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The Quest – notizie dall’esilio

Nel corso della mia recente visita a Mundgod, gli studenti della classe VII della Gaden Jantse Thoesam Norling School mi hanno mostrato delle pagine spillate e sgualcite: il numero “zero” del loro giornale “The Quest”, la Ricerca.

Ho deciso – e promesso – di dare una mano a che queste pagine – al momento  piene solo di contenuti scolastici e religiosi – diventino, sul serio, uno spazio di ricerca. E che diventino la voce di questi giovani ragazzi, raccogliendo le informazioni sociali e politiche che riguardano il Tibet. Una volta ottenuto il permesso della leadership della Scuola, resta solo un ostacolo, la connessione internet e la copertura del tetto per consentire, alle macchine, una giusta climatizzazione.Insieme ai due insegnanti di Inglese Ngodup Tsering e Lobsang Rinchen e agli studenti, sono state dunque definite le strategie del nuovo Magazine, che sarà preparato con cadenza annuale. E che avrà lo stesso nome del numero già pubblicato: “The Quest”.

C’è, ovviamente, la consapevolezza che si tratti di un progetto privilegiato. Che non riguarda bisogni primari, come la fame, la sete, la salute del corpo. Ma nella particolare contingenza in cui versa il popolo del Tibet, questo progetto, spontaneo e coraggioso, è sembrato meritevole di particolare sostegno. Perché alimenta le speranze delle nuove generazioni e perché intende promuovere e diffondere la ricerca, appunto, e la conoscenza.

Inoltre un ulteriore elemento determinante è stata la decisione che metà degli articoli siano scritti in Inglese e metà in Tibetano. Non solo per contribuire simbolicamente al mantenimento di questa lingua – tanto più importante perché mantenuta in terra d’esilio – ma anche per favorire un’ottimale diffusione e legibilità della Rivista.

Grazie quindi a quanti vorranno contribuire a questo progetto.

Grazie anche ai leader della Scuola Geshe Jigme Gyaltsen (2009), Geshe Tenzin (2009-2010), Namgyal Gyaltsen (2009-2010) e agli isegnanti Ngodup Tsering e Lobsang Rinchen.

E grazie a questi coraggiosi giovani monaci che hanno deciso di contribuire, a loro modo, al “Never Give Up” del Dalai Lama: Lobsang Shadup (Losel), Tenzin Ngodup, Tsawa Lobsang Yeshi, Tenzin Delek, Tenzin Dorjee, Tsering Paljor, Kelsang Tashi, Lobsang Thupten, Lobsang Dargay, Kongpo Lobsang Yeshi e Lek Khando (Nyima).

Fai una donazione adesso per sostenere il progetto!


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The Quest 1-2009

Con i primi fondi raccolti è stato possibile stampare (in Italia) il numero 1/2009. Semplice ma importante. Sia per i temi trattati sia per il grande impegno profuso da parte di Direzione, Insegnanti, studenti e … volontari dell’Associazione. Diciamo che tutti hanno fatto del loro meglio per coniugare un’acettabilità dei risultati con le risorse locali esistenti. Spesso davvero precarie …

The Quest 2-2010

Nel mese di agosto 2010 è stato completato e stampato ad Hubli (!) il numero 2/2010. Più ricco di pagine e di contributi rispetto al precedente. E con un valore aggiunto. Poichè alla Norling School è stato offerto sia un computer dedicato esclusivamente alla Rivista, sia il software affinchè gi studenti possano realizzare, in futuro, la Rivista in piena autonomia. Autonomia ancora parecchio “assistita” ma con tutti gli auspicabili presuposti per un positivo sviluppo.

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The Quest 3-2011

Nel mese di agosto 2011 è stato completato e stampato ad Hubli, in una nuova Tipografia il numero 3/2011. Con una stampa di qualità migliore, con le foto a colori e con un numero di copie (600) che ne possa favorire la diffusione. Questo numero include, tra le altre, le riflessioni su due eventi epocali per il Tibet: la rinuncia da parte di Sua Santità il XIV Dalai Lama al potere temporale e l’assunzione dell’incarico da parte del nuovo Primo Ministro (Kalon Tripa), Mr. Lobsang Sangay.

The Quest 4-2012

Nel mese di agosto 2012 è stato completato e stampato ad Hubli, in una nuova Tipografia il numero 4/2012. Con una stampa di qualità migliore, con le foto a colori e con un numero di copie (600) che ne possa favorire la diffusione. Questo numero include, tra le altre, le riflessioni sul tema che coinvolge tutta la Comunità Tibetana – in Esilio e in Tibet – e che riguarda le auto-immolazioni di monaci e laici che hanno sclto questa forma estrema per esprimere la propia esasperazione verso il Governo di Pechino.