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La sfida commerciale tra USA e Cina non si ferma. E il G20 in Argentina promette nuove scintille

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La sfida commerciale tra Stati Uniti d’America e Cina non sembra andare verso il disgelo commerciale. O almeno è quanto e parso di capire il 17 novembre scorso al forum dell’Apec, l’organizzazione dei Paesi di Asia e Pacifico, organizzato su una nave da crociera ormeggiata a Port Moresby, capitale di Papua Nuova Guinea. Al dibattito hanno preso parola i due rappresentati dei rispettivi paesi: Xi Jinping, il segretario comunista cinese, e Mike Pence, vicepresidente americano. Le dichiarazioni a distanza dei due non hanno fatto presagire alcuna possibilità di un accordo tra le due potenze, nonostante il presidente Trump avesse rassicurato tutti quanti in vista del G20 in Argentina a fine novembre.

Xi Jinping: “Basta protezionismo”

Il primo a prendere parola è stato Xi Jinping, ribadendo un concetto espresso già in passato: il protezionismo ha “vita breve ed è destinato a fallire“, perché frutto di una “agenda egoistica“. Una critica forte alle scelte di Washington adottate già da qualche mese nei confronti della Cina. “Erigere barriere e tagliare la stretta cooperazione economica – ha aggiunto – contrastano con le leggi dell’economia e il senso della storia“. Quindi, il Governo cinese deve dire “no a protezionismo e unilateralismo, la storia ci insegna che nessuno guadagna dallo scontro, che prenda la forma di una guerra fredda, calda o commerciale“.

Pence: “Non ci fermeremo”

Dal canto suo, il vicepresidente americano Mike Pence ha commentato duramente le parole di Xi Jinping. La linea degli Stati Uniti non cambierà, “l’azione commerciale contro” Pechino non sarà fermata fintanto che non saranno riviste le “pratiche inique“, causa del surplus commerciale cinese con gli USA. La sfida commerciale, dunque, resta aperta.

E intanto Trump media per scongelare la sfida commerciale

La Cina vuole fare un accordo“. Lo ha ribadito, per l’ennesima volta, il presidente americano Donald Trump a margine dell’incontro dell’Apec. Per il numero uno statunitense, il G20 in Argentina sarà uno snodo cruciale. Tanto che Pechino avrebbe già “mandato una lista di cose che vogliono fare“. Per questo motivo, Trump si è detto fiducioso per il futuro. Un accordo si farà, ma solo se verranno raggiunti i presupposto per la creazione di un commercio “equilibrato“. Solo il G20 potrà dirci se la sfida commerciale avrà esito positivo o negativo.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante