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Nepal non firma il trattato di estradizione. Xi Jinping: “Separatisti saranno fatti a pezzi”

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In Nepal è stato un weekend d’ottobre di fuoco, sulle cui fiamme hanno soffiato parole non proprio amichevoli di Xi Jinping. Qualche giorno fa, infatti, il numero uno della Cina è stato nel paese himalayano per ottenere un accordo sul trattato di estradizione per i rifugiati tibetani, a cui però è seguita una fumata nera. Dura la reazione del leader del Partito comunista cinese: “Chiunque si dedichi al separatismo in qualsiasi parte della Cina sarà ridotto in cenere, fatti a pezzi”.

Nepal dice no alla Cina, rabbia Xi Jinping

Procediamo con ordine. Gli scorsi 12 e 13 ottobre 2019, Xi Jinping si è recato in Nepal – prima visita di un presidente cinese nel Paese dal 1966 – per firmare alcuni accordi politici e commerciali, tra cui quello sull’estradizione. In particolare, la firma tra le controparti avrebbe garantito la deportazione di rifugiati tibetani da Kathmandu a Pechino, quest’ultimi descritti dai media cinesi come “falsi rifugiati”. In particolare, il desiderio cinese era controllare entro i propri territori i testimoni che raccontano le atrocità subite in Tibet alla stampa internazionale.

Come mai proprio il Nepal? Secondo i dati diffusi da Bitter Winter, il Paese asiatico ospita circa 20 mila rifugiati tibetani, di cui 9 mila solo nella capitale. Nell’organigramma internazionale, il Nepal non ha mai firmato la Convenzione e il Protocollo di Ginevra. Perciò non risponde a una vera e propria regolamentazione mondiale in merito all’immigrazione.

Xi Jinping ha provato ad approfittarne per porre le mani della Cina sulla vicenda. Tuttavia, il governo nepalese ha risposto picche, rifiutando anche soldi cinesi per la costruzione di un nuovo edificio del Parlamento e strade vicino al confine con la Cina. Gli unici documenti firmati sono stati quelli riguardanti l’assistenza giudiziaria reciproca in materia penale (per reati comuni) e i consueti patti commerciali.

Xi Jinping: “Chi supporta la divisione dalla Cina si illude”

Tibet, Hong Kong e, adesso, Nepal. In un periodo dove sentimenti separatisti e autonomisti dalla Cina sono ampiamente diffusi, Xi Jinping ha mostrato tutta la sua rabbia. “Chiunque si dedichi al separatismo in qualsiasi parte della Cina sarà ridotto in cenere, fatti a pezzi”, ha dichiarato durante l’incontro con il premier nepalese K.P. Sharma Oli (Huffington Post). “Ogni forza esterna che supporta la divisione della Cina si illude”. Minacce velate nei nomi, ma dalle quali è possibile desumere gli indirizzati: Tibet e Hong Kong.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante

Fonte foto: South China Morning Post