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Il nuovo White Paper della Cina turba la Central Tibetan Administration

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Il nuovo White Paper della Cina, “China’s National Defense in the New Era”, impensierisce la Central Tibetan Administration (e anche noi di Aref International Onlus e chi in tutto il mondo difende la questione tibetana). In una lunga nota stampa, infatti, la CTA mostra ampia preoccupazione, citando alcune frasi del White Paper della Cina a dimostrazione del proprio turbamento.

Cosa dice il White Paper della Cina?

Già il titolo del White Paper della Cina parla da sé. L’obiettivo del documento, di fatto, è sensibilizzare la politica interna verso un paese più solido. In che modo? Costruendo “una nazione fortificata sulla difesa nazionale e su un forte reparto militare“. In questo modo, si aiuterà “la comunità internazionale a capire meglio i principi della difesa nazionale cinese“. Anche perché “la Pace è una comune aspirazione di tutte le persone nel mondo”. Inoltre, la Cina promette che non perseguirà mai atti di “egemonia, espansione e sfere d’influenze”. Senza che questo, tuttavia, abbia una garanzia storica.

Quali sono le preoccupazioni?

“Sfortunatamente – scrive la CTA – data la distorsione fattuale e storica che la Cina ha deliberatamente fatto nei White Paper pubblicati sul Tibet in passato, gli osservatori cinesi e la comunità internazionale non prenderanno questa affermazione al suo reale valore”. Per spiegare meglio questa frase, la Central Tibetan Administrarion ricorda “l’interferenza in Nepal per tenere i tibetani al guinzaglio, immobili e fuori dal paese”. Un Tibet che, come sappiamo, è stato anche oggetto di una guerra, nonostante il White Paper della Cina affermi il contrario: “Dalla sua fondazione 70 anni fa, la Repubblica popolare cinese non ha mai avviato alcuna guerra o conflitto”. Risponde subito la CTA: “Il Tibet non fu occupato illegalmente negli anni Cinquanta, e cosa causò la morte di 1,2 milioni di tibetani e la fuga di Sua Santità dal Dalai Lama e dei tibetani in esilio?”.

Come mai è stato pubblicato adesso questo nuovo documento?

La domanda non è priva di fondamento, visto che tutt’oggi gli occhi della Cina sono irrimediabilmente rivolti ai fatti di Hong Kong. Desta scalpore, quindi, leggere tra le righe del White Paper che “i compiti dell’Esercito di Liberazione Popolare sono di fornire supporto strategico per consolidare la leadership del Partito Comunista e del sistema socialista, salvaguardare la sovranità nazionale, l’unità e l’integrità territoriale”. Secondo la CTA, questo è un “chiaro messaggio dalla Cina”, la quale “informa la comunità internazionale che, molto presto, l’esercito si dirigerà verso Hong Kong e, successivamente, a Taiwan“.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante