E’ uscito in data odierna il Numero speciale della nostra Rivista che, come di consueto, è consultabile sia nella versione .pdf che sfogliabile al link in calce.
L’importanza di questo numero è legata a due eventi di particolare rilievo, come descritto nell’Editoriale che segue testualmente.
Questo numero è un numero davvero SPECIALE. Abbiamo deciso di pubblicarlo, in aggiunta alla cadenza semestrale, per mostrare tutta la nostra solidarietà e sostegno a un grave evento che si è verificato all’inizio del mese di luglio. I cui dettagli vengono ampiamente descritti negli articoli che seguono, sia per la Sezione “In Ricordo” che per quella “Aggiornamenti”.
Questi i fatti. Alla vigilia del 250° Anniversario dell’Indipendenza delle 13 Colonie americane dell’Impero Britannico, un uomo ha scelto di trasformare il proprio corpo in un grido di Libertà.
Lobsang Palden, noto con il nome di Lobga Rangzen, si è dato fuoco a New York davanti al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, portando come unica “arma” la bandiera del Tibet. Il suo gesto è – e vogliamo credere sarà – destinato a restare nella storia. Per diverse principali ragioni.
La prima è che Lobga Ranzen ha lasciato, poco prima di avviarsi per il suo ultimo viaggio terreno, un lungo video che mette i brividi per la sua estrema lucidità e determinazione. Dove, denunciando senza sconti le politiche di assimilazione della RPC, esorta i suoi connazionali a restare uniti e non smettere mai di combattere per l’Indipendenza del proprio Paese.
La seconda è che, proprio a ridosso del suo gesto, il 1 luglio entrava in vigore in Cina la nuova “Law on Promoting Ethnic Unity and Progress (EUPL), approvata il 12 marzo scorso dall’Assemblea nazionale. Legge che mira a rafforzare l’identità nazionale Han, il ruolo del cinese mandarino come unica lingua comune e che prevede, nella più spudorata e spregiudicata forma di colonialismo, il diritto dello Stato di “perseguire organizzazioni o individui stranieri che compiono atti ritenuti lesivi dell’unità e del progresso etnico cinese, o che incitano al separatismo etnico”… Cioè Tibet in primis… ma non solo…
La terza ragione è che Lobga Rangzen è stato il primo Tibetano a immolarsi in America e il primo caso documentato e diffuso dai media, al di fuori di India, Nepal e Tibet occupato.
Per ciascuna di queste ragioni abbiamo ritenuto di voler dare nuova visibilità, ricordandoli, anche a tutti Tibetani che nel gli anni dal 1998 al 2019 avevano compiuto lo stesso gesto o gesti analoghi per rivendicare il proprio diritto alla Libertà e alla Pace. E che erano stati chiamati “Torce Umane”…
Inoltre, in simbolica rappresentazione degli innumerevoli eventi, dichiarazioni e Manifestazioni che hanno preso vita in diverse parti del mondo, per l’estrema gravità dei fatti, abbiamo ritenuto di voler documentare quanto realizzato in Europa, America e in Italia, in particolare nelle città di Roma e di Milano.
A tutti buona lettura!
Marilia Bellaterra

