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Hong Kong, Trump: “Basta privilegi, sarà trattata come la Cina”

conferenza stampa di trump su hong kong

Hong Kong sarà trattata alla stregua della Cina“. Con queste parole proferite in una conferenza stampa del 14 luglio 2020, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha annunciato la fine di alcuni privilegi economici e commerciali con l’ex isola britannica: “Nessun privilegio speciale, nessun trattamento economico speciale, nessun export di tecnologia”.

Hong Kong: nuova tappa della guerra fredda tra USA e Cina

Con l’equiparazione di Hong Kong alla Cina, gli Stati Uniti d’America aggiungono un altro tassello all’intricata quanto perpetua guerra fredda tra i paesi guidati da Donald Trump e Xi Jinping. La mossa del tycoon, infatti, oltre ad avere fini elettorali, punta ad attaccare direttamente il Paese asiatico, soprattutto dopo l’emanazione della legge sulla sicurezza nazionale. Anche se, probabilmente, potrebbe avere effetti economici e sociali devastanti sulla popolazione locale.

In merito a Hong Kong, il presidente statunitense ha aggiunto che: “la loro libertà è stata tolta”, “i loro diritti sono stati portati via e con essi Pechino ha decretato anche la fine dell’isola, secondo me, perché la città non sarà più in grado di competere con i mercati liberi”. Infine, Trump si è detto convinto che molte persone lasceranno l’ex colonia britannica.

L’ordine esecutivo firmato dal presidente USA – già approvato nelle scorse settimane da Camera e Senato – si muove su due fronti: da una parte, ogni trattamento commerciale preferenziale tra Stati Uniti e Hong Kong cessa di esistere; dall’altra, viene emanato un disegno di legge che prevede sanzioni contro stranieri e banche che contribuiscano materialmente alla violazione dell’autonomia dell’isola, che nell’ordinamento giuridico del Paese asiatico dovrebbe essere garantita almeno fino al 2047.

Cina: “In arrivo sanzioni per gli statunitensi”

La risposta della Cina non si è fatta attendere. Nella stessa giornata, infatti, il Ministero degli Esteri ha emesso una nota (AGI) nella quale sottolineava quanto “i tentativi americani di ostacolare la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong non avranno mai successo. Per salvaguardare i propri interessi legittimi, la Cina darà una risposta necessaria e imporrà sanzioni alle persone e alle entità statunitensi competenti”.

Dal Coronavirus al Tibet Act: le altre battaglie USA-Cina

Negli ultimi mesi, la guerra fredda tra Stati Uniti e Cina si è fortemente intensificata. Solo nelle scorse settimane, ad esempio, sul fronte del Coronavirus, l’Associated Press e una virologa di Hong Kong hanno accusato la nazione asiatica di aver nascosto importanti informazioni sul virus.

Come se non bastasse, questo scenario internazionale ha aggravato numerosi intrecci nazionali, come l’India e il Giappone, quest’ultimo coinvolto in una querelle di rivendicazione territoriale nel Mar Cinese Meridionale e Orientale.

Infine, recentemente c’è stata anche l’implementazione del Tibet Act, che limita ancora di più la presenza di funzionari cinesi sul suolo americano nel caso in cui siano coinvolti nelle violazioni dei diritti umani nei confronti del popolo tibetano.

Articolo di Angelo Andrea Vegliante