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Gli USA hanno detto sì al Reciprocal Access to Tibet Act. Cina: “Interferenze grossolane”

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Lo scorso martedì 12 dicembre il Senato degli Stati Uniti d’America ha approvato con consenso unanime il Reciprocal Access to Tibet Act, come riporta phayul.com. Il ddl è stato avanzato dai deputati Marco Rubio e Tommy Baldwin, a seguito della presentazione alla Camera da parte dei colleghi Jim McGovern e Randy Hultgren. Ora l’ultima parola spetta al presidente Donald Trump: la firma sul disegno di legge del numero uno americano darebbe il via a una legislazione bipartisan redatta per contrastare la consueta esclusione dal Tibet di giornalisti, diplomatici e cittadini statunitensi ad opera della Cina. Una volta che il disegno di legge verrà ratificato, toccherà al Segretario di Stato valutare il livello di accesso al Tibet entro 90 giorni dall’entrata in vigore della normativa e, in seguito, inviare un rapporto dettagliato che identifichi i funzionari cinesi responsabili degli atti di esclusione.

“Momento storico”

Il senatore americano Robert Menendez, uno dei 14 coresponsabili del Reciprocal Access to Tibet Act, ha sottolineato che tale normativa è un’ “importante dichiarazione dei nostri valori“. Gli fa eco Matteo Mecacci, presidente dell’International Campagn for Tibet (ICT): “Questo è davvero un momento storico nel sostegno degli USA al popolo tibetano e ai suoi interessi strategici di sicurezza nella regione“. Si tratta di una nevralgica “vittoria per il movimento di base del Tibet“, secondo il Dorjee Tseten, direttore esecutivo dello Students for a Free Tibet.

Cina: “Siamo contrari al Reciprocal Access to Tibet Act”

Non è tardata ad arrivare la replica della Cina per mano del proprio Ministro degli Esteri, Zhou Enlai: “Questo progetto di legge ha ignorato i fatti, ha interferito grossolanamente negli affari interni della Cina e ha violato le norme di base delle relazioni internazionali. La Cina è fermamente contraria e ha già fatto le sue proteste agli Stati Uniti. Circa 40.000 americani hanno visitato il Tibet dal 2015, compresi i politici. Invitiamo vivamente l’amministrazione statunitense ad adottare immediatamente misure efficaci per evitare che questo disegno di legge venga convertito in legge, in modo da evitare danni alle relazioni Cina-Usa e alla cooperazione tra i due paesi in settori importanti“.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante