chi sa come andranno davvero le cose &#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La cerimonia inzia presto e dovro&#8217; essere al tempio non piu&#8217; tardi delle 8.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">08 Agosto &#8211; luned\u00ec &#8211; Mcleod Ganj<\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Da tanti anni che vengo a Dharamsala non ho mai avuto problemi n\u00e8 con i collegamenti n\u00e8 con la carica di laptop e cellulari. Quest&#8217;anno non c&#8217;\u00e8 una cosa che funzioni e, quindi, aggiornare il diario \u00e8 ancora pi\u00f9 complicato che a Mundgod. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Perci\u00f2, da qui in avanti, far\u00f2, necessariamente, solo una sintesi, da integrare quando il compito sara&#8217; meno disumano &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La cerimonia per il conferimento della carica di Kalon Tripa (Primo Ministro) a Lobsang Sangay inizia con puntualit\u00e0 svizzera e con una sequenza articolata di procedure. Il discorso di Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama, quello di Samdong Rimpoche, Kalon Tripa uscente. E poi quello di Lobsang Sangay. Che legge il testo in tibetano senza mai sollevare lo sguardo dal foglio, a differenza della successiva lettura in inglese del medesimo testo &#8230; Segno di una padronanza della madre lingua alquanto ridotta. Il web \u00e8 ormai pieno di esegesi e di video su questo lungo intervento. Che ha acceso di entusiasmo molti animi e suscitato quesiti in alcune persone. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In attesa di inserire qui le foto, rinvio alla <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/media\/set\/?set=a.2328276773409.140652.1444389826\">pagina di facebook<\/a> dove ne \u00e8 stata pubblicata una parte:.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> E rinvio anche alla pagina del Tibetan political Review per il <a href=\"http:\/\/sites.google.com\/site\/tibetanpoliticalreview\/articles\/inaugralspeechofkalontripadrlobsangsangay\">testo integrale del dscorso<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Mi \u00e8 sembrato di buon auspicio che, ogni tanto, il nuovo Primo Ministro si emozionasse. E che sottolineasse tutti\u00a0 i diritti violati nei lunghi anni dell&#8217;occupazione del Tibet. Alcuni moment<\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">i sono stati particolarmente toccanti. Come quello, da parte del Kalon Tripa uscente,\u00a0 della consegna della bandiera del Tibet<\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> al nuovo eletto. E l&#8217;abbraccio di Sua Santit\u00e0 il Dalai lama, alla conclusione del discorso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/udienza-HHDL1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3895 alignleft\" style=\"margin: 10px;\" title=\"udienza HHDL\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/udienza-HHDL1-400x267.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La cerimonia \u00e8 stata molto lunga. Al termine i parlamentari stranieri presenti e alcuni ospiti hanno avuto il privilegio di una lunghissima udienza privata con Sua Santit\u00e0. Durante le oltre due ore il Dalai Lama ha spiegato in dettaglio le ragioni che lo hanno indotto a rinunciare al potere temporale e ha ragionato sulla possibile evoluzione futura della situazione tibetana. Come sempre &#8211; ma, mi \u00e8 sembrato, ancora pi\u00f9 del solito &#8211; Kundun ha messo a disposizione dei presenti tutta la Sua contagiosa energia, la Sua disponibiit\u00e0 affettiva e curiosa nei confronti di ciascuno. E la personificazione stessa del Suo motto &#8220;Never Give Up&#8221; &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Un ringraziamento particolare a Mr. Dawa Phunkyi, Chief Administratore del Tibetan Delek Hospital che con efficenza pari solo alla sua gentilezza e cortesia mi ha messo in condizione di partecipare a tutta la cerimonia, a nome dell&#8217;Associazione Italia Tibet e di Aref Internationa. E un grazie a Claudio Cardelli, Presidente di Italia Tibet,\u00a0 per aver attivato tempestivamente il contatto.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>09 Agosto &#8211; marted\u00ec &#8211; Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Stamattina, dalle 9 alle 13 si sono svolti i festeggiamenti pubblici per l&#8217;insediamento del Primo Ministro. Sempre nello spazio esterno del Namgyal Temple, allestito per l&#8217;occasione in modo perfetto ed efficiente. Con tanto di tensostrutture nuove di zecca. Quanto mai preziose visto il diluvio monsonico che si \u00e8 scatenato nel bel mezzo della cerimonia. E visto il numero elevatissimo di spettaori e partecipanti. Oltre che di artisti che si sono esibiti in uno spettacolo coloratissimo e differenziato. Dai musicisti ai danzatori, dagli adulti agli adolescenti. Fino a un gruppo tenerissimo di bambine che ha messo in scena la rappresentazione simbolica della copertura del tetto della casa, ricoperto di fango, secondo la tradizione antica e pressato con un apposito strumento.Sempre in attesa di aggiungere alcune foto, rinvio alla <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/media\/set\/?set=a.2352397816420.141758.1444389826\">pagina di Facebook<\/a>, dove ne e&#8217; stata pubblicata una parte.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Verso la fine dello spettacolo c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;improvvisa interruzione. Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama era in partenza per l&#8217;Europa e quindi, sia il primo Ministro che una folla di partecipanti, si \u00e8 raccolta di fronte al cancello per vederlo di nuovo, attraverso il finestrino della macchina e attraverso la velatura della piioggia battente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La cerimonia si \u00e8 conclusa con una lunga sfilata di Tibetani che hanno offerto a Lobsang Sangay la <em>khata<\/em> rutuale, in segno di augurio per il suo nuovo mandato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Nel primo pomeriggio ho incontrato, sempre con grande piacere, Sherab Woeser. Che ha cambiato lavoro e ne sembra felice. Ora \u00e8 Editor del sito Payul.com e nel suo nuovo Ufficio sopra il Coffe Talk, insieme a un <em>team<\/em> di buoni amici, sembra aver ritrovato una carica energetica e un nuovo senso di libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Pi\u00f9 tardi incontro suo padre, Karma Choephel, gi\u00e0 Presidente del Parlamento Tibetano in Esilio (prima di Penpa Tsering) e di nuovo rieletto come parlamentare. Mi invita a cena a casa sua per domani e, con la buffa e affettuosa simpatia di sempre, mi comunica &#8220;ti viene a prendere Sherab in Albergo alle 17,15 con la moto&#8221; &#8230; L&#8217;orario, per essere una cena, \u00e8 decisamente bizzarro. E questa famiglia, scanzonata e allo stesso tempo affidabile e seria, mi sta troppo simpatica, non c&#8217;\u00e8 niente da fare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>10<\/strong><strong> Agosto &#8211; mercoledi&#8217; &#8211; Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Alle 10 sono al Delek Hospital per salutare il Direttore Amministrativo Mr. Dawa Phunkyi. E&#8217; una persona molto efficente e molto gentile allo stesso tempo. Oltre ad avere una carica energetica, nutrita a sorrisi, che non puo&#8217; essere altro che benefica e contaggiosa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Dept-Education.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3907 alignleft\" style=\"margin: 10px;\" title=\"Dept Education\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Dept-Education-400x265.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il   secondo step e\u2019 al Department of Education per definire alcuni aspetti   relativi al progetto finanziato dalla Provincia di Roma. <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Incontro, anche qui, persone molto gradevoli, simpatiche e operative. A cominciare da Mr. Tsering Phuntsok, Education Officer, Coordinatore del progetto, che sara\u2019 poi il Direttore della scuola nei pressi di Manali (Sambotha Tibean School, Bhuntar, Kullu District). Mr. Tsering\u00a0 Phuntsok e\u2019 la persona pi\u00f9 allegra, solare, rapida\u00a0 e ottimista che abbia mai incontrata. E presumo che sara\u2019 capace di infondere una grande carica di energia ai 25 insegnanti che frequenteranno il Corso di formazione per i quattro anni previsti dal progetto del Kashag.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Poi conosco il Secretary del Department of Education, il Monaco Ven. Karma Gelek Yuthok che, al contrario e\u2019 molto serio e pacato. Ma non manca di apprezzare alcune battute, mostrando anche lui una buona dose di ironia. Al progetto collaborer\u00e0 anche un secondo Education Officer, Tsering Samdup, che sembra sia addetto alla ricerca dei documenti anche amministrativi e che mi fornisce il building plan e tutti gli estremi bancari relativi al progetto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Pare ci sia capitata una piccola fortuna, visti i ritardi nell\u2019assegnazione dei fondi, rispetto a quanto avevamo previsto. Infatti la Scuola, non sar\u00e0 pronta prima di giugno prossimo, in quanto sono necessari dei lavori di ristrutturazione per riadattarla da Scuola per alunni a Scuola per Insegnanti. Il training inizier\u00e0, quindi a Giugno 2012. Il che vuol dire che al mio prossimo viaggio in India ad agosto, potr\u00f2 verificare proprio l\u2019inizio delle attivit\u00e0. Comunque, prima di partire, andr\u00f2 a vedere la sede attuale, accompagnata da un rappresentante del Dipartiment of Education.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La mattinata si conclude con una visita legermente inquietante al Department of Home. Dove ho modo di prendere diretta visione di come (e da chi) vengono gestiti e smistati i fondi che arrivano da parte degli sponsor di tutto il mondo, per i numerosi Tibetan Settlement. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il Chief Accountant e&#8217; tal Tashi Dhondup, che mi riceve garrulo .. in pantofole di panno. In una stanza minuscola con due computer scalcinati e 4 sedie &#8230; praticamente basculanti. La segretaria, che arriva per portare il fascicolo relativo al Settlement di Mundgod, si scusa per non potermi dare la mano, in quanto era occupata a passare lo straccio per terra. E quindi il faldone arriva tutto bagnato &#8230; Nel giro di pochi minuti si catapulta nella stanza anche Mr. Tenzin Gendun, il mitico firmatario della lettera di recezione dei fondi da noi, a suo tempo, inviati. E&#8217; in un lago di sudore e si asciuga i rivoli che gli colano dalla fronte, a volte con la manica, a volte con la mano, che poi poggia sulle carte, incurante della scrsa tenuta dell&#8217;inchiostro. Lui e&#8217; il Coordinatore generale di tutti gli Sponsor sparsi per il mondo. La quasi totalita&#8217; dei quali, presumo non abbia mai avuto l&#8217;opportunita&#8217; di visitare la &#8230; centrale operativadelle entrate\/uscite di tuti i fondi, come prevedono le nuove norme per la\u00a0 gestione centralizzata degli stessi. Tutti e due, all&#8217;unisono, mi giurano che, da adesso in avanti, ogni cosa funzionera&#8217; alla perfezioen e, sotto i\u00a0 miei occhi inseriscono il nominativo di Aref Internationale in un misterioso file di budget, per un importo orientativo annuale. Il che ci consentira&#8217;, per il futuro, di non dover piu&#8217; inviare decine di lettere, acquisire inutili documentazioni e far in modo che i soldi, che verranno spediti a gennario, possano arrivare entro una settimana alle famigie che li stanno aspettando.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Magari andra&#8217; cos&#8217; davvero &#8230; E mentre incrocio mentalmente le dita e mi preparo a levare le tende, Mr. Tashi Dhondup si alza tutto allegro per accompagnarsi e mi chede, con un disarmante sorriso, se puo&#8217; cambiarsi le sacrpe perche&#8217; fuori piove. Cosi&#8217; mentre il mio biglietto da visita finisce prima in una delle sue pantofole e poi sotto le ruote (?) della sua sedia, lui tira fuori, da sotto il tavolo, un paio di infradito e caracolla con me verso l&#8217;uscita &#8230;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Stasera &#8230; cena a casa di Karma Choephel, past President del Parlamento Tibetano in Esilio. Il che mi mette una certa allegria. A domani.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>11<\/strong><strong> Agosto &#8211; giovedi&#8217; &#8211; Mcleod Ganj-Delhi<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Partenza da Dharamsala per Delhi, via Amritzar. Cinque ore di sgradevole viaggio in macchina per una strada contorta, visto che non ci sono voli disponibili dal pi\u00f9 vicino areoporto di Gagol. L&#8217;arrivo \u00e8 sul filo del tempo ma la partenza, almeno, \u00e8 garantita.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Delhi \u00e8, come al solito, una citt\u00e0 in balia del delirio. La confusione \u00e8 in eterno crescendo. La bilancia tra povert\u00e0 e ricchezza, ambedue estreme, e&#8217; sempre pi\u00f9 iniqua. Il rumore micidiale. L&#8217;inquinamento e&#8217; come una coperta pesante di cui non ci si pu\u00f2 liberare. Non percepisco pi\u00f9 nemmeno gli odori e i profumi, quelli che una volta ti si attaccavano dentro. E che ti facevano crescere la voglia\u00a0 di tornare, ancora prima di essere partiti. Adesso mi sembra tutto uguale. Tutto grigio. Tutto impolverato. Mentre cresce lo scarto tra la frenesia con tutti si muovono e la pigrizia che mi si incolla addosso. Peggio della polvere umida, peggio del calore che si accompagna tanto al sole quanto alla pioggia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;albergo e qualche altro dettaglio mi riconciliano, comunque, a questo spazio che non sento pi\u00f9 essermi amico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\"> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>12<\/strong><strong> Agosto &#8211; venerd\u00ec &#8211; Delhi<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il compleanno a Mundgod era, forse, migliore. Ma anche qui non \u00e8 stato affatto male. Il National Museum si presenta diverso, come se, per la prima volta, lo vedessi da dentro. Dipende, evidentemente, dalla guida. Nonostante, nella realt\u00e0, sia sempre pi\u00f9 spento, sporco e abbandonato. E&#8217; proprio vero che la danza cambia ritmo a seconda dell&#8217;acustica e dei danzatori &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Mi ci vuole sempre pi\u00f9 tempo per abituarmi a questa citt\u00e0 ma, piano piano, avviene questa specie di miracolo, per cui passo dalla rabbia pi\u00f9 incongrua e dal fastidio generalizzato, all&#8217;accettazione e al piacere. Il che mi rende ancora pi\u00f9 piacevole e gradita sia la cena che la serata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">13 Agosto &#8211; sabato &#8211; Delhi<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Giornata di completo relax, che ci voleva. Piscina compresa! E cena all&#8217;Ambasciata italiana.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">14 Agosto &#8211; domenica &#8211; Delhi<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Incontro la persona con cui mi ha messo in contatto Geshe La. Si tratta sempre delle stesse situazioni di bisogno, di sofferenza, di richieste che gi\u00e0, nelle premesse, hanno la tristezza anticipatoria del rifiuto. Quanti miliardi di persone mediamente etiche ci vorrebbero per sanare questo oceano di ingiustizie, dalle pi\u00f9 piccole a quelle pi\u00f9 sconfinate?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Non so nemmeno quante volte sia entrata in un Gurudwara. E non mi \u00e8 capitato mai di vedere la stessa cosa. Quello dove passo il pomeriggio di oggi mi sembra pi\u00f9 accogliente del solito. E un po&#8217; pi\u00f9 scanzonato. Con decine di ragazzini che collaborano alla pulizia del pavimento, divertendosi come a un parco giochi. Con le famiglie che insegnano le prostrazioni rituli a bambini che a malapena si reggono in piedi. Con l&#8217;acqua dolcissima, mista alla polvere di mango, che quasi fa concorrenza alla <em>prasad<\/em>, ancora pi\u00f9 dolce. Con decine e decine di piccoli Sikh che scambiano ancora per un gioco quell&#8217;immersione rituale nell&#8217;acqua sacra che diventer\u00e0, a breve, il sottofondo quotidiano alla loro vita.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">15 Agosto &#8211; luned\u00ec &#8211; Delhi<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Independece Day! Meglio non andare troppo in giro &#8230; Per vedere e sentire cosa poi? Il discorso al Forte Rosso? Con le solite esternazioni e le solite dichiarazioni di intenti che hanno, dalla realt\u00e0, lo stesso scarto che c&#8217;\u00e8 tra la terra e la luna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E poi domani si parte. Con un po&#8217; di liberazione ma anche con un po&#8217; di dolore &#8230;<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>16 Agosto &#8211; marted<\/strong><strong>\u00ec &#8211; Delhi-<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Parto da Delhi nel diluvio, sbarco in una Gagol assolata ma quando arrivo a Mcleod Ganj, all&#8217;ora di pranzo, il diluvio e&#8217; ancora maggiore &#8230; Di quelli che non lasciano scampo. Con la pioggia che entra dappertutto. I muri sgretolati. Le strade in decisa pendenza, scivolose, che non si possono quasi affrontare. L&#8217;acqua, con o senza ombrello, arriva a meta&#8217; polpaccio e i sandali, una volta che ci si arrende all&#8217;evidenza, sembrano l&#8217;unica risorsa dotata di senso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Intanto guardo le notizie e guardo la posta. Ancora un altro monaco che rinuncia alla vita, perche&#8217; quella di chi resta possa diventare migliore. E che muore tra le fiamme con il nome del Dalai Lama sulle labbra. Un altro gesto inevitabile, estremo. Una sola parola. Forse incoerente, vista l&#8217;azione. Ma coerente con il pensiero di chi l&#8217;ha scelta. Ed ecco come le parole possono fare, in un lampo, la differenza. Cancellare quello che le ha precedute. Creare solidarieta&#8217;, oppure indignazione. Essere automaticamente condivise o non essere affatto capite. I gesti, forse, di meno. Perche&#8217; di fronte all&#8217;evidenza, a dispetto delle differenze e della cultura, e&#8217; difficile equivocare un&#8217;intenzione. E perche&#8217; di fronte ai ritmi e ai toni, di fronte ai corpi che non sanno mentire e che offrono senza risparmio lo spettacolo delle loro mozioni, ogni tentativo di spiegare in modo diverso risulta vano. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Per domani confido in un clima migliore.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>17 Agosto &#8211; mercoled<\/strong><strong>\u00ec &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">E figuriamoci se il mio desiderio poteva essere esaudito &#8230; La pioggia torrenziale continua tenace e sempre pi\u00f9 intensa. Non si trova nemmeno una macchina e camminare in strada \u00e8 escluso, almeno fino a quando il diluvio non si placa, cio\u00e8 all&#8217;ora di pranzo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_14091.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3912\" style=\"border: 0pt none; margin: 10px;\" title=\"DSC_1409\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_14091-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Dal balcone della stanza in Albergo, non potendo fare altro, osservo uno spettacolo peculiare. Nello spazio a strapiombo tra l&#8217;Him Queen e l&#8217;albergo successivo, si prepara la costruzione di un nuovo qualcosa. Il terrapieno, dell&#8217;altezza di una decina di piani era gi\u00e0 in lavorazione lo scorso anno. Ma sembravano lavori di puntellamento perch\u00e8 tutta la terra non invadesse la strada sottostante. Adesso il progetto si delinea con maggiore chiarezza. E ci lavorano una quindicina di persone, indiane. Uomini e donne. Che, formando una piccola catena di montaggio, trasportano i sassi dalla base alla cima della scarpata. Naturalmente sotto la pioggia battente che, forse, per loro non fa nemmeno differenza. E arrivati in cima raccolgono i sassi in torrette, che circondano di rete metallica. Per poi ricoprire il tutto con teloni immensi di plastica multicolore. Come fossero gli elementi di una tankha &#8230; A guardarle da dietro i vetri, anche se sono vicine sembrano piccole formiche operose. Che utilizzano, ancora oggi, una tecnica antica quanto il mondo, realizzata solo con il lavoro delle loro mani &#8230;<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel pomeriggio incontro Chime Youngdung, Presidente del National Democratic Party e parliamo dei suoi nuovi progetti nell&#8217;approssimarsi dello scadere del suo mandato. Progetti che riguardano, guarda caso, la formazione. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;ultimo numero della Rivista &#8220;Mangtso&#8221;, vedo volti amici! Claudio Cardelli, Fasto Sparacino e Carla, Luciano Michelozzi e alcuni dei Soci di Italia Tibet fotografati nella loro permanenza a Dharamsala nell&#8217;ottobre 2010 &#8230; E ricevo da Chime con piacere alcune copie della Rivista suddetta da consegnare alla sede dell&#8217;Associazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">La &#8220;mezza&#8221; giornata si conclude con una cena bizzarra in un nuovo Ristorante, il cui nome \u00e8 tutto un programma: Black Magic. Ogni cosa \u00e8 in nero, appunto, come indica il nome e in perfetto stile States. Con i televisori al plasma sulle pareti che proiettano film americani e musica disco. Completano il look poltrone in pelle (nera) tavoli techno (neri) e camerieri locali (tutti neri). La qualit\u00e0 \u00e8 al di sotto della scenografia. E corro con la memoria alla prima volta che sono arrivata qui, nel 2002, quando non c&#8217;era ancora nemmeno mezzo supermercato &#8230; Sar\u00e0 un miglioramento?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>18 Agosto &#8211; gioved<\/strong><strong>\u00ec &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Incredibile ma vero, stamattina posso mettere piede fuori dall&#8217;Arca &#8230; Il diluvio sta concedendo una tregua ed e&#8217; possibile andare un po&#8217; in giro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Inizio con Jampa Choeden al Tibetan Reception Centre. L&#8217;Ufficio non e&#8217; quel che si dice una reggia ma Jampa, sebbene un po&#8217; triste per la lontananza del marito e delle due figlie, e&#8217; in splendida forma, come sempre allegra e solare. Apprendo che Tenzin Choedon, la minore, e&#8217; nella Scuola Selaqui, vicino a Dehradun e, quindi torna a casa solo ogni tre mesi mentre la maggiore si trova alla Gopalpur School, a solo un&#8217;oradi distanza. Prendiamo accordi perche&#8217;, tramite Gelek, la mamma dei Tenzin Dawa, io possa incontrare Shao Tamdin e Dorjee Kyi (che frequentano la stessa Scuola di Gopalpur), oltre che il simpaticissimo monachello &#8220;faccia rossa&#8221; Tenzin Dakpa. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Lungo la strada qualcuno mi chiama, con la solita storpiatura nel nome cui ormai sono affezionata &#8230; E Jamiang dei JJI Exile Brothers che mi fa un po&#8217; di feste e mi invita per un caffe&#8217; nel suo simpaticissimo locale. Dove rivedo con piacere la madre di questi tre fantastici ragazzi che si preparano a registrare, a Dehradun, il loro secondo album. Buona fortuna amici e &#8230; Rangzen !!!<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1427.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3913\" style=\"border: 0pt none; margin: 10px;\" title=\"DSC_1427\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1427-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Segue una visita molto gradita alla sede della Tibetan Women Association. Dolkar, la presidente e&#8217; fuori Mcleod Ganj, mi accolgono Samten Chodon, Vice Presidente e Tsering Yangzom Oshoe, Segretaria generale, la mitica combattente con la fascia nera durante le marce del 2008. A parlarci adesso, in un altro contesto, mi fa un effetto del tutto differente. E&#8217; molto timida e quasi faccio fatica a ritrovarla tra i miei ricordi. Lei e Samten sono, comunque, due bellissime persone, hanno ancora negli occhi i quattro mesi di marcia fino al confine del Tibet e si commuovono entrambre ripensando a quell&#8217;incrocio di decine di mani, per un patto comune, sotto la tenda dei marciatori.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">La cena alla Chonor House non e&#8217; niente di speciale ma meglio di quella al Black Magic.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Mentre ricomincia un diluvio inclemente, penso alla giornata di domani e non so bene come riusciro&#8217; a organizzarmi. Alle 9.30 ho un&#8217;udienza privata con il <a href=\"http:\/\/www.kagyuoffice.org\/\">Karmapa<\/a> (XVII Gyalwa Karmapa Ogyen Trinley Dorje) alle 12,15 un&#8217;udienza <\/span><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">con il nuovo Kalon Tripa Lobsang Sangay. Spero di fare in tempo, anche vista la distanza tra la <\/span><\/span>Gyuto Tantric University dove il Karmapa risiede e la nuova sede del Kashag &#8230; Ovviamente l&#8217;appuntamento preso con Nawang Lhamo al Nyingtobling Institute dovra&#8217; essere rimandato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Poi vedro&#8217; di nuovo Karma Choephel e, nel primo pomeriggio Penpa Tsering, attuale Presidente del Parlamento Tibetano in Esilio. E&#8217; proprio il caso di dire che non avro&#8217; modo di annoiarmi &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Chiudo e &#8230; salgo sull&#8217;Arca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr style=\"text-align: justify;\" \/><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>19 Agosto &#8211; venerd<\/strong><strong>\u00ec &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Eppure anche questa giornata deve essere stata, per forza, della stessa lunghezza delle precedenti &#8230; Non so, quindi, come sonoriuscite a starci dentro cosi&#8217; tante cose! Ivi compresa anche un&#8217;oretta di sole.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Dunque, si parte alle 8.30 per la residenza del Karmapa. L&#8217;appuntamento per l&#8217;udienza e&#8217; fissato per le 9.30 e, grazie a un po&#8217; di fortuna e, soprattutto, alla telefonata di Karma Choephel, riesco ad essere la prima della lista. Le udienze inizieranno, comunque, alle 10.30 perche&#8217; la differenza serve ad espletare le molte pratiche urocratiche e i tanti controlli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Inganno l&#8217;attesa accettando l&#8217;offerta reiterata di The e <em>khapse <\/em>(i buonissimi biscottini tibetani). E mi guardo intorno. Le persone in attesa sono almeno 60 e di queste il 90% sono cinesi &#8230; I controlli sono molto severi, anche per quanto riguarda i doni, meno per le buste contenenti le offerte. Non identifico esattamente il taglio all&#8217;interno delle buste multicolori ma sono tutte strapiene. Sul muro, comunque, campeggia (mi pare inutilmente) un cartello con la scritta &#8220;Kindly do not make any offerings in Foreign Currencies&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Karmapa-w2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3948\" style=\"margin: 10px;\" title=\"Karmapa w\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Karmapa-w2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>L&#8217;udienza con il XVII Gyalwa Karmapa, Ogyen Trinley Dorje, non e&#8217; lunghissima ma nemmeno troppo affrettata. Il sorriso e&#8217; meno marcato dello scorso anno e la busta che mi porge con dentro le varie protezioni mi sembra giusto un po&#8217; di repartorio. Pero&#8217; guarda con interesse il terzo numero della Rivista &#8220;The Quest&#8221; e ci mette la firma, sembra con piacere. I Suoi gesti sono molto misurati e, anche se sorride con la bocca, gli occhi restano sempre seri, controllati e tristi nel profondo. Non riesco a scollarmi dalla mente l&#8217;immagine di un&#8217;energia repressa e di un pensiero prigioniero del suo stesso forzato controllo. A un suo cenno si materializza un fotografo che, altrettanto magicamente scompare dopo tre click. Ricevero&#8217; la foto di rito via mail, nella stessa giornata. Mentre continuo a domandarmi come mai nessun altro ha avuto altrettanto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Lobsang-Sangye.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3919\" style=\"margin: 10px;\" title=\"Lobsang Sangye\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/Lobsang-Sangye-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>In tempo perfetto riparto in direzione della nuova sede del Kashag (stile occidentale), dove arrivo addirittura in anticipo, rispetto all&#8217;appuntamento, fissato per le 12,15 con il Primo Ministro de Governo Tibetano in Esilio, Lobsang Sangay. L&#8217;udienza dura un tempo che mi sembra imprevedibilmente lungo. Avevano detto 5 minuti, quanto basta per un augurio. E invece restiamo a parlare quasi un&#8217;ora. Mi colpisce quanto sia diversa l&#8217;immagine privata di questo Kalon Tripa rispetto a quella pubblica. Giustamente formale, misurata e un po&#8217; algida la seconda, tanto quanto e&#8217; scanzonata, allegra, cameratesca e tipicamente occidentale la prima. Mi riconosce subito e non per finta. Si ricorda perfettamente di tutte le volte che ho annuito al suo discorso, di quelle che ho sorriso, di tutte le foto che ho fatto, anche quella al bambino che si era accomodato sul palco per godersi lo spettacolo comodamente. E addirittura di quale fosse la scritta sulla mia t-shirt &#8230; Il che, per una persona concentrata sulla lettura di un discorso impegnativo e a tratti anche un po&#8217; emozionata, mi sembra un fatto abbastanza particolare. Gli parlo dei nostri progetti e gli piace l&#8217;idea della Rivista, anche per il collegamento con la formazione e la cultura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1502.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3923\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_1502\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1502-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Tra l&#8217;altro nella sua stanza avevo appena incontrato il Ven. Karma Gelek Yuthok e lui, quando apprende che condivideremo il progetto fnanziato dalla Provincia per la Sambotha Tibean School di Bhuntar (Kullu District) mi dice &#8220;Karma Gelek ha tantissima esperienza, sei in buone mani&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al termine del lungo e gradevole incontro, prima degli auguri che gli faccio per il suo impegnativo mandato e di quelli che mi fa allegramente lui per il mio lavoro, arriva qualcuno a scattarci una foto. Del tutto informale, esattamente come avrei gradito che fosse. Ed ecco, all&#8217;uscita, una panoramica della nuova sede del Kashag.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1519.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3924\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_1519\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1519-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Seguono incontri a raffica, con Penpa Tesring, nel suo Ufficio. Poi con Karma Choephel che si impegna, oltre a tutte le altre cortesie affettuose che, come sempre, mi dedica, a trovare Tsering Dorjee, trasferito da Mundgod al TCV locale. E, di nuovo, al Department of Education per concludere i nostri accordi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Subito fuori dall&#8217;Ufficio mi accoglie dal muro antistante la foto di Tsewang Norbu. Il monaco di 29 anni che, il 15 agosto scorso, si e&#8217; tolto la vita con il fuoco. La locandina in ingelse e tibetano, attaccata sul muro del Kashag, il ricordo della sua protesta, l&#8217;etica della motivazione, la sfacciata risposta dell&#8217;esercito del Governo di Pechino, il cordone solidale dei monaci del Nytso e Tsoen Monastery nel Kham Tawa, mi sembrano insieme un monito, un&#8217;indicazione e una speranza. Perche&#8217; il il suo martirio e la sua lotta estrema per la liberta&#8217; possa non essere stata in vano. E perche&#8221; continui a ispirare le azioni di tutti gli uomini di governo cui spetta il gravoso compito di un dialogo senza violenza ma anche senza concessioni.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_15151.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3927\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_1515\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_15151-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Infine, un piccolo e insperato colpo di fortuna. Riesco a ottenere i font tibetani sul Mac, funzionanti e verificati. Non so come sia potuto accadere, dopo una lotta estenuante, addirittura nel TCRC, cioe&#8217; il Tibetan Computer Resource Center. Che dal nome altisonante sembra leggermente diverso da come si presenta &#8230; Tre stanze, in cima a una scalinata di un centinaio di svivolosissimi gradini, piu&#8217; simili a un deposito che a un Ufficio. Pero&#8217; Nyima Wangchuk interrompe il suo lavoro e non molla fino a quando non ottiene il risultato. Che ci siano volute due ore buone per lui non ha importanza. E quando dice, in un inglese ancora peggiore del mio &#8220;ok, happy now?&#8221; gli occhi, geneticamente a fessura, gli si allargano tanto quanto il suo sorriso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al ritorno, tanto per concludere in bellezza, incontro anche Jampa Choeden la quale mi informa, garrula, che il monachello Tenzin Dakpa si trova a Dheradun (!!!). In compenso potro&#8217; vedere Tenzin Dawa a piacere e i due cuginetti Dorjee Kyi e Shao Tamdin si trovano nella Scuola di Gopalpur che, da qui, dista\u00a0 un&#8217;ora scarsa di macchina. Quindi ci andro&#8217; domani, monsone permettendo, al ritorno dal NyingTob Ling.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E, con l&#8217;occasione conoscero&#8217; anche il figlio piu&#8217; grande di Chime&#8217; Youngdung. Buffo il mondo per quanto e&#8217;, ovunque, sempre uno spazio piccolo e ricorsivo.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>20 Agosto &#8211; sabato<\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Puntuale, come da accordi, alle 9.30 mi aspetta Chime e la moglie per darmi un pacchettino da consegnare al figlio che vedro&#8217; nel pomeriggio. Naturalmente diluvia ma loro due se ne vanno ingiro in moto, con impermiabilino e infradito, come fosse la cosa pi&#8217; naturale del mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Prima tappa della giornata: Nyingtob Ling. Dove apprendo che Tempa non e&#8217; piu&#8217; in Istituto &#8230; Nawang Lhamo mi dice che e&#8217; voluto tornare a acasa e che da tre mesi circa vive in Nepal con la sua famiglia. Non e&#8217; dato sapere se tornera&#8217; o meno, visto che nessuno puo&#8217; decidere al suo posto e lui sembra, in proposito, comprensibilmente ambivalente. Come si fa a scegliere tra le &#8220;comodita'&#8221; di un Istituto e le &#8220;scomodita'&#8221; di una casa, quando questa casa e&#8217; la propria? E, soprattutto, quando ci si porta dietro, giorno e notte, ovunque si vada la prigione del proprio corpo. Che diventa ogni attimo piu&#8217; stretta &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Lascio &#8216;Istituto con una grande amarezza. Per non averlo trovato, con il suo sorriso triste, ad accogliermi come ogni anno, sconfitto ma paziente. Per non sapere se e quando potro&#8217; rivederlo. E mi domando se decidera&#8217; di tornare, oppure se ha, piu&#8217; o meno inconsapevolmente, scelto di trascorrere &#8220;quello che gli resta&#8221; della sua vita accanto a &#8220;quello che gli resta&#8221; della sua famiglia. Tenpa e&#8217; gia&#8217; fuori dalle statistiche, in quel 20-25% dei casi che sopravvivono oltre i 25 anni di vita. Lui, a 33 anni non sa di satistiche, non sa nemmeno il nome di quella Sindrome di Duchenne che gli sta incollata addosso. sa solo che non puo&#8217; camminare e che diventa sempre piu&#8217; stanco, sotile e stanco. E non capisce nemmeno il seso degli incoraggiamenti che riceve da chi se ne prende cura. Loro gli dicono che e&#8217; fortunato ad avere attorno persone che gli vogliono bene e che si occupano dei suoi bisogni. Ma io, nei suoi occhi, non ho mai intravisto nemmeno un&#8217;ombra di questa sensazione, solo il desiderio di poter guardare le cose e le persone da uno stesso livello &#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3936\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_1533\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1533-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Tanto per risollevarmi il morale, appena fuori dall&#8217;Istituto decido di fermarmi al Norbulinka. Nawang Lhamo mi ha detto di non avere traccie di Tashi Phurpa e che se fosse al Norbulinka lei lo avrebbe saputo. Pero&#8217; mi affaccio all&#8217;ingresso e chiedo ugualmente. Il personale e&#8217; molto gentile, si attivano tutti in fretta e dopo poco mi dicono che nell&#8217;Istituto c&#8217;e&#8217; un monaco con quel nome e che sta venendo ad incontrami. Un monaco? Non puo&#8217; essere lui, dopo aver riconsegnato la tonaca aveva giurato che quella non poteva essere la sua strada. Pero&#8217; ci spero un pochino comunque e sento la delusione forte di non riconoscere Tashi nel ragazzo vestito di rosso che mi trovo di fronte. Anche lui sembra dispiaciuto di darmi un possibile dolore e quasi si scusa per non essere lui ma per portare soltanto lo stesso nome. Ma mentre scambiamo qualche parola mi distrae un cappellino in lontananza. Poi un&#8217;andatura dinoccolata e incerta. E infine qull&#8217;inconfondibile incisivo rotto a meta&#8217;!!! E&#8217; proprio lui! E mi sembra impossibile averlo ritrovato cosi&#8217; &#8211; per tesdardaggine e per caso &#8211; dopo due anni che lo stavo cercando. Alla fine lui ce l&#8217;ha fatta, e&#8217; stato ammesso al Norbulinka e frequenta il corso di cucito per le <em>tankha<\/em> realizzate con la stoffa. E&#8217; sempre timidissimo, impacciato e incapace di mettere freno alle emozioni. Del resto nemmeno io ne sono troppo capace &#8230; Chi sa che effetto facciamo abbracciati in mezzo al portone di ingresso? Me lo domando solo quando realizzo che si e&#8217; formato attorno a noi un piccolo capannello e che le persone partecipano, sorridendo, alla nostra piccola frazione di gioia. Dopo i racconti e le rassicurazioni, ci scambiamo tutti gli indirizzi possibili, in un quantitativo decisamente esagerato. Ma nessuno dei due vuole perdere ancora una volta le tracce dell&#8217;altro!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1703.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3937\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_1703\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1703-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La strada per Gopalpur mi sembra bellissima. E non dipende certo dal sole. Che, comunque si e&#8217; fatto strada a forza tra le nuvole e che mi accompagna in questa specie di Svizzera verde che e&#8217; la valle di Kangra. Con le sue piantaggioni di the, con i suoi pini, i suoi bamboo. E con tutto quel verde brilante che fa quasi male allo sguardo. La Scuola dove vado e&#8217; uno dei tanti TCV. Ma non ne avevo visto mai uno cosi&#8217; bello. Spazioso, ordinato, pulitissimo.Su una collina, in mezzo ai prati, immerso in un cielo azzurrissimo, terso e leggero. Con le bandiere verdi che sventolano nell&#8217;aria e un Chorten luminoso circondato dalle ruote di preghiera. Ad accogliermi &#8230; Shao Tamdin che, ovviamente mi riconosce prima di quanto non faccia io! Lui e la cugina Dorjee sono molto cresciuti, come&#8217;e&#8217; naturale che sia. Shao sembra molto intelligente e attivo, capace di imparare immediatamente cose nuove. Sfortunatamente Dorjee e&#8217; sempre triste come l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho incontrata, con gli occhi sempre pieni\u00a0 di troppe lacrime. Ha comunque superato lo scoglio della telefonata alla sua famiglia, anche se lo ha fatto solo qualche volta, senza riuscire nemmeno a comprendere bene le parole di suo padre. Lui, infatti, parla solo in tibetano, una lingua che Dorjee sta, a poco, a poco, dimenticando.<\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al ritorno a Mcleod Ganj incontro Gelek, la madre di Tenzin Dawa e, insieme, andiamo al TCV. Ovviamente diluvia e la strada, scoscesa, costellata di buche e pietre rotolate dall&#8217;alto, e&#8217; una specie slavina perenne ma l&#8217;autista del &#8220;tuc tuc&#8221; sembra non darci troppo peso, visto che guida come un folle, contro qalsiasi condivisibile logica. All&#8217;arrivo all Upper TCV la pioggia svanisce all&#8217;improvviso, in uno squarcio di sole e il caldo, <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1825.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3934\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_1825\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_1825-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">come spesso capita qui, diventa subito afoso. L&#8217;orario di scuola e&#8217; finito e i bambini svolgono compiti aggiuntivi, come pulire il pavimento, lavare i propri vestiti, fare la doccia ai piu&#8217; piccolini. Naturalmente all&#8217;aperto e con l&#8217;acqua gelata! Altri, invece, giocano liberamente. Mentre si sente il suono di preghiere recitate all&#8217;interno di qualche stanza. Tenzin non e&#8217; reperibile. La maestra ci dice che sta giocando una partita di pallone cui andiamo ad assistere subito<\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">. Sono buffi tutti questi bambini. Con un abbigliamento approssimativo e la <em>claque <\/em>che fa il tifo per loro dalle scalinate. Anche i megafoni utilizzati sono bizzarri, indicatori di plastica per i lavori in corso, girati al contrario! Tenzin e&#8217; uno dei piu&#8217; piccoli, sembra in lotta perenne contro il mondo, sempre in bilico senza lasciarsi andare. Lo ribattezzo &#8220;un calzino&#8221; ma non scuce un mezzo sorriso nemmeno davanti alla cioccolata che gli piace tanto. Niente deve essere facile per lui. Tra una Scuola che richiede il suo impegno, una mamma preoccupata e un padre lontano, da incontrare appena una volta l&#8217;anno &#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>21 Agosto &#8211; domenica<\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo sapevo che la giornata di oggi avrebbe bilanciato quella di ieri. Con niente che funziona. A partire dalla penna usb, misteriosamente disattivata, che mi costa un viaggio inutile alla upper Dharamsala. Per proseguire con il video che non si copia, con il volo che non e&#8217; disponibile e con altri disturbi minori, non sufficientemente lavati via dalla solita, battente, pioggia quotidiana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>22 Agosto &#8211; luned<\/strong><strong>\u00ec <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">E, visto che oggi e&#8217; andato tutto bene, speriamo di non ripetere il <em>loop <\/em>&#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Il primo appuntamento e&#8217; al Chocolate Lodge con Tsering Choedup, ora Asia Regional Coordinator per International Tibet Network. E&#8217; gentilissimo, disponibile e operativo come al solito. E anche molto lucido nella sua lettura della situazione politica attuale. Dopo pranzo andiamo a visitare, con la sua moto, un posto molto particolare. E&#8217; sulla strada per il TCV e si chiama Sonam Village Arts. Una trentina di persone producono gioelli con la tecnica del vetro soffiato e con il materiale proveniente da Murano &#8230; Tolte le scarpe, tacco 15, ricoperte di <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><em>swarovski<\/em>, tutto il resto e&#8217; gradevolmente sorprendente. Collane, bracciali, orecchini, anelli, multicolori, tutti diversi uno dall&#8217;altro. Ispirati al mondo della natura, alle profondita&#8217; dell&#8217;oceano, alla religione buddhista. E, tutto sommato, neanche cari. Anche se, faccio un po&#8217; di fatica a preferirli ai miei amati oggetti tibetani. E&#8217; curioso come ogni volta che mi trovo in questo strano luogo, ormai diventato prevalentemente un <em>market <\/em>dove si vende e si compra qualunque cosa, il primo momento di avversione venga sostituito da un lento adattamento. Peccato che questo mi succeda, quasi sempre, solo in prossimita&#8217; della partenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Una necessaria pausa al Black Magic (unico luogo relativamente pulito dei dintorni) si trasforma in una divertente occasione per un incontro particolare. Il gestore del locale mi presenta suo figlio e mi chiede se ho 10 minuti di tempo per parlare con lui. Dopo un attimo di legittimo quesito interno su quale sia la reale motivazione della richiesta, mi trovo a trascorrere, davanti a una buonissima pina colada, una delle ore piu&#8217; divertenti della settimana. Anshul ha 11 anni e nel tempo che trascorriamo insieme, seduti a uno dei tavoli del locale del padre, immersi in una luce blu da discoteca (incongrua, essendo in pieno giorno)<\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">, imparo tantissimo sulla religione Indu. Vista con gli occhi di un bambino che, per serieta&#8217; e prontezza, e&#8217; gia&#8217; un adulto. In cambio gli regalo la visione, sorprendente per lui, del &#8220;genogramma&#8221; della sua famiglia e della tipolgia dei legami che connettono le persone. Lui stesso rimane stupito per non avere idea dell&#8217;eta&#8217; non dico dei suoi nonni ma addirittura dei suoi genitori! E i suoi commenti alla rappresentazione grafica delle generazioni che lo precedono, sono pari se non superiori a quelle di qualche terapeuta in formazione &#8230; Un po&#8217; mi vergogno per quel piccolo sospetto iniziale e mi resta l&#8217;allegria degli occhi curiosi di Anshul e del buffo brindisi analcoolico, in cui lui impara, un po&#8217; stupito, a &#8220;tenere lo sguardo&#8221;.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>23 Agosto &#8211; marted<\/strong><strong>\u00ec <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/scale.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3978\" style=\"margin: 10px;\" title=\"scale\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/scale-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Ho finito per comprarla la statua di Manjushri &#8230; e, dopo un po&#8217; di indecisione tra due versioni, spero di aver fatto la scelta giusta. La cosa particolare \u00e8 il percorso, diciamo accidentato, per raggiungere il Jangtse Kahgn Monastery, dove un monaco pu\u00f2 inserire, all&#8217;interno, i <em>mantra<\/em>. Dopo averlo visto, chiamarlo Monastero mi par un po&#8217; esagerato. Sono tre stanze dall&#8217;aspetto quantomeno discutibile, in cima a un numero imprecisato di scivolosissimi scalini. Chiedo dettagli al primo monaco che incontro e, al sentirmi chiamare per nome, resto sorpresa &#8230; Io non mi ricordo di lui, pare che lo scorso anno fosse al Gajang Gyalrong Monastery e si ricorda benissimo di me. Mi fa un po&#8217; di feste e mi accompagna nella stanza dove si svolge l&#8217;intera operazione. Che, pare sia lunga e complicata, tanto che occorrono almeno tre ore. Non lo sapevo ma prima l&#8217;interno della statua va lavato e purificato, poi lasciato asciugare e infine possono essere inseriti all&#8217;interno i <em>mantra<\/em>, selezionati da un grande pannello appeso alla parete\u00a0 che ne contiene svariate tipologie, anche differenti per dimensione. Non mi resta altra scelta che aspettare e tornare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/protezioni.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3979\" style=\"margin: 10px;\" title=\"protezioni\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/protezioni-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Nel frattempo visito, oer la centesima volta, il Namgyal Temple e ne approfitto per recermi nell&#8217;Ufficio &#8220;The Dalai Lama Trust&#8221; dove, in cambio di un&#8217;offerta libera, si possono avere i grani mani, mcroscopiche pillole tibetane di protezione. Intorno c&#8217;e&#8217; un discreto fermento. Molte persone si affollano all&#8217;ingresso del Tempio e vengono indirizzate a un tavolo per la registrazione. Si sta, infatti, avvicinando la data di inizio per i prossimi insegnamenti di Sua Santita&#8217;. Tre giorni su <em>Shantideva&#8217;s. A guide to the Bodhisattva&#8217;s way of life (chodjug)<\/em>. Gli insegnamenti inzieranno il 30 ma gia&#8217; sono tantissime le persone che si stanno prenotando. Tra queste la solita anziana donna tibetana che incontro ormai ovunque, dalle manifestazioni di protesta a quelle religiose. L&#8217;unica differenza e&#8217; che, stavolta, non ha con se&#8217; la preziosa bandeira del suo Paese &#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/mantra.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3980\" style=\"margin: 10px;\" title=\"mantra\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/mantra-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Torno al Monastero per ritirare la Statua di Manjushri, con tutti i <em>mantra <\/em>saldati all&#8217;interno. Il monaco incaricato non c&#8217;e&#8217; gia&#8217; piu&#8217;, svanito chi sa dove. Prontamente sbucano fuori, dal nulla, due face simpatiche e accoglienti che hanno preso in carico la mia statua, preziosa per molti motivi. E che sembrano aver voglia di fare due chiacchiere. Mi mostrano, illustrandole, le grandi foto apese alle pareti. Tra queste quella del monaco parter di debate del Dalai lama. Uno dei due dice di conoscermi e cita anche il mio nome, con le storpiature del caso &#8230; Anche lui viene da Mundgod! Ed e&#8217; qui per gli insegnamenti del Dalai Lama. Ma non sara&#8217; diventato un po&#8217; troppo piccolo questo mondo?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/donout.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3981\" style=\"margin: 10px;\" title=\"donout\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/donout-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Penso a questo mentre scendo le scale e vengo travolta da una folla di pulcini vocianti. La scuola dei piccoli e&#8217; finita e risalgono tutti insieme, in un gruppo disordinato. Per mano i nonni, sulle spalle dei genitori, protetti da ombrelli over size multicolori. E pieni di ogni genere di <em>snack<\/em>, da quelli salati, a quelli dolcissimi, di spirito occidentale. Ecco, un <em>donout <\/em>dopo la scuola e&#8217; proprio quello che ci vuole! Inutile dire che tutti si vogliono far fare una foto. Che si mettono vicinissimi all&#8217;obiettivo pensando di entrarci meglio. Che si fanno un sacco di risate rivedendosi nel <em>display<\/em>. E inutile anche dire che non mi faccio pregare per fare tutti gli statti del caso &#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Alla fine, quella che oensavo una puntata veloce in Albergo prima della cena, si trasforma in un incontro che temevo. Non certo perche&#8217; non mi faccia piacere incontrare la dolcissima Gelek ma per la dimensione della busta che le vedo tra le mani &#8230; E ch, ohime&#8217;, contiene quattro scatole, di ragguardevoli dimensioni contenenti quattro oggetti &#8220;particolari&#8221; dedicati dai ragazzini ai loro sponsor. Trattasi di ruote mani, dorate, ad energia solare. Non entro nel merito del gradimento, penso solo al loro peso e allo spazio che occuperanno nel mio bagablio o a quanto mi costera&#8217; la loro spedizione &#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">La serata si conclude con la cena peggiore della mia permanenza qui! Cancello quindi dalla mia Lonely Planet personale il pomposo e sovrastimato Terrace Hotel. Suggerisco a chiunque di fare altrettanto!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>24 Agosto &#8211; maercoled<\/strong><strong>\u00ec <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">A fine mattina sono alla Library. Karma Choephel mi accoglie, come al solito sorridente, nel suo nuovo Ufficio. Che divide con un monaco del suo stesso lignaggio (Kagyu). Ovviamente la stanza e&#8217; meno rappersentativa di quando era Speaker del Parlamento Tibetano in Esilio. Ma a me piace di piu. Non solo per la vista che si gode dall&#8217;alto (monsone permettendo) ma, forse, anche perche&#8217; l&#8217;allegria di Karma me la rende subito un luogo accogliente e familiare. Gli consegno, come concordato, la lettera per il <em>past <\/em>Kalon Tripa Samdong Rinpoche, che si trova in India del Sud. E vado a portare al nuovo Kalon Tripa, Lobsang Sangay, la copia del video &#8220;Special Memoriss&#8221;, fortunosamente recuperata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Una telefonata di Vijay mi mette di buon umore, perche&#8217; mi rassicura sulle date della partenza. Dunque, pare che la disponibilita&#8217; di <em>transfer <\/em>per Mussorie, via Dehradun, sia confermata, come pure tutto quello che ci ruota intorno, Delhi compresa &#8230; <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Una bella cena alla Chonor House mi pare che ci stia proprio bene! Prima che i temibili afrori provenienti dalla legiadra fanciulla che mi siede qui accanto, piena di tatuaggi etno, di treccine rasta e di indumenti misticamente inzaccherati, me ne facciano passare del tutto la voglia &#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>25 Agosto &#8211; gioved<\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>\u00ec <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Questo Paese non finir\u00e0 mai di lasciarmi senza parole &#8230; Quindi, senza parole appunto, parto dalla fine. Cio\u00e8 l&#8217;acquisto, per la seconda volta di una pennetta per evitare non solo gli &#8220;afrori&#8221; ma anche le waiting list negli internet point pi\u00f9 gettonati. Infatti, soccome piove che Dio la manda, l&#8217;occupazione preferita sembra essere quella di &#8220;stare connessi&#8221;. Con chiunque, alternativa sempre migliore che niente. Per la prima volta ho visto signori rispettabili, con i capelli bianchi, passare le ore di fronte ai\u00a0 cartoni animati e ridere a crepapelle &#8230; Tornando, quindi, alla pennetta salvavita, quella acquistata a Mumbai, dopo 15 giorni di funzionamento pi\u00f9 o meno decente, averva ritenuto concluso il suo mandato. E io, dopo un viaggio inutile a Dharamsala citt\u00e0 (?) avevo appurato, con disappunto, che il venditore non aveva mai mandato i miei documenti alla ditta\u00a0 di competenza. La quale, come la legge prevede, mi ha tolto la connessione! Glisso su tutti i tentativi di spedire i documenti da qui, operazione impossibile se non si \u00e8 residenti in Arunachal pradesh. E arrivo all&#8217;acquisto di una seconda penna. Stavolta marca Idea, il che mi era parso di ottimo auspicio. Naturalmente non una sola confezione era sigillata. In qualche scatola mancava il cavo, in altre le istruzioni, in qualcuna addirittura la sim card &#8230; Alla fine la meno malandata viene messa\u00a0 alla prova. E funziona! Ma all&#8217;arrivo in albego non funziona pi\u00f9 &#8230; Il venditore, contattato, promette l&#8217;indomani un cambio solerte. E dunque arrivo, stasera appunto, con la nuova magica scatolina, provata e riprovataper prudenza anche in un Hotal vicino, certa di un funzionamento pressocch\u00e8 perfetto. Tra vari tentativi si fanno le 21,30. E quando il sempre solerte venditore (in un linguaggio mezzo inglese e mezzo Indi) mi dice che mi far\u00e0 contattate entro mezzora dalla Ditta, mi sento leggittimamente presa in giro &#8230; E invece no, alle 22 esatte, in un delirio di clacson e di ragazzini urlanti, la &#8220;Ditta&#8221; mi si presenta nella forma di un tal Saje il quale. ilare, prima mi dice che sta facendo le spese al market con la famiglia e, nel frattempo mi chiede mille dettagli anche sul colore della scatola. Poi contatta non so chi\/non so dove. Poi mi richiama e mi guida a cambiare tutte le impostazioni, con profusione di dettagli per me misteriosi e pazienza certosina nel ripetermi sempre da capo ogni cosa. Alle 22,30 ho la connessione migliore di tutto l&#8217;Himachal Pradesh. E continuo a restare senza parole. Per i pasticci che queste persone riescono a fare. E per come aggiustano,cambiano, rimescolano, aprono, chiudono, pasticciano, sistemano tutte le cose. Senza considerare il tempo perso, gli orari che non hanno un senso per noi legittimo e la strana mescolanza tra disponibilit\u00e0, indifferenza, testardaggine, menfreghismo, solidariet\u00e0, candore. Mi torna alla mente quella volta di tanti anni fa quando in uno sperduto ufficio di Polizia di Mumbai, essendo state danneggiate le valigie in uno scalo, la faccenda aveva coinvolto una decina di persone, un giornalista compreso, le quali si raccontavano tutte, sempre da capo la storia. E continuavano con il mantra ormai ben noto &#8220;please, have a seat, please have a tea&#8221;. Di collana mi pare me ne fosse stata rubata una. Ma di tempo ne avevo perso parecchio in quell&#8217;Ufficio sperduto nel nulla &#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2095.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3988\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2095\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2095-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Di rilevante, nella giornata, c&#8217;\u00e8 l&#8217;incontro con Jampa Choedon che mi aggiorna sugli ultimi eventi relativi alla sua famiglia. Il marito \u00e8 stato trasferito a Pokara, in Nepal. Il che non rende felice nessuno. N\u00e8 lui, n\u00e8 Jampa n\u00e8 le figlie. La maggiore delle quali frequenta la Gopalpur School e la minore, Chodono appunto, la Selaqui School, vicino a Dehradun. Il che vuol dire che Chodon trascorre con la famiglia solo due mesi l&#8217;anno, da dicembre a febraio, nel periodo delle vacanze. Per\u00f2 frequentare la Selaqui School \u00e8 un privilegio, riservato solo agli studenti migliori. E lei \u00e8, addirittura, al secondo posto tra tutti gli studenti del suo livello (Class VI) anche di questa Scuola. Non mi stupisco, ricordandomi della sua intelligenza prontissima e della sua straordinaria capacit\u00e0 di comportarsi da adulta, conservando la gioia e lo spirito libero di una bambina. Ora ha 11 anni e quando frequenter\u00e0 il College, vuole diventare un dottore! La mamma, ovviamente ne \u00e8 felicissima e, devo ammetterlo, io pure lo sono. Perch\u00e9 ho sempre avuto l&#8217;iea che si trattasse di una ragazzina davvero un po&#8217; speciale &#8230; chi sa che non sia vero quello che ho sempre un po&#8217; pensato e cio\u00e8 che molti &#8220;accoppiamneti&#8221; bambini-sponsor non siano del tutto casuali.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In serata capito in uno strano caff\u00e8, che \u00e8 qui da secoli ma che, non so per quale motivo avevo sempre bypassato. E&#8217; gestito da volontari che portano avanti alcune importanti iniziative a sostegno delle opportunit\u00e0 imprenditoriali dei rifugiati. Tra queste una sorta di Asilo di Quartiere (BCC, Bby Care Centre) che accoglie oltre 50 bambini in et\u00e0 inferiore ai 3 anni, molte attivit\u00e0 per persone anziane, (TSC, Tibetan Silver Community) vendita\/riciclo di indumenti donati, e, come fonte principale di di autofinanziamento, produzione di abiti &#8211; in stile intermedio tra il tibetano e l&#8217;occidentale &#8211; cuciti da un gruppo di ragazze madri di un villaggio vicino. Il posto si chiama &#8220;Rogpa&#8221; (che, tradotto dal tibetano vuol dire &#8220;trusted friends and helpers&#8221;), le persone che lo gestiscono sono molto simpatiche e i volontari attivi e dedicati. Mi offrono la migliore torta al cioccolato che io ricordi! <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>26 Agosto &#8211; venerd<\/strong><strong>\u00ec <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Glisso sull&#8217;inizio giornata &#8230; la penna non funziona! <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il seguito va meglio. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_22901.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3989\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2290\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_22901-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Visito per la prima volta la Nunnery, Monastero dove vivono poche centinaia di monache. Mi sembra il posto pi\u00f9 adatto dove chiedere la &#8220;puja&#8221; dedicata al padre di un mio caro amico. Faccio l&#8217;offerta di rito e mi preparo ad assistere alla preghiera, fissata per le 15,30. E mi auguro, di cuore, che possa esprimere al meglio tutte le sue energie. <\/span><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">La monaca che registra\u00a0 l\u2019offerta non riceve il massimo delle mie simpatie ma forse \u00e8 solo stanca e legittimamente annoiata da queste operazioni burocratiche e pure necessarie. La sala di preghiera, per\u00f2, \u00e8, come al solito, un posto sospeso. A met\u00e0 strada tra passato e presente, con preghiere e volti antichi, accanto a oggetti di plastica che sembrano quanto mai inadeguati. La preghiera di Men La, il Buddha della Medicina, \u00e8 appena iniziata. La concentrazione delle monache \u00e8 al massimo. Sembrano ancora pi\u00f9 assorte dei monaci e mi colpisce l\u2019assenza di bambine. Tra tutte, spiccano tre anziane, con il volto scavato da rughe profonde e antiche come, presumo, debba essere la loro storia. Anche i <em>mudra<\/em> mi sembra che vengano eseguiti con una cura diversa e particolare. E solo la distribuzione delle offerte ha sempre lo stesso sapore. Faccio le foto con il solito velato imbarazzo e mi domando se ritengano irrispettoso il mio interesse per i loro gesti, per le loro espressioni, per le loro voci. Una di loro, al termine della preghiera, mi rassicura. Si chiama Tenzin e, mentre mi fa da \u201cguida\u201d verso l\u2019uscita, mi racconta, in una sintesi pittoresca, la storia della sua famiglia e della sua vita in Lhadak quando era ancora bambina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Incontro di nuovo Chime Youngdung nel suo Ufficio e anche Lukur Jam, Vice Presidente del Gu Chu Sum, un simpatico attivista che incontrer\u00f2 di nuovo pi\u00f9 tardi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2130.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3990\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2130\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2130-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>E&#8217; tempo di volare al Lower TCV, per incontrare, finalmente Tenzin Dorjee. Sono due anni che non lo vedo e, per strano che possa sembrare, \u00e8 stato possibile, solo stamattina avere il suo indirizzo preciso, dopo estenuanti ricerche &#8230; Arrivo sul filo del tempo e dopo qualche disguido, dovuto all&#8217;omonimia e volti stupiti di ragazzini che non riconosco e che non riconoscono me, ecco che finalmente arriva il &#8220;nostro&#8221; Tenzin. E&#8217; diventato altissimo e quasi faccio fatica a ritrovare il quel viso affilato e pensoso, il ragazzino scanzonato che avevo conosciuto a Mundgod. Ma la vita \u00e8 complicata ovunque e per tutti. La sua storia sembra un romanzo, difficile da sintetizzare in poche parole. Si \u00e8 trasferito con il padre e la sorella a Dharamsala per trovare migliori opportunit\u00e0, mentre lamadre per lo stesso motivo si \u00e8 trasferita in Belgio. La sua relazione con il padre, che descrive come di grande cura reciproca, non \u00e8 durata per molto, stroncata, a dicembre 2010, da una malattia improvvisa di cui lui non sa nemmeno il nome. Cos\u00ec ora Tenzin \u00e8 diventato, per forza, ancora pi\u00f9 adulto di prima. Con gli occhi liquidi, un dolore e una solitudine difficili da elaborare. Faccio del mio meglio per utilizzare con lui non le teorie ma l&#8217;esperienza personale condivisa. Infantilmente, mi rasssicura il suo indirizzo e-mail e la sua presenza su Facebook, come se qla possibilit\u00e0 di un legame dall&#8217;altra parte del mondo, potesse lenire appena la mia preoccupazione e, soprattutto, dare un sostegno al suo dolore.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Per una circostanza curiosa, il Manager accetta senza esitazione, di rinunciare alla sua ora di pranzo per aitarci a comunicare e per una circostanza ancora pi\u00f9 curiosa si materializza dal nulla un&#8217;insegante che viene dal Camp 3 di Mundgod! Che \u00e8 stata compagna di scuola della zia di Tenzin e che mi promette di prendersi cura di lui.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2172.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3991\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2172\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2172-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La breve pausa al Caffe Talk mi aiuta &#8230; E&#8217; il primo cappuccino che prendo in India, fin dal mio primo viaggio qui nel 2011. Ma \u00e8 un cappuccino talmente speciale che faccio il bis! Non solo Arrty \u00e8 bravissiimo a creare immagini sempre diverse, usando la schiuma del latte e uno stecchino ma il sapore di questa bevanda supera di gran lunga quella del capuccino del mio Paese. Avr\u00f2 modo di pentirmene solo pi\u00f9 tardi &#8230;<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">E ora, diluvio permettendo, cerco di raggiungere di nuovo il Monastero, perso in una pozza\u00a0 di acque e fango, tanto che nemmeno la macchina ci pu\u00f2 arrivare.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2469.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3993\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2469\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2469-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al termine mi incontro di nuovo con Chodup, al Village Meeting Point Caff\u00e8 del TCV. Chi, meglio di lui, essendo un Mac user, pu\u00f2 aiutarmi davvero a sistemare al meglio il famoso Font Tibetano?\u00a0 Mi spiace solo che debba perderci tanto tempo! Ma alla fine la sua testadrdagina la sputa sul risultato! Io inganno l\u2019attesa dando un\u2019occhiata in giro e sperimentato anche qui un cappuccino ancora pi\u00f9 creativo. Stavolta niente fiori, solo la\u00a0 &#8230; Mappa del Tibet con la scritta Pod Gyallo al centro! Ne \u00e8 autore Dawa, un ragazzino che lavora al banco e che ha un volto piccolo ma luminoso e trasparente come la luna, che \u00e8 anche la traduzione del suo nome.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2457.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3995\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2457\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2457-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Per l\u2019appuntamento successivo sono in ritardo! Arrivo trafelata difronte alla sede del Ntional democratica party of Tibet, dove Chime Youngdung mi sta aspettando, insieme al Vicepresidente del Gu Chu Sum, Lunkar Jam. Chime Youngdung \u00e8 gi\u00e0 sulla sua moto e tiene in mano la penna dove mi ha copiato il bellissimo salva schermo con il volto Kundun in doppia prospettiva \u2026 <\/span><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Trova, comunque, il tempo di informarmi del nuovo progetto che ha in corso, inerente allo sviluppo della formazione e della cultura, cui dar\u00e0 corso a partire dal prossimo anno, allo scadere, cio\u00e8, del suo mandato quale Presidente del National Democratic Party.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><a href=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2499.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3996\" style=\"margin: 10px;\" title=\"DSC_2499\" src=\"https:\/\/www.arefinternational.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_2499-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Durante la breve visita al Gu Chu Sum non riesco a trattenermi da &#8220;fotografare&#8221; una foto speciale &#8230; tra le tante che riempiono i muri. So benissimo che \u00e8 vietato farlo\u00a0 ma so altrettanto che ne far\u00f2 un uso appropriato. Tutte le altre, come gi\u00e0 considerato lo scorso anno, sono troppo incredibili e devastanti, non dico per essere descritte ma anche semplicemente per essere guardate. Almeno io non riesco a farlo, non per troppo tempo almeno. Sono immagini talmente crude e realistiche della prigionia, delle torture e delle uccisioni di attivisti Tibetani che ci si rifiuta quasi di credere che possano essere vere e che possano riguardare davvero esseri umani &#8230;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Al termine\u00a0 sono pronta per visitare una strana mostra di pittura alla Peak Art, cui sono stata invitata da karma Siche. Il fantastico attivista delle marce dei agosto 2008 e padre della bellissima bambina che avevo fotografata tante volte. Siccome il mondo \u00e8 sempre pi\u00f9 piccolino, incontro di nuovo Arrty, appena uscito dal suo Caff\u00e8, in compagnia di un po\u2019 di clienti.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E la serata si concude con una cena alla Chonor House che posso valutare, decisamente, come la migliore di tutto il mese \u2026<span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>27 Agosto &#8211; sabato<\/strong><strong> <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ga<span style=\"color: #ff0000;\">nj<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"color: #000000;\">Giornata di &#8220;forzato&#8221; riposo &#8230; I biglietti sono pronti e domani si parte per Delhi.<\/span><strong> <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<hr style=\"text-align: justify;\" \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>28 Agosto &#8211; domenica<\/strong><strong> <\/strong><strong> &#8211; <\/strong><strong>Mcleod Ganj-Delhi<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Un viaggio tranquillo da Mcleod Ganj all&#8217;areoporto di Gagol. Addirittura in anticipo! Spero che la spedizione di oggetti vari, forzata visto l&#8217;overweight del mio bagaglio, non mi reiservi amare sorprese. Ogni anno giuro che non accetter\u00f2 nemeno uno spillo n\u00e8 dalle famiglie n\u00e8 dai ragazzini per i loro sponsor. E ogni anno mi ritrovo con la solita processione. Che un po&#8217; mi fa tenerezza e un po&#8217; mi fa imbestialire. Ne capisco il senso, riequilibrare per quanto possibile una relazione d&#8217;aiuto sbilanciata. Ma devo imparare ad essere pi\u00f9 drastica, accettando, per esempio solo disegni, foto o cartoline. Il peso del pacco spedito, comunque, \u00e8 di 15 chili &#8230; 180,00 euro se li portassi in areoporto e &#8220;solo&#8221; 100,00 euro tramite ufficio postale. Che mi far\u00e0 pervenire il tutto in due settimane. Ne vale davvero la pena?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 29 luglio al 5 settembre 2011 AREF INTERNATIONAL realizza la propria attivit\u00e0 di: Cooperazione internazionale a sostegno dei Rifugiati politici provenienti dal Tibet di Marilia Bellaterra Come ogni anno l\u2019Associazione compie il periodico viaggio di verifica delle proprie attivit\u00e0, realizzate a favore dei rifugiati politici Tibetani che vivono in India. 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