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Il partenariato Italia-Cina nella Nuova Via della Seta

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Mi è difficile, anche lo volessi, essere neutrale in merito a questo evento cui AREF International ha partecipato. Evento organizzato da Unione Interparlamentare, Gruppo Italiano Sezione Bilaterale di Amicizia Italia – Cina e Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese nella Repubblica Italiana. Visto che i contenuti saranno ampiamente diffusi sui media, non mi soffermo sugli stessi, fatta eccezione per la condivisione di alcune diapositive.

Partenariato Italia-Cina: i dettagli

I due “partner” hanno utilizzato metà del tempo per promuovere – dipingendo il tutto dello stesso rosa delle diapositive suddette – e metà per spiegare, con dovizia di particolari, come mai le tante critiche all’accordo One Belt One Road (OBOR) non abbiano alcun fondamento. In linea con quanto ci si può attendere da chi, anche in contesti a visibilità molto maggiore dell’incontro attuale (nel caso di specie l’ultima China-Africa Friendly Night di Pechino) fa lapsus indicativi nel sostituire “Esploration” con “Exploitation”. Senza tener conto della “excusatio non petita”, visto che non era consentito dibattito alcuno. In perfetta coerenza con la natura di un incontro che ha il “partenariato Italia-Cina” come oggetto.

Una sola considerazione sui contenuti. Di propaganda piena. A proposito di qualità, cultura, tecnologia e tutela ambientale (…). Con inneggi agli isomorfismi tra i due Popoli, più che altro sulla “via della Tavola”, a suon di vino, olio, buoni prodotti, eccellenza e con le immancabili nostrane arance “tarocco” (più e più volte citate dai Relatori). In bizzarra assonanza con altri “tarocchi” di cui abbiamo già fatto e faremo le spese.

Alcune dichiarazioni all’evento sul partenariato Italia-Cina

Voglio concludere con qualche perla:

  • Dobbiamo cogliere le quattro grandi opportunità e attuare il win win”;
  • Non si tratta di una trappola ma di una torta”;
  • Rutelli ha la nostra stessa visione e stiamo preparando un lungometraggio, gli artisti ci sono, occorrono i finanziamenti”;
  • Portiamo avanti il multilateralismo della cooperazione e della cultura, verso un secondo Rinascimento”. (Tutte di S.E. Li Ruiyu);
  • Possiamo aprire nuovi mercati comuni nei mercati terzi, come è accaduto tra Cina e Giappone. E se qualcuno pensa che questo sia colonizzazione, risponderemo con la trasparenza e che non si tratta di una trappola del Debito”;
  • Possiamo insieme creare un destino comune per l’umanità intera, una perturbazione che funga da modello, un secondo Rinascimento (e due, nda)” (Marco Donati);
  • L’Italia ha ben chiara la sua posizione nell’asse geopolitico ma questo non può significare lavorare contro i propri interessi, l’opportunità che vediamo è quella della logica. Non si tratta di un nuovo trend ma di riprendere un percorso già iniziato e poi interrotto. Siamo stati i primi in Europa e qualcuno sta rosicando (sic, nda)” (Manlio Di Stefano).
  • La colonizzazione da parte della Cina è un errore storico. Se la geopolitica non si mette in mezzo per causare una guerra” (M.Novella Rossi).
  • Possiamo avere un nuovo Rinascimento (e tre, nda)”;
  • il Presidente Xi Jinping ha riflettuto sulle discrepanze economiche dei Paesi che non possono partecipare alla Governance quindi ha pensato alla Belt & Road … Ci si focalizza sugli interessi della Cina ma la Cina, invece, mira a una nuova globalizzazione, mettendo le persone al centro (?, nda)” (Zhao Kejin).
  • La tempesta perfetta. Meglio esserci per governarla che essere assenti e subire i grandi cambiamenti a livello planetario cui corriamo il rischio di non poterci adeguare” (Vito Petrocelli).

Per finire con l’ultima citazione riportata da Vito Petrocelli stesso, in apertura:

  • Se la Cina aprirà le sue porte, inevitabilmente entreranno delle mosche” e, poi in chiusura, giusto per concludere in bellezza: “Se entreranno le mosche, vuol dire che utilizzeremo l’insetticida”.

P.S.: è stato distribuito il libello: Le Nuove Vie della seta e il ruolo dell’Italia, a cura di Matteo Bressan e Domitilla Savignoni.

Articolo di Marilia Bellaterra