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Sei un laureato tibetano? Sappi che avrai difficoltà a trovare lavoro

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Se sei un laureato tibetano, avrai enorme difficoltà a trovare lavoro. Anche se risiedi e lo ricerchi in Tibet. L’allarme è lanciato da Radio Free Asia, che parla di un vero e proprio ‘scontro etnico’ per i laureati tibetani in cerca di lavoro. Secondo una fonte intervenuta proprio a RFA, infatti, oggi come oggi sono pochi i tibetani a trovare impiego nel settore governativo nelle aree tibetane a causa dell’arrivo dei laureati cinesi.

Laureato tibetano: una disoccupazione preoccupante

“Nel 2018 c’erano solo 40 mila richiedenti nella sola regione autonoma del Tibet – spiega la fonte – per l’esame di ammissione per le posizioni nel servizio civile cinese. Ma solo 3 mila hanno superato gli esami per diventare idonei ed essere presi in considerazione per le posizioni governative”.

Una condizione per qualsiasi laureato tibetano aggravata ulteriormente dall’arrivo dei laureati cinesi. E dunque, per motivi etnici, ai tibetani sono concesse meno opportunità. “L’anno scorso la maggior parte dei tibetani è stata lasciata senza lavoro”, sottolinea la fonte anonima.

Non solo cinesi, però, in quanto nella regione tibetana starebbero arrivando laureati provenienti da altre regioni. “Anche candidati provenienti dal Qinghai e da Amdo“, come dichiarato a RFA da un tibetano che vive nella prefettura autonoma tibetana di Yulshul.

Un percorso difficile

Sempre su RFA, uno studente universitario nella prefettura di Nagchu (Tibet) ha parlato di un numero di candidati in aumento per gli esami di servizio civile. “Inoltre – spiega – le domande sugli esami stanno diventando molto più difficili”.

Di fatto, bisogna ricordare che nei test sono inseriti obblighi di lingua complessi per i tibetani, come la padronanza del cinese mandarino. In questo contesto, fuoriescono spesso notizie di attivisti che tentano di promuovere il riconoscimento della lingua tibetana, tuttavia senza successo. Inoltre, i corsi di lingua organizzati informalmente sono considerate “associazioni illegali”, e gli insegnanti sono passibili di arresto e detenzione.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante