Hong Kong: Jimmy Lai colpevole di collusione e sedizione (15/12/25) Copia

Jimmy Lai, il magnate dei media di Hong Kong pro-democrazia, è stato dichiarato colpevole di collusione e sedizione nel processo a suo carico sulla violazione della sicurezza nazionale, nella sentenza firmata dai giudici Alex Lee, Esther Toh e Susana D’Almada Remedios del tribunale di West Kowloon.

Lai, che ha compiuto 78 anni la scorsa settimana, è stato ritenuto responsabile di due capi d’imputazione per cospirazione con forze straniere ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a giugno del 2020 e di un terzo capo d’imputazione per sedizione ai sensi della legislazione dell’era coloniale britannica.

Il verdetto è maturato cinque anni dopo il processo avviato per uso di tabloid personale (ora chiuso) per fare pressione sulle nazioni straniere al fine di imporre sanzioni, blocchi o altri atti ostili contro Cina e Hong Kong in risposta alla stretta su autonomia e libertà di Pechino a danno dell’ex colonia britannica. Lai, arrestato ad agosto del 2020 e in isolamento da oltre 1.800 giorni, è stato ritenuto la mente della pubblicazione di “materiale sedizioso” per “fomentare il malcontento” nei confronti del governo.

Lai rischia la pena massima dell’ergastolo e la condanna sarà emessa in un secondo momento, pur avendo a disposizione un ricorso contro tutte le accuse. Il processo è stato visto da molti come una testimonianza della caduta dei diritti civili nella città dopo il passaggio della sovranità dal Regno Unito alla Cina nel 1997.

Lo stesso presidente Usa Donald Trump avrebbe parlato con il suo omologo cinese Xi Jinping sul rilascio di Lai, in precarie condizioni di salute, durante l’incontro di fine ottobre in Corea del Sud, a margine del forum dell’Apec.
Il governo britannico ha condannato il processo giudiziario come motivato politicamente come ha dichiarato il Ministero degli Esteri in una nota, chiedendo l’immediato rilascio di Lai.

Ovviamente la Cina ha espresso “pieno sostegno” al verdetto di colpevolezza contro Jimmy Lai, esprimendo il proprio supporto “nella punizione di atti criminali che minacciano la sicurezza nazionale”.

Ricordiamo che il 17 Ottobre scorso, il figlio di Jimmy Lai, Sebastien Lai è stato ricevuto in Senato e, nel corso di una conferenza stampa, ha dettagliatamente esposto quanto accaduto in merito alle accuse precedentemente descritte. La conferenza, su iniziativa del Sen. Giulio Terzi di Sant’Agata, ha visto la partecipazione, tra i relatori di: Eleonora Mongelli (Segretario Generale dela federazione Italiana Diritti Umani), di Mark Sabah ( Direttore The Committee for freedom in Hong Kong Foundation) e di Matteo Angioli in qualità di moderatore (Segretario generale Comitato Globale per lo Stato di Diritto).

by M. Bellaterra