Nepal, il crollo di un ghiacciaio alla base dell’alluvione lampo: 359 morti e 1.300 dispersi
Il bilancio degli irreperibili: più di 800 in Nepal, 558 in Tibet, coinvolti 517 stranieri. Gli italiani Valentina Piccinini e Stefano Lotumulo tra i 27 turisti tratti in salvo, Marco Ratto tra i dispersi. Gli esperti: “Rischio seconda alluvione”.
Con aggiornamenti ora per ora…
Emergenza in Nepal e Tibet per l’alluvione del 26 agosto 2026. Che cosa sappiamo:
- 359 morti accertati, secondo la polizia nepalese
- Il totale dei bilanci di Pechino e Kathmandu è di 1300 dispersi
- I media statali cinesi hanno riferito di 558 dispersi, tra cui 260 stranieri
- Tra i dispersi, l’italiano di Rapallo Marco Ratto.
- In Nepal, la polizia ha riferito di aver recuperato 177 corpi e di aver perso i contatti con 823 persone, tra cui 517 turisti stranieri
- Secondo l’US Geological Survey, l’ alluvione è stata causata da “un crollo glaciale e una colata detritica” che hanno portato a “conseguenti impatti catastrofici a valle”
- L’esercito nepalese ha schierato 2.000 militari per operazioni di ricerca e soccorso via terra e via aria nelle zone colpite dalle inondazioni per aiutare a cercare i sopravvissuti
- Sul versante tibetano, le condizioni meteorologiche incerte e la geografia remota della zona rendono le operazioni di soccorso sempre più difficili, affermano le autorità cinesi
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