Mr. Nobody against Putin – Giornata Mondiale dei Diritti Umani (10/12/25)

Un documentario che riesce a mostrare dove la propaganda di un regime può arrivare.

PavelPashaTalankin non è propriamente un insegnante. È colui che, in una scuola di una cittadina del Karabash, è addetto al coordinamento degli eventi scolastici nonché il responsabile della videoteca. Dopo l’inizio della “operazione militare speciale” in Ucraina del 22 febbraio 2022 assiste in tempi rapidi alla trasformazione del suo lavoro in un veicolo di propaganda militarista. Deve cioè documentare marce con bandiera e discorsi patriottici dei docenti ed esercitazioni per la conoscenza e uso delle armi. Decide di trasformare questo suo dovere professionale in un ‘attività di controinformazione.

Ciò che risulta essere più interessante in questo film, realizzato con i materiali registrati dal giovane filmmaker che è riuscito a lasciare la Russia prima di essere prima o poi arrestato, è sicuramente la documentazione di come un regime provi ad insinuarsi a forza nelle coscienze, a partire dai più giovani in età scolastica.

“Pasha” Talankin non ci mostra solo il presente finalizzato a una deriva patriottico militarista ma ci parla anche del passato. Ce lo descrive come un tempo relativamente recente in cui in questa scuola di una cittadina di 10.00 abitanti, distante più di 2.500 chilometri dal confine ucraino, si poteva operare con serenità.

Putin, e il suo mastino ideologico Medvedev, sono alla guida del Paese da moltissimi anni ma è come se la guerra avesse fatto cadere la maschera di un potere che si rappresentava in una veste soft che consentiva di vivere una vita sostanzialmente e apparentemente tranquilla.

Ho assistito alla proiezione romana di questo Documentario, al cinema l’Aquila, nella giornata Mondiale dei Diritti Umani.

L’evento è stato organizzato da: Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU) insieme all’Ambasciata dei Paesi Bassi. Sono intervenuti in apertura Michael Stibbe (Ambasciatore dei Paesi Bassi) e Antonio Stango (presidente FIDU). Nel panel moderato da Eleonora Mongelli (Vice presidenten e Segretario FIDU) sono intervenuti: Micol Flammini (giornalista de Il Foglio), Teresa Coratella (policy fellow e vicedirettrice dell’ufficio di Roma dell’European Council on Foreign Relations, ECFR) e Carolina de Stefano (lecturer alla Luiss).

E’ stata un’occasione importante per riflettere sulla trasversalità di temi quali l’uso improprio della cultura e della formazione a fini biecamente militaristici. Insieme alle tante repressioni e controllo di cervelli in atto non solo nel paese oggetto del documentario ma in mille altri Paesi dove i Diritti Umani sono nulla più che una parola priva di ogni reale significato. E’ per questo che il Tibet – tanto per parlare di un tema di nostra specifica pertinenza – è, dolorosamente, in ottima compagnia…