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Nepal, un accordo segreto con la Cina fa tremare i Tibetani

Nepal, un accordo segreto con la Cina fa tremare i tibetani aref international onlus

Nonostante il primo stop a una possibile legge d’estradizione, Nepal e Cina hanno comunque firmato un accordo segreto per gestire il controllo alle frontiere dei richiedenti asilo tibetani. Tale manovra non colpirà i rifugiati tibetani già presenti a Kathmandu, anche se per loro c’è un’altra amara sorpresa.

Nepal e Cina, cronostoria di un accordo segreto

Andiamo con ordine. Come abbiamo riportato nel nostro blog, tra il 12 e il 13 ottobre 2019 Xi Jinping è stato in Nepal per chiudere una possibile alleanza sulla legge d’estradizione. A cui, però, seguì un chiaro, forte e secco “No” da parte del primo ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oli. Tant’è che la reazione del numero uno della Cina fu abbastanza rocciosa: “Chiunque si dedichi al separatismo in qualsiasi parte della Cina sarà ridotto in cenere, fatto a pezzi”, aveva chiosato al termine del weekend d’incontri.

Tuttavia, come ha fatto sapere Bitter Winter nel gennaio scorso, un patto in materia di deportazione tra ambo le parti c’è stato. Il ministro degli Esteri nepalese, Pradeep Gyawali, infatti, ha confermato al proprio Parlamento – come richiesto dalla Costituzione locale – che effettivamente è stato siglato un accordo confidenziale (tenuto segreto) con la Repubblica Popolare Cinese durante la visita di Xi Jinping.

Cosa prevede l’accordo tra Nepal e Cina

Il trattato segreto prevede che “i cittadini cinesi (compresi i Tibetani) che attraversano illegalmente il confine con il Nepal saranno detenuti e rimandati in Cina entro una settimana” (Bitter Winter). Tuttavia, è una violazione di un patto ancora più vecchio, stavolta tra Nepal, India e UNHCR. Di fatto, “il Nepal ha accettato di concedere un passaggio sicuro ai richiedenti asilo tibetani che sono fuggiti dalla Cina allo scopo di stabilirsi in India”. Invece, chi è già in Nepal non sarà espulso o estradato. Ma non è oro tutto ciò che luccica.

Timori anche per i rifugiati tibetani

L’International Campaign for Tibet (ICT) sottolinea l’esistenza di un ulteriore accordo segreto che minerebbe la libertà dei rifugiati tibetani in Nepal. Sarebbe “un trattato sull’assistenza giudiziaria reciproca in materia penale” (RFA), firmato sempre a ottobre 2019. Tale patto metterebbe a rischio l’esercizio della libertà dei rifugiati tibetani. Ad esempio, “per esprimere la loro distinta identità culturale o esprimere opinioni politiche opposte dalla Cina”. Pradeep Gyawali ha confermato anche questi rumors. Il timore, adesso, è il ritorno dello spettro della legge sull’estradizione.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante

Foto di Khabarhub.com