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Tibet, ICT: “ONU non dimentichi questa regione quando sarà in Cina”

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Il Tibet non va dimenticato, soprattutto da parte dell’ONU, quando a fine anno sarà in visita in Cina. È la sintesi di un messaggio inviato pubblicamente dal The International Campaign for Tibet (ICT) al capo delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet. L’Alto Commissariato, infatti, farà visita alla Cina alla fine del 2020, e l’ICT si augura che Bachelet visiti anche il Tibet.

ICT: “Non dimentichiamoci del Tibet”

Come riporta RFA, Michelle Bachelet avrebbe già sollecitato l’accesso alla regione autonoma uigura dello Xinjiang nord-occidentale della Cina (XUAR). In questa zona, infatti, “oltre un milioni di uiguri musulmani etnici sono tenuti in campo di internamento” con l’accusa di “aver ospitato ‘idee religiose forti’ e idee ‘politicamente scorrette’ da aprile 2017”.

Per questo motivo, The International Campaign for Tibet si augura che anche il Tibet sia visitato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. “Il Tibet, come lo Xinjiang, è soggetto a politiche profondamente discriminatorie e totalitarie misure di controllo, nelle sfere religiose e culturali”, aveva dichiarato il 27 febbraio scorso Kai Mueller, capo del gruppo di difesa delle Nazioni Unite per le ICT. “Il Tibet è stato anche il banco di prova che stiamo assistendo oggi nello Xinjiang. L’accesso al Tibet è estremamente limitato e la regione è isolata da osservatori, diplomatici e giornalisti indipendenti”. Perciò, “è estremamente importante che la regione sia aperta per un accesso senza restrizioni”.

L’obiettivo, ovviamente, è quello di sempre. “Se tale accesso è garantito in modo coerente, ciò faciliterebbe la trasparenza e la responsabilità e, in definitiva, la protezione dei diritti umani“.

Xinjiang e campi di detenzione: esistono?

Diverse volte negli ultimi anni la Cina è stata accusata di avere dei veri e propri campi di concentramento (sotto il nome di campi di rieducazione) per i dissidenti. In passato, abbiamo provato a capire se effettivamente è così. Inoltre, The Print ne ha realizzato un’inchiesta.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante