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Report USCIRF 2019: la Cina viola la libertà religiosa

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Il report USCIRF (U.S. Commission on International Religious Freedom) 2019 non ha dubbi: la Cina è uno dei paesi al mondo con alto tasso di violazione della libertà religiosa. A dirlo è un organo indipendente statunitense che, da diversi anni, si occupa di monitorare la libertà religiosa nel mondo. Nato nel 1998, i suoi rapporti sono sempre osservati con autorevolezza.

Report USCIRF: i dettagli (politici) riguardanti la Cina

Pubblicato il 29 aprile scorso a Washington, il report USCIRF sottolinea l’inasprimento della condotta cinese nei confronti della religione. A cominciare da alcune scelte politiche. Come la Normativa sugli affari religiosi del 2018 che, diffuso da Bitter Winter, “ha posto infatti fine alla zona grigia che fin dai primi anni 1980 ha consentito che le attività religiose indipendenti si svolgessero legalmente”. Una situazione andatasi ad aggravare con il trasferimento in materia dall’Amministrazione statale per gli affari religiosi (ASAR) al Dipartimento del lavoro del Fronte Unito (DLFU). “Per molti gruppi religiosi – afferma il rapporto – ciò ha significato la fine di ogni rapporto con i funzionari dell’ASAR e la rimozione del cuscinetto di protezione esistente, per quanto limitato, tra la religione e il Partito”.

Il quadro internazionale

I diversi problemi interni della Repubblica Popolare cinese sono spesso venuti fuori globalmente. “Le critiche rivolte a livello internazionale nei confronti della Cina – rivela il report – sono aumentate nella seconda metà del 2018, man mano che la repressione della libertà religiosa e dei diritti umani a esse connessi veniva resa pubblica”. Di fatto, è in questo periodo che la Cina è condannata dalla Revisione Periodica Universale, che bocciò il paese asiatico per le troppe violazioni in termini di libertà religiosa. Al centro della questione, poi, è stato posto il termine ‘sinizzazione’, che ha assunto il significato di controllo e repressione dei fedeli ai precetti del partito cinese.

Il commissario USCIRF: Cina in guerra con la religione

Phayul riporta alcune delle dichiarazioni del commissario USCIRF, Gary L. Bauer, che sottolineano ancora di più il carattere repressivo della Cina. “Non penso che sia un’esagerazione ammette che il governo cinese abbia sostanzialmente dichiarato guerra alla fede religiosa”, si legge nell’articolo. “La Cina è un paese ateo e comunista. Il Partito sembra sentirsi minacciato quando un cittadino cinese presta più attenzione alla propria spiritualità e alla fede religiosa, invece che alle esigenze del governo”.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante